Ostia, salva spiagge non vale per il Municipio commissariato per mafia

Via libera dalla Camera all'emendamento Pd che modifica la norma sulla sospensiva dei procedimenti amministrativi sulle concessioni balneari specificando che sono esclusi gli stabilimenti in comuni sciolti o municipi commissariati per mafia

La norma salva-spiagge non varrà per Ostia. Stefano Esposito e Matteo Orfini hanno ottenuto ciò che chiedevano e il Pd, soprattutto quello romano, salva quindi la faccia. Alla Camera è stato dato il via libera alla modifica della Legge di Stabilità.

L'emendamento modifica la norma sulla sospensiva dei procedimenti amministrativi sulle concessioni balneari specificando che sono esclusi gli stabilimenti balneari ubicati in comuni sciolti o commissariati per mafia, come quello di Ostia

La norma salva-spiagge in particolare prevede che "i procedimenti amministrativi pendenti alla data del 15 novembre 2015, avviati dalle amministrazioni competenti per il rilascio, la sospensione, la revoca e la decadenza di concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative" ovvero sugli stabilimenti balneari "con esclusivo riferimento a quelle inerenti la conduzione delle pertinenze demaniali, derivanti da procedure di contenzioso connesse all'applicazione dei criteri per il calcolo dei canoni, sono sospesi". 

Nel X Municipio sarebbe stato, quindi, un netto passo indietro dopo gli interventi a Ostia e a Castel Porziano. A criticare l'emendamento originale anche l'ex sindaco Ignazio Marino su Facebook

"Sappiamo bene – aveva detto il commissario del Pd di Ostia Stefano Esposito – che l'obiettivo dell'emendamento originale è quello di risolvere il problema circoscritto del limitato numero di concessionari che ha visto, sulla base della legge di Stabilità del 2007, crescere in modo esponenziale e a volte ingiusto il canone a suo carico. E sappiamo anche che questo emendamento non dovrebbe riguardare la particolare situazione del litorale romano e in particolare di Ostia, dove permane una situazione di illegalità e di infiltrazione della criminalità. Tuttavia, proprio per la criticità della vicenda di Ostia, dove la locale associazione dei balneari non solo non ha mai collaborato con le istituzioni, ma ha anche utilizzato qualunque strumento per provare a bloccare le iniziative pro-legalità, abbiamo chiesto al governo di inserire nel testo dell'emendamento una norma specifica che escluda da questa sospensiva i concessionari balneari che ricadono sul territorio di enti commissariati per mafia. In questo modo si escluderanno con chiarezza, nero su bianco, i balneari di Ostia dalla sospensiva e non verrà vanificato il lavoro lì svolto per ripristinare la legalità".

Anche Matteo Orfini commissario straordinario del Partito Democratico romano, aveva sottolineato il peccato originale: "Io non ho firmato questa schifezza e sto lavorando per farlo saltare. Una porcata, devono cancellarlo". E così è stato. La figuraccia è stata evitata. 

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