Grillini antisfratto: la Lombardi porta il Parlamento a Tor Sapienza e blocca uno sgombero

La deputata del Movimento cinque stelle ha trasferito la sua residenza parlamentare nella casa in questione, in un piano di zona in via Fillia: "Per cacciarla serve l'autorizzazione della Camera dei Deputati"

Stop allo sfratto: residenza parlamentare. E' questa la 'sorpresa' che si è trovato di fronte questa mattina un ufficiale giudiziario arrivato in via Fillia, in zona Tor Sapienza-Colle Prenestino, per sfrattare Roberta e i suoi figli. La deputata del Movimento cinque stelle Roberta Lombardi ha infatti trasferito nello stesso alloggio la sua residenza parlamentare così, per poter eseguire lo sfratto, sarà necessaria l'autorizzazione della Camera dei Deputati. Un "atto politico di grande rilevanza" il commento di Asia Usb che segue la situazione dell'inquilina ormai da tempo. "Per la prima volta si usano le Istituzioni per sostenere chi sta vivendo sulla propria pelle l'arroganza della speculazione immobiliare" si legge in una nota.

SFRATTI NEI PIANI DI ZONALa casa in cui vive Roberta con i suoi due figli, entrambi minori di cui uno con problemi di handicap, non è una casa qualsiasi. La palazzina è stata infatti realizzata nell'ambito dei cosiddetti piani di zona, quartieri destinati ad essere affittati a canoni inferiori ai prezzi di mercato perché costruiti anche con sovvenzioni pubbliche. Alcuni dei piani di zona romani però negli anni scorsi sono finiti al centro delle polemiche, e in alcune zone anche delle inchieste delle autorità giudiziarie, perché ai canoni di cessione non erano stati sottratti i finanziamenti pubblici con il risultato che gli affitti versati dagli inquilini risultavano più alti del dovuto. Proprio oggi gli assessori alla Legalità, Alfonso Sabella, e alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, hanno emesso una nota in cui si afferma che a breve tutti i costruttori dovranno adeguare i cosiddetti 'prezzi massimi di cessione', che determinano l'ammontare dell'affitto, alle nuove tabelle corrette dagli uffici capitolini.  

LA STORIA DI ROBERTA Nonostante questa attenzione alla situazione dei Piani di zona però, Roberta questa mattina ha rischiato di essere cacciata dal suo appartamento. Come raccontato da Romatoday esattamente un anno fa, anche Roberta, supportata da Asia Usb, aveva avanzato "una denuncia contro ignoti in quanto l'affitto richiesto era più alto di quanto stabilito dalle leggi in materia". Non solo. L'avvocato di Asia Usb Vincenzo Perticaro, in virtù di questo, aveva chiesto al pm di intervenire contro lo sfratto. Ma così non è stato. "Questa mattina l'ufficiale giudiziario si è presentato nonostante Roberta debba avere indietro dei soldi e risulti ai primi posti per ottenere il sostegno alla morosità incolpevole da parte del Comune di Roma che le permetterà di avere circa 8 mila euro" spiega il sindacalista Angelo Fascetti. “Oggi lo sfratto è stato bloccato solo grazie all'iniziativa di una parlamentare e rimandato a settembre. Chiediamo però l'intervento di Comune e Regione per fermare questa situazione paradossale in cui inquilini che per anni hanno pagato più del dovuto, con un'inchiesta della magistratura aperta, vengono trattati come 'normali' casi di morosità".

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L'IDEA DELLA DEPUTATA - E' lo stesso gruppo pentastellato alla Camera a spiegare la decisione della deputata: "La signora Roberta è la mamma di due bambini piccoli, di cui uno disabile. E' senza lavoro. Anche suo marito è disoccupato. Tutta la famiglia, poi, è sotto sfratto esecutivo" esordisce. "Una storia come tante in Italia, ma con un dettaglio che la rende ancora più ingiusta: lo sfratto è immeritato, come riconosciuto anche da Roma Capitale nella graduatoria di morosità incolpevole. Il costruttore che avrebbe dovuto affittarle la casa ad un canone popolare agevolato, infatti, le ha invece applicato tariffe più alte, e quando la signora Roberta non è riuscita a pagare l'ha sfrattata anziché restituirle il maltolto come previsto dalla legge" si legge in una nota. Così l'idea della Lombardi per bloccare lo sfratto e "far rispettare la legge": far arrivare nella casa di via Fillia "un pezzetto di Camera dei Deputati". Conclude il Movimento cinque stelle: "Siamo sicuri che presto il diritto avrà la meglio. La signora Roberta tornerà assegnataria del suo appartamento, al canone dovuto, e la portavoce Roberta potrà tornare nel suo ufficio di Montecitorio. Così come dovrebbe essere sempre, in un Paese normale".

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