Selvotta, il municipio multa i residenti: "Chiedono di chiudere le strade perché private ma non è così"

I residenti della borgata ex abusiva sono anche i proprietari delle strade ma sostengono: "Da sempre considerate come aperte al pubblico transito"

Strada aperta a pubblico transito. Anzi no. Sulle vie di Selvotta, una borgata nei pressi di Borghesiana, cresce lo scontro tra l’amministrazione del VI municipio e i residenti proprietari delle abitazioni e delle strade. Stiamo parlando un quartiere sorto abusivamente a partire dagli anni settanta poi inserito nell’ultimo Piano regolatore tra le zone da condonare, pianificare e in cui portare servizi, i cosiddetti toponimi. Nell’elenco rientra anche Selvotta anche se figura tra i molti toponimi con il progetto esecutivo non ancora approvato dall’Assemblea capitolina. Una di queste strade, via Puccinelli, è ormai famosa sulle pagine di cronaca cittadina per via della grossa discarica a cielo aperto che si è venuta a creare nella sua parte finale, ormai chiusa da molti mesi. Da tempo l’amministrazione municipale declina ogni responsabilità in merito alla bonifica sostenendo che si tratta di una strada privata e che, quindi, la pulizia spetta ai proprietari.

Da metà dicembre il braccio di ferro si è intensificato perché i residenti, proprietari non solo di via Puccinelli ma anche di strade limitrofe come via Ponte della Catena, via Ranzoni, via Toma e via Crema, hanno ricevuto delle multe da parte della polizia locale del VI municipio. 300 euro circa per non aver interdetto la strada e quindi non aver impedito il versamento di rifiuti lungo via Puccitelli. Un secondo verbale da circa 150 euro è stato invece mandato per irregolarità alla segnaletica stradale. Le multe sono arrivate a una decina di persone anche se i residenti, che sono circa 180, si aspettano nuove notifiche. Come spiegato la scorsa settimana a Romatoday dall’assessora municipale all’Ambiente, Katia Ziantoni: “La strada risulta privata”.

Per il municipio la bonifica, la manutenzione e la segnaletica spettano ai proprietari. Che però non la pensano così tanto da essersi già opposti legalmente alle multe: “Queste vie sono considerate da molti anni dall’amministrazione comunale come ‘strade aperte al pubblico transito’ tanto che in passato sono anche stati stanziati dei soldi pubblici per rifare l’asfalto”, spiega Luciano Bucheri per conto del Coordinamento dei consorzi e dell’associazione Aic Recupero. "La gran parte degli interventi edilizi di Selvotta è stata oggetto di sanatoria. E' grazie a questo che il quartiere è stato perimetrato nel lontano 1997 e inserito nell’attuale Piano regolatore come Piano di Recupero Urbanistico. In questo piano la viabilità che il municipio considera privata è addirittura previste come pubblica. Inoltre, con progetti approvati dal Comune, il consorzio di Selvotta ha realizzato le fogne e l’illuminazione pubblica proprio su tali vie. Questo non sarebbe stato possibile se tali strade fossero private. Su via del Ponte della Catena, addirittura, l’illuminazione è stata realizzata direttamente dal Comune. Anche la denominazione delle strade è stata individuata con una delibera della Giunta capitolina”.

Non solo. “A seguito della riqualificazione di Largo Loria, realizzata dall’Acru Borghesiana (Associazione consortile di recupero urbano, ndr), dove da molti anni si teneva un mercato settimanale, il municipio ha deciso di assegnare ai titolari dei banchi un’altra area: proprio via Puccinelli. Il mercato si svolge lì ancora oggi. Il municipio ha chiesto ai proprietari di chiudere queste strade e provvedere alla manutenzione delle stesse senza pensare che oggi quelle strade sono utilizzate non solo dai residenti di Selvotta, che già basterebbe, ma anche da chi intende transitare verso e da Borghesiana. La chiusura di queste vie, che non può essere eseguita dai residenti di Selvotta, pena azioni di responsabilità nei loro confronti, creerebbe un danno alla circolazione di tutta la zona”.

La questione è aperta da tempo tra i proprietari delle abitazioni e il municipio. In una comunicazione del febbraio 2019 i tecnici municipali, in relazione a via Ponte della Catena, scrivevano: “Risulta che la strada non sia l'unico collegamento tra la Casilina e la zona Borghesiana-Finocchio, ma solo la più disagevole e quella completamente priva di quegli elementi geometrici e fisici necessari a classificarla come strada urbana. Le zone sono servite da altre strade regolamentare e pubbliche che costituiscono il vero collegamento stradale”. Già quasi un anno fa gli uffici municipali chiedevano alla polizia locale di provvedere alla chiusura delle strade, che non è però ancora avvenuta. Giovedì 23 gennaio presso il municipio si è tenuto un incontro tra i proprietari delle abitazioni e l’assessorato municipale alla Mobilità che, come spiegato nei giorni scorsi a Romatoday dall’assessora Ziantoni, non ha intenzione di fare alcun passo indietro: “La materia in questione non attiene a ragioni di opportunità politica ma al rispetto della legalità. Qualunque altra modalità perseguita in passato era e resta illegale”.

Lo scontro si inserisce in un momento in cui le relazioni tra l’amministrazione comunale e i consorzi di recupero urbano di tutta la città sono ai minimi storici. A sollevare il malcontento una delibera elaborata dall’assessorato all’Urbanistica di Luca Montuori e approvata all’inizio di novembre dalla Giunta Raggi che prevede che le Associazioni consortili di recupero urbano (Acru), istituite all’inizio degli anni ’80 per organizzare la riqualificazione dei quartieri abusivi attraverso la gestione per conto del comune di Roma dei proventi dei condoni raccolti negli stessi territori, di adeguarsi alla nuova normativa sugli appalti pubblici. La principale modifica riguarda l’obbligo per le Acru di costituirsi in soggetti giuridici riconosciuti e non più semplici associazioni. Una decisione considerata “impossibile da applicare” dai consorzi i quali hanno denunciato che la decisione del Campidoglio avrebbe reso impossibile per loro procedere con i piani di recupero.

E se la Giunta penstastellata ha tirato dritto per la sua strada la commissione capitolina Urbanistica presieduta dalla consigliera M5S, Donatella Iorio, del 10 gennaio scorso, ha deciso all’unanimità di provare a riaprire il dialogo. “Abbiamo scritto all’assessorato affinché venga istituito al più presto un tavolo tecnico a cui dovranno partecipare tutti gli uffici che hanno contribuito alla stesura della proposta, per dirimere le varie questioni sollevate dai consorzi e dalle Acru”, ha spiegato Iorio. “I consorzi hanno manifestato la necessità di un confronto tecnico, ed è questo il motivo della convocazione della commissione, lamentando che applicare la delibera così com’è significherebbe non poter operare mentre il nostro obiettivo è fare in modo che le opere di urbanizzazione vengano realizzate. Attendiamo l’esito di questo confronto per capire se ci sono dei punti che sono migliorabili e poi, in qualità di parte politica, prendere una decisione”.

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