Sfratto a Tor Sapienza, ma è una residenza parlamentare. Lombardi: "E' una violazione"

Per bloccare lo sfratto nell'appartamento del piano di zona la deputata del M5S aveva preso la residenza parlamentare che impedisce ogni intervento che non sia autorizzato dalla Camera. Questa mattina l'intervento delle forze dell'ordine: "E' contro la legge"

Un tentativo di sfratto in piena regola. Nonostante dietro la porta dell'appartamento di via Fillia 27 da quest'estate c'è la residenza parlamentare di una deputata del Movimento cinque stelle: Roberta Lombardi. E' quanto accaduto questa mattina nel quartiere di case di edilizia agevolata, i cosiddetti Piani di zona, a Tor Sapienza. Anche l'inquilina che ci vive si chiama Roberta e ha due figli, di cui uno con problemi di handicap. "Se non fosse stato per il nostro sostegno e per l'intervento tempestivo della deputata Lombardi in questo momento sarebbero tutti in mezzo a una strada" denuncia Angelo Fascetti di Asia Usb presente in sostegno all'inquilina. 

"L'accesso dell'ufficiale giudiziario era stato fissato per questa mattina ma la legge impedisce questo tipo di interventi" spiega il sindacalista. Il riferimento è all'art. 68 della Costituzione che prevede che nessun membro del Parlamento possa essere sottoposto a perquisizione, personale o domiciliare, senza l'autorizzazione della Camera. La decisione della deputata era stata presa nel luglio scorso, proprio per bloccare lo sfratto. L'ufficiale giudiziario arriva intorno alle dieci ed è accompagnato da alcuni agenti di polizia. "Ci siamo dovuti barricare dentro casa con la minaccia di intervento. Volevano sfondare la porta" denuncia Fascetti. 

"Questa mattina la forza pubblica si è presentata insieme all'ufficiale giudiziario con l'ordinanza di un giudice del Tribunale di Roma che ha dato ordine di procedere con lo sfratto, violando di fatto il domicilio di un parlamentare in sfregio all'art 68 della Costituzione" denuncia a Romatoday Roberta Lombardi. "Quando sono stata avvisata per denunciare la situazione ho avvertito subito telefonicamente i carabinieri”. Mentre parla con Romatoday al telefono, si sta dirigendo verso Tor Sapienza. “Se vogliono procedere, dovranno portarmi via con la forza pubblica". Intanto, da via Fillea, arriva la notizia che lo sfratto è stato rinviato al 31 gennaio. 

“Alla mia porta si sono presentati in quattro: l'ufficiale giudiziario, l'avvocato della proprietà e due agenti in borghese” racconta Roberta, l'inquilina. “Mi hanno detto che avevano già chiamato il fabbro per tirare giù la porta. Per fortuna che i miei due bambini erano già andati a scuola e non hanno assistito a questa scena” denuncia. “Dopo l'intervento di questa mattina, in seguito alla telefonata della deputata Roberta Lombardi, sono arrivati anche i carabinieri per accertarsi dell'accaduto”.  

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La casa in cui vive Roberta non è una casa qualsiasi. La palazzina è stata infatti realizzata nell'ambito dei cosiddetti piani di zona, quartieri destinati ad essere affittati a canoni inferiori ai prezzi di mercato perché costruiti anche con sovvenzioni pubbliche. Alcuni dei piani di zona romani però negli anni scorsi sono finiti al centro delle polemiche, e in alcune zone anche delle inchieste delle autorità giudiziarie, perché ai canoni di cessione non erano stati sottratti i finanziamenti pubblici con il risultato che gli affitti versati dagli inquilini risultavano più alti del dovuto.

Come raccontato da Romatoday nell'estate del 2014, anche Roberta, supportata da Asia Usb, aveva avanzato “una denuncia contro ignoti in quanto l'affitto richiesto era più alto di quanto stabilito dalle leggi in materia”. Spiegava l'avvocato di Asia Usb Vincenzo Perticaro: “A fronte dei 465 euro al mese più Iva, in totale si tratta di poco più di 500 euro, richiesti dalla ditta costruttrice sulla base delle nuove tabelle elaborate dalla Regione Lazio l'inquilina avrebbe dovuto pagare 355 euro”. In virtù di questo, era stato  richiesto al pm di intervenire contro lo sfratto. 
Uno sfratto che è arrivato nel 2013 quando Roberta non è più riuscita a pagare l'affitto. “Nel marzo del 2015 Roberta è risultata tra i primi nella lista del Comune di Roma per la morosità incolpevole. Il Comune le avrebbe dato circa 8 mila euro, a fronte dei circa 11 mila euro di morosità, per sanare la situazione ma la società di costruzioni non ha accettato questa soluzione” denuncia Fascetti. 

Nel luglio scorso il primo tentativo di sfratto. Solo l'intervento della deputata pentastellata ha evitato che Roberta e la sua famiglia finissero per strada. "Nei piani di zona sussiste una violazione conclamata delle leggi dell'edilizia pubblica e il controllo delle istituzioni responsabili, Comune, Regione e in parte in ministero delle Infrastrutture, è praticamente assente. E in una situazione di allerta per il terrorismo internazionale, la forza pubblica non ha niente di meglio da fare che mettere per strada una famiglia con due bambini. Famiglia che, ricordo, ha avuto accesso a quella casa per cui il costruttore ha ricevuto il sostegno pubblico, in quanto destinata a fasce economicamente deboli”. Conclude Lombardi che chiede il ritiro dell'ordinanza. "Adesso mi rivolgerò al presidente del Tribunale sella sezione civile per chiedere gli atti di questa ordinanza che viola una residenza parlamentare. Voglio sapere le motivazioni di questa decisione. Voglio fare ricorso per conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale". 

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