Sciopero Wind Tre, i lavoratori dicono 'No' al trasferimento a Milano: "Adesione al 90%"

La protesta dei dipendenti del comparto finanza e controllo di Wind Tre sotto al MISE: "No alla follia dei trasferimenti, si apra a confronto"

"Vogliamo lavorare qui a Roma" - è questo lo slogan scandito a gran voce dai lavoratori di Wind Tre sotto al Ministero dello Sviluppo Economico dove si sono ritrovati in occasione del primo dei due scioperi previsti in questo mese. 

Da Roma a Milano: scioperano i lavoratori Wind Tre

Una giornata di mobilitazione che ha coinvolto i dipendenti del comparto Finzanza e Controllo destinati, secondo i piani dell'azienda, ad essere trasferiti a Milano

Una prospettiva che agita i circa 200 lavoratori che potrebbero essere colpiti dal provvedimento: "Questi sono trasferimenti forzosi, ci hanno messo spalle al muro" - hanno denunciato chiedendo all'azienda valide alternative. 

"Esistono smartworking e telelavoro, costringere i dipendenti a lasciare la loro città e la loro sede originaria non ha senso e per un'azienda come la nostra, leader nelle telecomunicazioni, rappresenta un vero e proprio paradosso". 

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Sciopero Wind Tre: "Adesione al 90%"

Così l'adesione allo sciopero in Wind Tre dei lavoratori del reparto finance è stato pressoché totale: "Circa il 90%" - ha fatto sapere a RomaToday, Riccardo Saccone segretario nazionale di Slc Cgil. "Ora davvero l'azienda smetta con questa follia dei trasferimenti ed apra un confronto serio su tutto il perimetro aziendale". 

Il trasferimento da Roma a Milano solo per volontari e la riprofessionalizzazione di quanti sceglieranno di rimanere nella Capitale quanto auspicato da dipendenti e sindacati.  

In Wind Tre sciopero l'11 aprile

E in Wind Tre, dove sono previste anche le esternalizzazioni dei data center, sarà sciopero anche l'11 aprile: questa volta ad incrociare le braccia saranno i lavoratori dell'intera azienda. 

La Cgil: "Serve piano industriale serio"

"Il problema non è soltanto  dei possibili trasferimenti o dei lavoratori dei data center aziendali. Il problema - ha prposeguito il sindacalista - è un'azienda che non ha un piano industriale chiaro, che sembra più interessata a fare operazioni finanziarie piuttosto che a consolidare i propri asset industriali. Noi questo non lo accettiamo e non lo faremo passare sottosilenzio. Rifletta bene il management aziendale prima di inerpicarsi ulteriormente su strade che - ha concluso Saccone - non portano nulla di buono per l'azienda e per i lavoratori". 
 

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