Ama senza bilancio, Roma dritta verso lo sciopero: strade a rischio caos rifiuti

L'agitazione inizierà con il primo turno mattutino per concludersi alle 4.30 del giorno dopo

Immagine di repertorio

Quello che si sta verificando per i cittadini romani è lo scenario peggiore. Lunedì nella Capitale per i dipendenti Ama sarà sciopero. Quelle “novità positive” che i sindacati avrebbero voluto veder uscire dall’assemblea dei soci della municipalizzata di mercoledì scorso non sono arrivate. Così Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel hanno deciso di andare avanti dritti verso la mobilitazione del 5 novembre.

Le conseguenze per le strade potrebbero farsi vedere per diversi giorni. Anche perché già a pieno regime, sono molte le zone della città che a rotazione restano con i cassonetti pieni e l’immondizia che si accumula ai lati e che spesso resta per giorni. Inoltre Roma arriverà a lunedì con le strade già messe alla prova dal lungo ponte festivo di quattro giorni, iniziato giovedì con la festività del primo novembre, durante il quale il servizio di raccolta, come in tutti i giorni festivi, è ridotto. Non solo. L’emergenza maltempo, che ha lasciato le strade piene di rami e di foglie, ha sottratto braccia e risorse all’azienda capitolina che si occupa non solo della raccolta dei rifiuti della città ma anche della sua pulizia. Per questo, gli effetti di un’intera giornata di sciopero difficilmente verranno eliminati con il lavoro della sola giornata di martedì. 

La rottura tra i sindacati e l’amministrazione guidata da Virginia Raggi sembra ormai totale. Dal braccio di ferro in merito al rispetto degli accordi presi dal Campidoglio in merito ad assunzioni ed esternalizzazioni, all’inizio di settembre erano stati proprio i rappresentanti dei lavoratori a dare l’allarme sulle possibile conseguenze che la mancata approvazione del bilancio di Ama potesse avere sulla vita dell’azienda. Per legge, il via libera al documento contabile sarebbe dovuto arrivare entro la fine di settembre ma nemmeno l’impossibilità di votare il bilancio consolidato di tutto l’ente Roma Capitale ha scoraggiato la Giunta Raggi a proseguire per la sua strada. 

In particolare l’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, ritiene non esigibili 18 milioni di crediti vantanti da Ama verso il Comune per opere cimiteriali realizzate tra il 2008 e il 2012. Senza questi 18 milioni di euro il bilancio di Ama, chiuso in positivo di 560 mila euro, terminerebbe con il segno meno, mettendo ulteriormente le linee di credito aperte dall’azienda con le banche. E quest'ultimo è un altro fronte caldo: il Comune, infatti, non ha ancora firmato il proprio via libera per sbloccare le linee di credito con le banche che scadranno così il 15 novembre. Una data cruciale, e non troppo lontana nel tempo, perché se entro quella scadenza il bilancio e il via libera alle nuove linee di credito non saranno approvati l’azienda potrebbe vedersi chiedere indietro tutti gli importi concessi da parte delle banche con effetti rilevanti sulla continuità finanziaria. 

Così avanti tutta verso lo sciopero. L'agitazione sindacale inizierà con il primo turno mattutino di lunedì 5, per concludersi intorno alle ore 4.30 della mattina del giorno successivo, martedì 6 novembre. Saranno garantiti i servizi minimi essenziali e le prestazioni indispensabili: pronto intervento a ciclo continuo; raccolta pile, farmaci e siringhe abbandonate; pulizia mercati; raccolta rifiuti prodotti da Case di Cura, Ospedali, Caserme, Comunita' recupero tossicodipendenti.

Assicurata anche la pulizia - compreso lo svuotamento dei cestini - di alcune aree di grande interesse turistico-artistico della città. Per interventi di emergenza, sarà attiva 24 ore su 24 la Centrale operativa (telefono 0651693339, 0651693340, 0651693341). Interessati dallo sciopero, con le stesse modalità, anche gli operatori aziendali del comparto Settore Funerario. Per ridurre al minimo i disagi, Ama conta anche nella collaborazione di tutti i cittadini. Il servizio riprenderà regolarmente dal primo turno mattutino di martedì 6 novembre. 

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