Passo indietro sui rottamatori: Tronca prolunga la proroga a data da destinarsi

Ieri la riunione in Campidoglio con le associazioni e il subcommissario De Milato. Nel tavolo tecnico l'amministrazione ha garantito ai lavoratori "l'operatività delle strutture anche oltre la data del 30 aprile"

Passo indietro del Campidoglio sui tempi di proroga concessi ai rottamatori. "Abbiamo assicurato il mantenimento dell'operatività delle strutture anche oltre la data del 30 aprile", la dead line stabilita con la determinazione dirigenziale di fine anno. E' quanto emerso da una riunione che si è svolta ieri alla presenza del subcommissario Camillo De Milato (delega all'Ambiente). Un tavolo tecnico insieme alle associazioni di rottamatori, alcune in proteste l'8 marzo sotto palazzo Senatorio. 

Aspettano di essere messe in regola: 110 aziende che secondo un accordo di Programma risalente al 1997 avrebbero dovuto dislocare i propri impianti fuori dal Gra, per ragioni di tutela ambientale. E che ad oggi sono rimaste negli stessi siti, tutti o quasi con autorizzazioni scadute ma tenute in piedi tramite proroghe continue, semestrali o annuali. Cosa è emerso dall'incontro di ieri?

Che i tempi sono stretti, prima di tutto. Il termine, l'ennesimo per mettere il tutto a norma, del 30 aprile indicato nella determina dirigenziale del 24 dicembre come ultima data possibile per presentare progetti di dislocazione e avviare le conferenze dei servizi per l'approvazione dei siti alternativi, è troppo vicino. Lo dice tra le righe una nota del Campidoglio. "Nel corso dell'incontro, al fine di completare l'iter amministrativo di verifica della compatibilità dei siti nel territorio in cui tali Centri sono insediati, l'Amministrazione Straordinaria - rappresentata dal sub Commissario Camillo De Milato - ha assicurato il mantenimento dell'operatività delle strutture anche oltre la data del 30 aprile, precedentemente stabilita come termine ultimo per l'attuazione del Piano". 

Per quanto riguarda invece le aree, siamo sostanzialmente al punto di partenza. "La riunione si inserisce nei lavori di un Tavolo Tecnico istituito appositamente, finalizzato al complessivo riassetto del settore, che ha il compito di stabilire congiuntamente i criteri di permanenza o di riallocazione dei Centri di autodemolizione". Niente di più per il momento rispetto a quanto già stabilito dall'atto firmato dal dipartimento Ambiente a fine anno, che individua una trentina di siti in aree idonee che potrebbero regolarizzare la concessione rispondendo ad alcune richieste Ue (e che hanno tempo per farlo fino al 30 giugno), altri 41 collocati su aree con vincoli ambientali definiti "ad alta criticità", e 52 "a media criticità" che devono essere urgentemente trasferiti. 

Questi avevano tempo fino al 30 aprile (ultimatum ora rivisto) per presentare un progetto su una delle 14 aree presenti negli allegati, per l'avvio delle eventuali Conferenze dei Servizi. Le aree però, da viale Togliatti angolo Prenestina, a Santa Palomba passando per l'Aurelia e via di Salone, sono le stesse dell'accordo di Programma del '97, molte già scartate e che già ospitano altre strutture. 

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