Il futuro del Santa Maria della Pietà in un protocollo. Il comitato: "Il Campidoglio apra alla partecipazione"

Il documento andrà firmato da Comune, Regione, Città Metropolitana e Municipio XIV

Si riaccendono le luci sul destino dell’ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà. A far scattare l’attenzione su una vertenza che dura ormai da oltre vent’anni, l’approvazione da parte della Regione Lazio della delibera 359 del 10 luglio del 2018 che riapre la partita del ‘Programma di valorizzazione patrimoniale’ del complesso che conta 35 padiglioni immersi nel verde e pone su un tavolo condiviso da Regione Lazio, Asl Roma 1, Roma Capitale, Città Metropolitana e Municipio XIV un Protocollo d’intesa che dovrebbe sbloccare l’attuazione del piano e lo stanziamento di poco meno di circa 10 milioni di euro.

Soldi che, ha scritto la Regione in una nota, consentiranno “di realizzare una prima serie di interventi a partire dall’importante riqualificazione del parco pubblico e la ristrutturazione di alcuni padiglioni del comprensorio”. Soggetto attuatore del programma sarà la Asl Roma 1 in qualità di proprietaria e di utilizzatrice di una vasta porzione del comprensorio (12 padiglioni sono invece nelle mani della Regione). Il Comune è invece competente per la pianificazione in quanto il Santa Maria della Pietà è una delle centralità urbane previste nel Piano regolatore del 2008, destinata a servizi di pubblica utilità.

Con il protocollo, si legge nel documento, si punta a portare a compimento il programma di “recupero, riqualificazione e risanamento” contenuto nella delibera 787 del 20 dicembre del 2016 con la prospettiva di realizzare nell’ex ospedale psichiatrico un ‘Parco della salute e del benessere’. Proprio contro questa delibera il comitato ‘Si può fare’, che da anni si batte per un uso pubblico, sociale e culturale del complesso, ha presentato un ricorso al Tar nel maggio del 2017.

“Il progetto approvato dalla Regione non è in linea con le norme per l’utilizzo degli ex ospedali psichiatrici” sostiene Massimiliano Taggi, portavoce del comitato ‘Si può fare’. “Il nostro ricorso si fonda sulla legge 388 del 2000 che scrive chiaramente che gli ex ospedali psichiatrici devono essere messi a reddito per finanziare i progetti di salute mentale prescritti dalla legge 180”. L’iter giudiziario del ricorso, avanzato anche dall’Arap, l’associazione per la riforma dell'assistenza psichiatrica, e dall’Aresam, associazione regionale salute mentale, non si è ancora concluso. 

La controproposta è sul tavolo da tempo. Su quello della Regione dove dalla fine del 2014 c’è la proposta di delibera di legge di iniziativa popolare avanzata scritta dal comitato ‘Si può fare’, supportata dalla raccolta di oltre 12 mila firme, ma mai discussa. Su quello del Campidoglio che il 22 luglio del 2015 ha visto il Consiglio approvare la delibera 40, nata sempre su proposta del comitato. “Il Santa Maria della Pietà dovrebbe essere prevalentemente destinato ad uso socio-culturale mentre da una serie di servizi pubblici utili alla cittadinanza dovrebbero arrivare le risorse da investire nella salute mentale. Il tutto” prosegue Taggi “prevedendo comunque un significativo uso sanitario di 15 padiglioni per i servizi già esistenti”.

Secondo i piani contenuti nel protocollo, e nella delibera 787 del 2016, “ben 27 padiglioni su 35 sarebbero invece destinati ad uso sanitario” denuncia Taggi. Due delle strutture rimanenti, si apprende dal protocollo, dovrebbero essere destinati ad uffici del municipio XIV. Un altro padiglione, il numero 31, oggi occupato dall’associazione Ex Lavanderia, “ad altre attività di interesse culturale”. Altri due dovrebbero invece ospitare l’ostello. Realizzato e smantellato dopo pochi anni in occasione del Giubileo del 2000, una struttura ricettiva sarebbe dovuta tornare per il Giubileo della Misericordia del 2016 ma non ha ancora visto la luce. 
La firma del protocollo potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

“Sono felice che a breve sarà possibile sottoscrivere con Roma Capitale, il Municipio competente, la Asl Roma 1 e la Città Metropolitana un accordo  che ci consentirà di mettere il sigillo a una operazione di straordinaria valorizzazione a cui la Regione Lazio tiene moltissimo” ha commentato il 10 luglio scorso il governatore, Nicola Zingaretti.

Il comitato però giovedì prossimo ha invitato quanti negli anni si sono dichiarati favorevoli al progetto ‘socio-culturale’ a presentarsi in Aula Giulio Cesare in occasione del consiglio. “Chiediamo al comune guidato da Virginia Raggi di sospendere la firma di questo protocollo e aprire una discussione pubblica sul destino del Santa Maria della Pietà. Oggi ci promettono che apriranno la ‘partecipazione’. Ma lo faranno a Protocollo firmato. Cioè a cose già decise e fatte”.

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