L'Onu cambia sede e si sposta all'Esquilino. I sovranisti all'amatriciana gridano: "No al centro d'accoglienza"

In via Leopardi i nuovi uffici dell'Unhcr, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Il comitato con tanto di diretta Facebook e sopralluogo: "Residenti in fibrillazione. Pronti a proteste durissime"

Sede Unhcr via Leopardi

Dai Parioli all'Esquilino. Un trasloco per ragioni unicamente organizzative. Ma basta la parola "rifugiati" a far montare le polemiche. Al civico 24 di via Leopardi, a pochi passi dalla stazione Termini, si sta trasferendo la sede romana dell'Unhcr, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Semplici uffici di lavoro di un ente diplomatico dell'Onu, come ce ne sono una decina sparsi per la città, e non certo in quartieri di periferia. Vedi la Fao, Food and agriculture organization, in viale delle Terme di Caracalla, o il Wfp, World food programme, a Parco dei Medici. Eppure, scambiando la destinazione d'uso per un centro di accoglienza, c'è chi lancia allerte sui social network, scomodando la sindaca Virginia Raggi e il ministro dell'Interno Matteo Salvini. 

"La situazione appare surreale perché l'Esquilino, come è noto a tutti da diversi anni, è una zona sottoposta a uno stress di tipo socio-ambientale non da poco - denuncia all'agenzia di stampa Adnkronos il presidente dello storico comitato Esquilino-Monti, Augusto Caratelli - è un luogo ove si intersecano una serie di reati comuni, dallo spaccio allo scippo, e dove si percepisce una presenza molto forte di immigrazione a causa anche di diversi centri di accoglienza di ispirazione cristiana". Un passato da coordinatore romano di Noi con Salvini quando la Lega a Roma era ancora ai margini del panorama politico cittadino, Caratelli si è speso in un sopralluogo con tanto di diretta Facebook per avvisare i cittadini: "Cosa c'è dietro questa iniziativa? Avvisati il sindaco di Roma e il ministro Salvini. Residenti in fibrillazione. Pronti a proteste durissime se inizieranno ad arrivare gruppi di persone". 

Già, il punto è che non si tratta di un centro di accoglienza. Via Leopardi ospiterà uffici con un centinaio di professionisti provenienti da ogni parte d'Italia. L'Unhcr, come in tutte le grandi metropoli d'Europa, lavora nella Capitale dagli anni '50. "Abbiamo riunito i tre uffici che avevamo in un'unica sede per ragioni logistiche" spiega a RomaToday Barbara Molinaro, dell'ufficio comunicazione dell'Unhcr. Quali servizi si offrono negli uffici di via Leopardi?

Oltre alle attività relative alla protezione internazionale, formazione e training, diffusione delle informazioni sui rifugiati e richiedenti asilo in Italia e nelle varie aree di crisi in tutto il mondo, la sede è anche dal 2006 Rappresentanza regionale per l’Europa meridionale, responsabile, oltre che per l’Italia, anche per Cipro, Grecia, Malta, Portogallo, San Marino, Santa Sede e, dal 2009, anche per l'Albania, con il ruolo di coordinare le attività regionali in favore di richiedenti asilo e rifugiati in questi Paesi. E ancora, come già presente nella sede precedente nel quartiere Parioli, ci sarà anche uno sportello per l'assistenza ai titoli di protezione internazionale. 

Niente di "pericoloso", evidentemente. Anzi. "I problemi all'Esquilino legati al degrado ci sono, ma non hanno niente a che vedere con un luogo del genere. Sono uffici diplomatici di alto valore, dovrebbero essere considerati una ricchezza" commenta l'assessore al Sociale del I municipio Emiliano Monteverde. Di ricchezza parlano anche da Esquilino Vivo, nota associazione del territorio. "Non vedo controindicazioni - spiega Gennaro Berger - secondo noi è un'opportunità e un onore". E comunque, ci tengono a precisare ancora dall'ufficio comunicazioni di via Leopardi, "non capiamo queste polemiche, siamo stati già accolti con favore da tanti commercianti e cittadini". 

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