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Scipioni e i suoi cacciati dal Pd perchè "Morassut vuole rimettere le mani sul VI municipio"

In una conferenza stampa i nove epurati hanno fatto ascoltare gli audio in cui Migliore spiega come non ci siano valutazioni penali rilevanti. Dietro la scelta "un'azione precauzionale". L'assessore Mastrangeli: "Pd partito degli accoltellatori"

Espulsi o sospesi sette mesi dopo l'inizio della guerra. L'eterna lotta nel Pd del VI municipio ha visto ieri compiersi un atto forse risolutivo. Il presidente Marco Scipioni è stato infatti espulso dal Pd. Con lui hanno subito una sospensione 5 consiglieri e 3 assessori della giunta, tutti colpevoli di non essersi adeguati agli ordini del partito, al diktat dei commissari, Orfini e Migliore, che chiedeva loro di dimissionare il numero uno di viale Cambellotti. E proprio, i due commissari, oggi sono diventati il bersaglio della protesta dei nove epurati che hanno convocato una conferenza stampa davanti a Montecitorio per raccontare quanto accaduto in questi mesi e soprattutto per far sentire ai giornalisti, nel vero senso della parola, l'ordine partito da Migliore. 

Una registrazione, effettuata da alcuni consiglieri durante una riunione privata, in cui si comprende come dietro la decisione di far fuori Scipioni ci sia in realtà una scelta politica. Contestualizziamo i fatti per i meno avvezzi del territorio. I primi di luglio del 2015 scatta il sequestro della manifestazione estiva Roma Capitale Summer, a Tor Vergata, per alcune opacità amministrative .Sull'atto ci mette la faccia l'assessore alla legalità Sabella. C'è un'indagine ed emergerebbero delle responsabilità del presidente. Il condizionale è d'obbligo perché, ad oggi, niente di niente è emerso contro Scipioni. Orfini e il Pd però, ancora scottati dalla vicenda Ostia e dall'appoggio incondizionato a Tassone (poi arrestato), decidono da subito per la linea dura che si traduce nella richiesta di dimissioni di Scipioni. Quest'ultimo, però, tiene duro, rigetta l'ordine dall'alto. Orfini però non molla e chiede di sfiduciare il presidente. Chi non lo fa è fuori dal partito. Il motivo? Sempre opacità amministrative. 

Qui, a questo punto, arriva la richiesta di incontro da parte dei consiglieri con il commissario del VI municipio Migliore. Qui viene registrato l'audio fatto ascoltare oggi. Nella registrazione di fatto si sente Migliore dire che "noi facciamo un'azione precauzionale che vi puo' convincere o meno ma è l''opinione del partito", ma "siamo nell'ambito delle valutazioni dell'attività amministrativa", e "sono convinto che non ci sarà nessun coinvolgimento dal punto di vista penale". Segue un'arringa nei confronti dei consiglieri che si chiude con l'ordine di votare la sfiducia, altrimenti saranno fuori dal partito. Un'audio che non lascia dubbi sulla valutazione politica.

Anche per questo oggi i nove epurati, capitanati da Scipioni attaccano i due commissari. "Abbiamo subito la più grande epurazione di massa della storia di Roma. Nelle registrazioni si sente che Orfini e Migliore hanno semplicemente deciso che noi dovevamo andare a casa senza se e senza ma. Il motivo? Secondo me il nostro è un territorio importante. Chi c'era prima, uno a caso Roberto Morassut e i suoi sodali, se ne vuole riappropriare e impadronire dopo che noi abbiamo denunciato tutto quello che era accaduto negli anni precedenti, dalla mancanza di servizi ai Punti verde qualità assegnati in modo anomalo agli sversamenti a Malagrotta: un territorio appetibile perchè diventa collegio con l'Italicum"

Il minisindaco sembra non avere alcuna intenzione di arrendersi: "Non parteciperemo assolutamente alle primarie, ma se la mia gente me lo chiede sono pronto a scendere in campo alle elezioni". Per Scipioni "c''e' un problema reale di democrazia, hanno provato addirittura a sfiduciarci e mandarci a casa con il voto di Salvini e dei Cinque Stelle ma dopo esserci riusciti con Marino dal notaio non ci sono riusciti con noi, anche grazie alla tenuta dei cittadini che ci hanno sempre sostenuto. Tutto questo insieme alla nostra azione amministrativa evidentemente non è in linea con le esigenze di quella classe politica che ha governato vent'anni, perciò ci hanno epurato senza nessun motivo nel silenzio assoluto della classe dirigente romana".

Davanti al Parlamento anche l'assessore (sospeso) Valter Mastrangeli: "L'ultima volta che mi hanno sospeso è stato a scuola, l'avevo fatta grossa e mi avevano sospeso per tre giorni, ma stavolta è veramente senza motivo perchè non so cosa ho fatto. Questo per me è il nuovo simbolo del Pd romano (mostrando un cartello con disegnate una P e una D composte da coltelli, ndr), il partito degli accoltellatori che come le SS ti dice o accoltelli il tuo amico o verrai accoltellato. Mi hanno chiesto di accoltellare il mio presidente e mi sono rifiutato, quindi sono stato politicamente accoltellato io".

Adesso, ha concluso Mastrangeli, "per me questa sospensione è una medaglia al valore, e capisco anche che per Gennaro Migliore, abituato a passare da un partito all''altro e chi come noi rimane fedele per lui giustamente va punito". 

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