Salvini torna all'attacco della Raggi: "Regali non ne facciamo. Non ha controllo della città"

Il Ministro degli Interni interviene ai microfoni di Tg1 e Tg2 e prosegue l'assedio al Campidoglio

Matteo Salvini e Virginia Raggi (foto d'archviio)

Definirlo un assedio al Campidoglio non è un eufemismo. La Lega continua il suo pressing su Roma e lo fa sempre per voce del suo leader Matteo Salvini che in occasione di una manifestazione del partito a Pinzolo non si è lasciato scappare l'occasione per tornare nuovamente a bacchettare ai microfoni dei Tg nazionali il Sindaco della Città Eterna, Virginia Raggi.

"Se in tanti hanno dei problemi aiutiamo tutti quelli che hanno dei problemi: altrimenti non ci sono quelli più belli e quello più brutti, anche perchè a Roma mi sembra che ci sia un sindaco che non ha il controllo della città", le parole del ministro degli Interni ai microfoni del Tg2 dal Trentino Alto Adige, dove il leader del Carroccio è tornato a parlare del cosiddetto provvedimento 'Salva Roma', oramai divenuto nuovo terreno di scontro all'interno del Governo gialloverde. 

Dalle aspre critiche per le condizioni della città descritta già in passato come sommersa di "rifiuti, topi e gabbiani" oltre che vessata dai disservizi come le stazioni della metro chiuse, alla richiesta delle dimissioni della Sindaca Raggi dopo le registrazioni consegnate alla Procura dall'ex numero uno di Ama, Lorenzo Bagnacani, Salvini torna a bacchettare la Roma governata dai 5 stelle utilizzando in un secondo caso i microfoni del Tg1 per ribadire: "A Roma mi sembra che ci sia un sindaco che non ha il controllo della città, dei conti, della pulizia, delle strade, delle case. Regali non ne facciamo", il secondo affondo del ministro degli Interni. 

L'affondo di Salvini ha però trovato a stretto giro la replica del M5s, in particolare del viceministro dell'Economia, Laura Castelli che sulla propria pagina facebook istituzionale scrive: "Voglio rassicurare nuovamente il collega Matteo Salvini, non c’è nessun “Salva Roma”, dalla lettura della norma si comprende che così viene chiusa l’operazione voluta dal Governo Berlusconi nel 2008, con un considerevole risparmio per lo Stato e per i cittadini".

"Non c’è sempre bisogno di un nemico, perché in questo caso non c’è un nemico - spiega ancora il portavoce pentastellato -. I Comuni vanno salvati tutti, perché così si salvano i servizi ai cittadini, l’ho detto anche nei giorni scorsi e lo confermo. Stiamo facendo un ottimo lavoro, da quando siamo al Governo, con norme puntuali e specifiche, con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. I problemi delle Amministrazioni sono diverse, e le soluzioni da adottare sono differenti. Purtroppo abbiamo trovato solo macerie, da cui è necessario ricostruire".

"Noi lavoriamo per rimetterli tutti in piedi, dal più grande al più piccolo, ognuno con la sua cura, perché ognuno ha una malattia diversa. A questo si può reagire solo rimboccarsi le maniche, con il dialogo e la comprensione -  conclude -. È un lavoro, puntuale, che stiamo facendo anche assieme al Sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani".

A difendere l'operato della Sindaca la senatrice romana M5s Alessandra Maiorino: "Anche oggi Salvini non ha perso occasione di fare sterili polemiche su Virginia Raggi. Ma glielo ribadiamo, il suo niet a quello che definisce impropriamente 'un regalo' per Roma è in realtà uno sgarbo a tutti gli italiani visto che la norma che il Movimento 5 Stelle vuole inserire nel decreto crescita, oltre ad essere a costo zero, permetterebbe di recuperare due miliardi e mezzo di euro. Perciò la posizione assunta dalla Lega ha veramente dell'incredibile e vogliamo sperare che Salvini & Co. ritrovino il buonsenso facendo dietrofront". 

"Roma - aggiunge Maiorino - è la Capitale d'Italia ed è stucchevole utilizzarla per fare campagna elettorale. Piuttosto, invece dei ricatti, diamogli più poteri e risorse come stabilito da una mozione parlamentare che viaggia proprio in questa direzione e che, non più tardi di qualche mese fa, anche la Lega ha votato".

Poteri straordinari per Roma necessari secondo il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida: "Il ministro Salvini prenda atto che Roma non è un Comune come un altro ma la Capitale d'Italia, alla quale servono poteri e risorse straordinarie che ne riconoscano la centralità per lo sviluppo della Nazione".

"Inutile chiacchierare di problemi, di traffico e di immondizia - conclude Lollobrigida - se poi non si lavora per risolverli. Noi prescindiamo da chi governa Roma e lavoriamo per sostenerla. Su questo si dimostra la buona fede, anche nello scrollarsi di dosso i residui dell"educazione padana"'.

Critico nei confronti di entrambi gli schieramenti dello scontro politico è il parlamentare e membro della direzione nazionale del Partito Democratico, Roberto Morassut: "La norma Salva Roma annunciata nel Decreto Crescita e che fa litigare la maggioranza è un ufo che nessuno conosce nel dettaglio. Aspettiamo di conoscerne il merito ma è già chiaro che su questo tema è in corso uno scontro tra il populismo del Movimento Cinque Stelle e quello della Lega, che usano Roma come merce di propaganda elettorale ma non risolvono alcun problema. Tutto questo danneggia i cittadini romani e danneggia il Paese di cui Roma e Capitale".

"Sulla situazione della Capitale - continua Morassut - occorre una discussione seria e d'insieme in Parlamento. Una discussione che riguarda i poteri della Capitale, nell'ambito di quella sul regionalismo differenziato e che riguarda anche il debito, a partire da elementi di chiarezza circa la sua reale entità; elementi opachi e fasulli già nel 2009 e che sono costati ai romani milioni di tasse aggiuntive. Su tutto questo va fatta chiarezza in Parlamento. Non bastano e non servono annunci e false promesse basate sull'inganno. Il governo - conclude - affronti apertamente il tema della Capitale in modo organico e senza furbizie".

"Roma è la capitale d'Italia e il vergognoso gioco politico di Salvini mira ad affossare la città per andare ad elezioni subito, non c'è niente che interessi a Salvini della vita dei romani se non le sue sciocche polemiche con la sindaca Raggi". Le parole di Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi ed esponente di Europa Verde. 

"L'articolo 114 della Costituzione - aggiunge - conferisce poteri a Roma e la legge dello Stato ne disciplina il suo ordinamento, Salvini smetta di fare la guerra ai romani e quindi anche all'Italia, saranno i romani a mandare a casa la sindaca Raggi, ma Roma non può essere privata di quelle risorse fondamentali per realizzare la manutenzione ordinaria perché e' proprio su questo punto che la città sta esplodendo. La città di Roma non è un Comune come tutti gli altri, non è solo la capitale della Repubblica italiana ma è la città che ospita ministeri, istituzioni pubbliche, enti, rappresentanze diplomatiche ed internazionali per queste ragioni è opportuno che Salvini cessi l'ostilità nei confronti di Roma".

"Il ministro dell'Interno è un chiacchierone che non sa quel che dice. Parla di tutto senza capirci nulla. La smetta con la campagna elettorale e lavori un po' - scrive su Facebook Giuliano Pacetti, consigliere M5S di Roma Capitale -. Gli chiariamo che, dopo decenni, i conti di Roma sono finalmente positivi grazie alla sindaca Raggi. Si vede che Salvini con i numeri ha difficoltà a capire, eppure gli è stato spiegato bene: il nostro Salva Italia taglia 2,5 miliardi di interessi alle banche e li restituisce agli italiani. Lo hanno capito tutti. Comunque, prima di parlare, restituisca i 49 milioni che la Lega Nord deve a tutti gli italiani al nord come al sud. Meno felpe, più fatti!". 

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