Torpignattara blindata: Salvini sfida i centri sociali

"Lega ladrona, Roma non perdona" gridano gli attivisti schierati sul lato est di piazza Malatesta. Dalla parte opposta il leader lumbard, al gazebo assaltato domenica scorsa da un gruppo di antagonisti

Nessuna criticità, salvo uno zainetto pieno di uova, mai scagliate contro nessuno, trovato dai poliziotti a un contestatore. Solo cori strillati al megafono - "odio la Lega" - qualche striscione - "Salvini via da Roma" - e un mini comizio del leader lumbard in piazza Roberto Malatesta, cuore di Torpignattara, dove domenica scorsa durante le "salvinarie", qualche disordine ha rovinato la festa. 

Un gruppo di attivisti si sarebbe avvicinato, al tavolo delle consultazioni, ribaltandolo contro Antonella e Marina, le due signore, sulla sessantina, addette alla campagna, con l'aggressione a un agente di Polizia intervenuto per calmare gli animi. Da qui la promessa del segretario del Carroccio: "Nel mio tour dei quartieri di Roma, verrò qui anche per portare la mia solidarietà. Chi aggredisce due donne dovrebbe stare in galera". Oggi, alle 14 puntualissimo, si è fatto trovare al gazebo della discordia, blindato dalle forze dell'ordine fin da metà mattina, per incontrare i suoi sostenitori. 

Il sit in è andato in scena senza conseguenze per l'ordine pubblico, iniziato e concluso in un'ora. Giusto il tempo di rispondere a distanza agli antagonisti: "Se ci fossimo noi al governo, questi figli di papà che mi urlano alle spalle non potrebbero oggi presentarsi in piazza a urlare con gli striscioni". E di rilasciare qualche dichiarazione alla stampa sul caos candidati nel centrodestra, ribadendo ancora una volta: "Nessuno calato dall'alto, per quanto mi riguarda, dovranno sceglieranno i romani, li sto ascoltando quartiere per quartiere". Lui non nasconde la sua preferenza per la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che però ha annunciato da poco di essere incinta, parlando di un'eventuale candidatura sempre e solo come extrema ratio: "Se ci fosse la sosterrei". 

Insomma, la frattura con il candidato in pectore, Guido Bertolaso, rimane. Intanto Salvini promette di tornare, "per tutti i cittadini onesti che vogliono una Roma migliore", anche a Torpignattara, enclave rossa del nemico. E alle domande di chi dà sfogo alla fantasia, risponde coi piedi per terra: "Io sindaco di Roma? Direi proprio di no, non l'ho fatto per Milano, non lo farò per Roma. Sono qui in punta di piedi". 

IL VIDEO---> "BALORDI DEI CENTRI SOCIALI IN GALERA"

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Commenti (1)

  • Piazza Malatesta cuore di Tor Pignattara? Che comunque si scrive staccato. Tor Pignattara enclave rossa? Al banchetto di domenica scorsa non c'erano solo due signore e l'agente non sedeva gli animi, stava procedendo ad un fermo. Migliorate le fonti, sarete più credibili e autorevoli.

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