Servizio rimozioni, dopo un anno e mezzo i Cinque Stelle pubblicano il bando

Si punta su un unico "aggregatore web" che abbatte i costi del servizio. L'appalto avrà durata di 28 mesi

Il bando per il servizio di rimozione delle auto è stato pubblicato. Dopo una lunga gestazione e quattro rinvii, con uno slittamento ulteriore rispetto alla data annunciata, l'avviso è finalmente comparso sull'albo pretorio di Roma Capitale.

Il bando per le rimozioni

Oggetto dell'appalto, è "l'affidamento del servizio di gestione di una piattaforma aggregatrice web, finalizzato alla rimozione di veicoli e alla loro costudia e restituzione". L'appalto che salvo ricorsi decorrerà dal primo settembre 2018, avrà una durata di 28 mesi naturali e consecutivi. Inferiore quindi, sul piano temporale, rispetto al modello tradizionale che prevedeva l'affido del servizio ad una società dotata di mezzi e personale.

Le differenze dal modello tradizionale

Era stato lo stesso Franco Giampaoletti, Direttore Generale di Roma Capitale, ad illustrare le differenze tra i due servizi. Rispetto a quello tradizionale, il modello di business prescelto comporta una riduzione dei costi. "Si trova un soggetto, un'impresa, assimilabile a 'My Taxi' o 'Foodora', che non abbia in pancia i mezzi e il personale necessari all'esecuzione ma che sia in grado di predisporre un'organizzazione amministrativa, con software, hardware e call center, e che poi possa affidare a società esterne e dedicate, consorziate, il servizio di rimozione". Ed è stata questa la strada perscelta.

Le caratteristiche dell'appalto

Il modello di business individuato, come aveva avuto modo d'illustrare lo stesso dg, è in grado di abbattere il numero di rimozioni necessarie per garantire la sostenibilità economica di un buon 40-45%. Da qui la possibilità di ridurre da 4 anni agli attuali 28 mesi la durata dell'appalto che, complessivamente, avrà un importo di 3,5 milioni. Inoltre il bando, che non prevede la divisione in lotti ma che punta su un unico operatore, attribuisce punteggio anche all'attivazione di un canale telefonico dedicato. 

I ripensamenti del Campidoglio

La scelta del Campidoglio è stata frutto di una lunga gestazione. A febbraio del  2017 infatti l'assessora alla mobilità Linda Meleo aveva annunciato il passaggio del servizio di rimozione ad Atac. Poi, come chiarito dalla stessa assessora, era subentrato il concordato preventivo dell'azienda che ha "di fatto annullato tutto quanto immaginato nei mesi precedenti, mettendo dei paletti su quanto Atac può o non può fare". L'ipotesi di affidare all'azienda di trasporti pubblici capitolini il servizio in house viene così accantonata. Si fa largo di conseguenza l'idea di fare un appaltone da 5 milioni di euro all'anno. Prevedeva la divisione della città in quattro quadranti ed ipotizzava un numero di 50/60 mila rimozioni l'anno. Quel bando, che doveva essere aggiudicato per giugno-luglio 2018, non si è più fatto. Ha prevalso un modello di business di tipo non tradizionale.


 

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