Salvini a Raggi: "Valorizziamo i vigili urbani". I sindacati: "Serve la riforma, così siamo solo impiegati"

Dopo le parole di Salvini, Raggi ribadisce le 500 assunzioni. Sulpl e Ugl ricordano al ministro degli Interni la necessità di riforma nazionale

Nello scontro sulla sicurezza tra Raggi e Salvini finiscono tirati in ballo anche i vigili urbani. Ieri, nella sua diretta dalla Magliana, il vicepremier sottolineando quanto fatto sinora per Roma, ha poi invitato la sindaca Raggi a valorizzare i vigili urbani. "Io mi occupo di ordine pubblico: quindi di mettere più telecamere, più poliziotti, più carabinieri. Alla sindaca dico: gli oltre 5000 vigili urbani in dotazione al comune di Roma, valorizziamoli, utiliziamoli, liberiamoli, facciamoli uscire dagli uffici, per traffico, controllo mezzi pubblici, per il presidio delle scuole. Per qualcuno è più facile dire 'ci pensi Salvini'".

E su questo si è incentrata la replica della prima cittadina che non ha mancato di sottolineare che  "io faccio il mio: la prossima settimana entreranno in servizio 500 nuovi vigili urbani che si aggiungono ai 400 già assunti nel 2018: stiamo parlando di 900 nuovi agenti in più per Roma, presi in meno di un anno. Martedì saranno tutti qui in Campidoglio per firmare i loro contratti e andare in strada al fianco dei cittadini. Ti aspettiamo qui per salutarli perché le Istituzioni devono impegnarsi, senza distinzioni, per le persone. Io, come te, non amo le chiacchiere ma preferisco i fatti".

L'uscita di Salvini e il botta e risposta con Raggi riapre un vecchio problema relativo alla polizia locale, ovvero quello relativo al contratto che nei fatti vede i vigili impiegati come poliziotti, ma con leggi e strumenti da impiegati. 

L'INTERVISTA (gennaio 2014) - "Siamo a tutti gli effetti impiegati, ma con la divisa da poliziotto"

Ecco perché ieri Stefano Giannini, segretario del Sulpl Roma, ha preso la palla al balzo per rilanciare: "In relazione alle dichiarazioni rese dal Ministro Salvini ricordiamo che la Polizia Locale non si è mai sottratta ai compiti delegati dalla Stato a cominciare dai controlli su prostituzione, immigrazione per finire a quelli su droga davanti alle scuole e dotazioni sperimentali dei taser.
 Ora però anche il Ministro, che è anche vice presidente del Consiglio, rispetti i suoi impegni contrattuali di governo e trasformi il contratto privatistico degli impiegati in divisa della Polizia Locale con un contratto di tipo pubblico come le forze di polizia statali e vedrà che anche i sindaci potranno utilizzarci al meglio nella sicurezza urbana e nel controllo del territorio".

Quella della riforma della Polizia Locale è anche una storica battaglia dell'Ugl. Marco Milani, coordinatore romano dell'Ugl Polizia Locale sottolinea come "da tempo chiediamo alla Sindaca di Roma di procedere all applicazione delle normative regionali in materia di Polizia Locale, purtroppo a Roma ancora disattese. Per amor di verità, occorre però ricordare al Ministro come la categoria necessiti di una legge di riforma nazionale, che tenga conto dei mutati impieghi dei poliziotti locali, sempre più richiesti ad intervenire su sgomberi, campi nomadi e repressione della criminalità diffusa, anziché impiegati a dirigere il traffico come ai tempi dell'attuale legge datata 1986. Auspichiamo quindi che da questo scambio di battute, possa partire un percorso congiunto di effettiva valorizzazione della categoria" concludono dal sindacato".
 

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