Salario accessorio: salvati gli stipendi, sul contratto si riparte dal via

Messa in salvo la retribuzione di gennaio, accordata la rimodulazione del fondo, da lunedì prossimo si riapre il tavolo tra Tronca e i sindacati. Obiettivo: superare l'accordo unilaterale ereditato da Marino

Un nuovo inizio. A poche ore dall'incontro in Campidoglio che ha riportato la pace sulla vertenza del salario accessorio di 23 mila dipendenti comunali, la sensazione è quella di essere tornati ad un nuovo punto di partenza. Messa in salvo la retribuzione mancante nello stipendio di gennaio, una media di 300 euro a testa che arriveranno nelle tasche dei lavoratori entro i primi giorni di febbraio, accordata la rimodulazione del fondo da 157 milioni di euro relativo al 2015, da lunedì prossimo si riparte per arrivare alla definizione del nuovo contratto che supererà definitivamente l'accordo unilaterale in vigore dal luglio del 2014. 

Il risultato è che l'amministrazione 'prefettizia' sia riuscita in pochi giorni a mettere ordine ad un intricato pasticcio che si trascinava da tempo, risultato di mesi e mesi di lavoro politico ed estenuanti trattative. A permettere al commissario Tronca di tirare un colpo di spugna il via libera dell'Avvocatura dello Stato che ha di fatto riconosciuto il nuovo ente nato dalla trasformazione del Comune in Roma Capitale. 

Primo passo, la rimodulazione del fondo da 157 milioni di euro. Il lavoro andrà verso l'allieneamento della capitale alle altre città italiane. La componente variabile del salario accessorio, ovvero quella legata ad indennità, straordinari e progetti speciali, diminuirà. Se prima poteva sfiorare il 50% della retribuzione ora ammonterà a meno di un terzo. Si ingrossa invece la retribuzione fissa. 

Messa una solida toppa al rischio caos nella Capitale, la vera partita si giocherà al tavolo per arrivare alla definizione del nuovo contratto. Parola d'ordine: non perdere altro tempo. Una possibilità che, stavolta, anche i sindacati sentono più che concreta vista la pragmaticità con cui il prefetto Tronca ha portato a casa il risultato di ieri. Nel mirino ci sono sempre quelle indennità che, secondo i rilievi del Mef, sono state distribuite a pioggia. La stella polare è quella di legare indennità e bonus a produttività e risultati effettivamente misurabili. Il commissario sembra intenzionato a non lasciare la questione in eredità alla prossima amministrazione. L'animo tra i lavoratori, che oggi e domani si riuniranno in assemblea per apprendere i contenuti dell'informativa, è più disteso. Ma, dopo le decurtazioni alle buste paga di gennaio, gli occhi rimangono puntati su quanto accadrà in Campidoglio. 

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Commenti (6)

  • parlare di "premi produttività" ad una mandria di "tutelati" è una barzelletta....se vedete i dati di "produttività" di apparati simili degli altri stati europei noi siamo sempre al fanalino di coda...resa e tempistiche enormi rispetto ad altri...per non parlare del numero di assunti e delle percentuali di assenze per malattia....certo certo se sentite loro dicono sempre che non hanno strumenti ...ma tanto alla fine l'avranno vinta perche minacceranno il blocco della città se non saranno rispettati i punti dettati dai sindacati W l'itaGlia

    • Ha mai visto le buste paga dei dipendenti dei municipi di Parigi, Londra, Berlino? Lo sa che gli impiegati amministrativi di Milano sono ben maggiori di quelli di Roma? Preferisco cmq non replicare a rilievi dettati dal populismo spesso pompato ad arte da importanti mezzi di informazione locali non del tutto disinteressati, se solo i cittadini imparassero ad aprire gli occhi si accorgerebbero che le cose non stanno quasi mai come le si vuole presentare

  • Scusa ma cosa intendi per più soldi nella parte fissa quindi a prescindere dal lavoro?

  • Tradotto in Italiano, più soldi nella parte fissa quindi a prescindere dal lavoro e meno selezione dei fondi legati alla produttività e al servizio erogato. Un vero capolavoro che allontana la mastodontica pubblica amministrazione capitolina dalle esigenze della città. Complimenti al Sindacato e al Commissario che continuano a far erogare fondi a pioggia a prescindere dal lavoro e dai servizi effettuati.

    • Forse ti sbagli un po', la parte fissa non è intesa come salario base cioè quello dettato da Contratto Nazionale del Lavoro. Si intende parte stabile di un salario accessorio che è legato a valutazione e merito delle prestazioni individuali e servizi svolti dalla Struttura di appartenenza. Quindi, non basta andare a lavoro. Poi sul metodo che verrà scelto dopo il nuovo confronto non so cosa dirti

  • I vecchio contratto non distribuiva assolutamente premi a pioggia ne bonus a tutti era legato alle prestazioni effettivamente rese - le contestazioni del MEF erano sul fondo e la sua formulazione. Le indennità percepite a detta del MEF in maniera illegittima ammontavano ad un milione e mezzo in cinque anni a fronte di un risparmio o taglio del fondo sul personale non dirigente di centosedici milioni tutto nello stesso periodo. Comunque la difficoltà rimarrà la stessa; come valutare l'operato di 23050 dipendenti con figure professionali ed esercizi diversi? Speriamo ci sia un bel coniglio nel cilindro del nostro commissario per trovare un contratto decentrato integrativo esaustivo per la Città e i cittadini che usufruiscono dei servizi e per i dipendenti sani che li offrono che diminuiscono di anno in anno.

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