Finisce l'era Alemanno: addio anche al Masterplan di Tor Bella Monaca

Si è sciolto alla mezzanotte di ieri il consiglio capitolino. Poche le delibere approvate. I cittadini in aula hanno salutato la chiusura dei lavori con un rumoroso countdown

E' terminata tra il countdown dei cittadini in stile Capodanno e le grida dei consiglieri della maggioranza visibilmente innervositi. Il consiglio comunale dell'era Alemanno ha chiuso i battenti questa notte, dopo due giorni di tour de force per approvare quante più “delibere del cemento” possibili. Alla fine, però, il blitz è riuscito solo a metà. E il tentato colpo di mano ha assunto le sembianze molto più sommesse di un fallimento. Le delibere più avversate dall'opposizione, ma soprattutto dai cittadini dei diversi comitati non sono state approvate.

Niente delibera 129, quella che conteneva lo “scambio immobiliare” con la Cam per la ristrutturazione dei mercati di via Chiana, via Antonelli e via Magna Grecia. Niente valorizzazione dell'ex deposito dell'Atac in piazza Bainsizza che avrebbe trasformato la struttura in un palazzo a destinazione abitativa alto sei piani. Niente Piccola Palocco che avrebbe riversato 190 mila metri cubi di cemento di compensazioni edificatorie per la cancellazione di diritti edificatori a Casal Giudeo e Ponte Fusano dove il nuovo Prg ha stabilito che non si può costruire. Niente aumento di cubature alla centralità Romanina, in totale quasi due milioni.

Ma soprattutto niente abbattimento e ricostruzione di Tor Bella Monaca. La maggioranza ha provato a metterla ai voti pochi minuti prima della mezzanotte. Ma niente da fare. Il consiglio capitolino si scioglie portandosi via qualsiasi possibilità che il progetto di punta dell'amministrazione Alemanno veda mai la luce.

A creare nervosismo tra i banchi della maggioranza anche la mancata approvazione della delibera 117 contenente il regolamento per gli impianti sportivi di proprietà comunale. Sono le 23 e 50 quando il delegato alle Politiche sportive di Roma Capitale, Alessandro Cochi, chiede che venga messa ai voti. Ma niente, a una manciata di minuti dalla mezzanotte, nemmeno questa delibera riuscirà a passare suscitando un acceso nervosismo da parte dello stesso Cochi.

Soddisfatta l'opposizione. “Poniamo la parola fine ai 5 anni della disastrosa e fallimentare gestione della Giunta Alemanno” ha scritto il consigliere capitolino del Pd Umberto Marroni su Facebook postando il video dei cittadini che salutano festanti la fine della consiliatura Alemanno. “Nei prossimi giorni, lavoriamo per presentare una proposta alternativa e credibile di governo” conclude.

Contenti soprattutto i cittadini che nelle ultime settimane hanno seguito passo passo i lavori del consiglio. L'opposizione alla colata di cemento contenuta nel 'pacchetto' di delibere urbanistiche, “ma anche la necessità di una moratoria su tutto il Prg” hanno specificato più volte i cittadini di Carte in Regola, li ha uniti in un coordinamento dal nome molto curioso, Co.co.me.ro., Confederazione della comunità metropolitane romane. La soddisfazione al termine dei lavori è palese. La stanchezza di due giorni quasi ininterrotti di presidio in consiglio non spegne  il caloroso saluto alla consiliatura Alemanno. Dopo il countdown, le urla liberatorie: “Tutti a casa”.

Qualcosa però è passato. E potrebbe essere un'eredità fastidiosa anche per le prossime amministrazioni. Oltre alla delibera numero 3 contenente il via libera all'ampliamento di un immobile di proprietà della Bcc e una variante al sistema dei parcheggi della Nuvola di Fuksas, un po' più in silenzio sono passate la proposta numero 70 e la 3. Entrambe riguardano compensazioni edificatorie, dell'ex comprensorio M2 Santa Fumia la prima, la Mandriola Sud la seconda. La compensazione è uno strumento urbanistico, al tempo fortemente contestato da cittadini e ambientalisti, introdotto alla fine degli anni '90 che ha permesso al comune di tutelare una serie di aree verdi concedendo però che i costruttori potessero realizzare le previsioni cancellate su altri terreni. Un  processo che su Roma, negli anni, ha pesato quasi 5 milioni di metri cubi di cemento.

Alemanno, avvalendosi di una sentenza del Consiglio di Stato che obbliga il Comune a 'rimborsare' un terreno che non era rientrato nell'elenco di quelli da compensare, “ha introdotto, di fatto, nuove categorie compensative che potrebbero costituire un precedente” hanno spiegato più volte i comitati commentando le delibere. Come hanno spiegato i cittadini di Carte In Regola, in una pagina redatta da Territorio Roma, la delibera riguardante Santa Fumia, oltre 140 mila metri cubi da ricollocare in via Brava, a ridosso del Grande Raccordo Anulare vicino alla via Aurelia, “era al di fuori del piano regolatore”.

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