Marrazzo sempre più solo, tra dimissioni e possibili successori

Il Governatore nella morsa dello scandalo del video che lo ritrarrebbe con il transessuale e dell’assegno che avrebbe staccato ai carabinieri per evitare l’arresto. Cresce l’ipotesi dimissioni. Per le elezioni Gasbarra o Veltroni

Da vittima a protagonista della notizia. E’ bastato meno di mezza giornata a far passare in secondo piano l’arresto di 4 carabinieri che tentavano di estorcere denaro a Piero Marrazzo. Sui giornali per quei 4 militari del Trionfale non c’è praticamente spazio. Pagine su pagine sono invece dedicate all’oggetto dell’estorsione. Quel video, un minuto e mezzo dicono i ben informati, in cui Marrazzo sarebbe ritratto con indosso solo una camicia nell’appartamento di un transessuale, con di fianco sembrerebbe anche della cocaina.

Quel video ha già stravolto la vita dell’ex conduttore di Mi Manda RaiTre. Politicamente oggi Marrazzo sembra ormai passato. Impossibile infatti una sua ricandidatura per le elezioni di marzo. Probabili, secondo i più, le sue dimissioni, che in Regione qualcuno vede ormai inevitabili.

IL VIDEO E LA VICENDA
Tra carabinieri mele marce e presunti transessuali la vicenda di Marrazzo appare assumere contorni chiari. I quattro militari infatti nel corso di un controllo avrebbero trovato il Governatore con un transessuale e avrebbero ripreso la scena, inquadrando anche il tesserino della Regione con la foto di Marrazzo. In quell’occasione Il Governatore, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, staccò 3 assegni da 20.000 euro che ad oggi risultano non incassato. Quegli assegni, forse più del video, rappresenterebbero oggi la prova più compromettente per Marrazzo.

Il Governatore, sempre secondo il Corriere della Sera, quell’assegno l’avrebbe staccato evitato per evitare l’arresto, ma non denunciò mai quanto accaduto. Appena ieri continuava a dire che quel video era una bufala, ma quell’assegno rappresenta la prova che quella di ieri era una bugia. Una bugia pesante soprattutto da un punto di vista politico che, come detto, sta già facendo circolare i nomi per i suoi sostituti alla Pisana.

DIMISSIONI E ELEZIONI DI MARZO 
“Non mi dimetto, vado avanti”, ha detto ieri Marrazzo. In regione però ormai gira un’aria di rassegnazione. Le dimissioni, di fronte all’evidenza dello scandalo, sembrano inevitabili.

Certa invece la sua non ricandidatura. Solo ieri il presidente della Provincia Zingaretti assicurava: “Sarà ricandidato”. Oggi però, appare cosa del tutto improbabile. I nomi per sostituirlo già circolano. In pole c’è Enrico Gasbarra, Pd, rutelliano, che piace a Casini e che anche Berlusconi, in tempi non sospetti, voleva tra i suoi. Meno accreditati rispetto a lui sono Giovanna Melandri e David Sassoli. Quest’ultimo sarebbe il terzo giornalista prestato alla politica sulla poltrona della Regione Lazio. Infine c’è l’ipotesi Walter Veltroni. Il suo nome fu tirato fuori agli inizi di settembre dal quotidiano di Piero Sansonetti ed oggi torna più che mai d’attualità, per una battaglia elettorale che viste le premesse si annuncia più che mai cruenta.

 

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