Salario accessorio, è di nuovo bufera: "Scusate, ma il 27 aprile come ci pagate?"

"Ancora una volta", spiegano i sindacati "l'amministrazione si è presentata senza nessuna definizione del fondo". Sala delle Bandiere occupata fino alle tre di notte poi la promessa: martedì prossimo si apre il tavolo

I dipendenti capitolini tornano sul piede di guerra. E' di nuovo il salario accessorio a far tremare i portafogli di 24.000 lavoratori. Si è infatti interrotto bruscamente nella notte il tavolo di trattativa per stabilire come andare a costituire il fondo del 2016. Un passaggio propedeutico all'erogazione della parte accessoria dello stipendio in erogazione il prossimo 27 aprile e che corrisponde alle prestazioni straordinarie (o meglio progetti di produttività) lavorati a gennaio, febbraio e marzo. 

Il salario accessorio è regolamentato dal cosiddetto contratto decentrato. Si tratta della disciplina con cui vengono regolamentati prestazioni aggiuntive, straordinari, indennità, lavoro festivo, buoni pasti e in generale tutto quello che non è normato nel contratto nazionale. Una parte del contratto che può, laddove azzerata, portare a pesanti ripercussioni sulle buste paga dei dipendenti. Di fatto, dopo l'apertura della vertenza, a febbraio 2014, e dopo l'imposizione di un accordo unilaterale, sono arrivati pareri del MEF che hanno definito irregolare la quantificazione tra la parte variabile e la parte fissa. Troppo alta quella variabile rispetto a quella fissa. Da qui il problema del fondo da andare a ricostituire.

Un eterno problema che lo scorso gennaio sembrava aver trovato una sua soluzione. Pensare a Roma Capitale come ad un ente diverso dagli altri Comuni e come tale andare a costituire un fondo per le prestazioni variabili coerente con il nuovo ente.

Un passaggio questo che, con una deroga, aveva permesso di pagare a pieno gli stipendi del primo trimestre, nei quali venivano corrisposte le prestazioni degli ultimi tre mesi. Nel frattempo però non si è arrivati ad una soluzione stabile per la conformazione del nuovo ente. Da qui non è stato costituito ancora in modo stabile il fondo 2015. Un passaggio decisivo per replicare sul 2016 il bilancio del 2015. 

Da qui un tavolo di trattative che stanotte alle 2 ha subito un brusco stop. I sindacati, i tre confederali e quelli autonomi, con una nota congiunta fanno sapere: "E' attualmente sospesa la trattativa sul salario accessorio dei dipendenti capitolini. Tutte le organizzazioni sindacali hanno espresso la volonta' di non lasciare la Sala delle Bandiere in Campidoglio fino a quando non saranno sottoscritti impegni ufficiali sul fondo del salario accessorio dei capitolini, con la sottoscrizione del contratto decentrato entro la meta' del mese di aprile e la definizione del piano assunzionale a partire da precise soluzioni per il precariato storico."

"Ancora una volta l'amministrazione", continua la nota, "si è presentata senza nessuna definizione del fondo, il recupero delle decine milioni non erogatienel 2015 e l'ipotesi di un nuovo contratto decentrato. Per questo non lasceremo la sala delle bandiere fino a quando non saranno assunti impegni seri e diretti da parte della gestione commissariale". 

"Non è un pesce d'Aprile e lo sapevamo già da tempo", spiega Stefano Giannini del sindacato Diccap Roma. "Per questo, già dal 18 di marzo, abbiamo programmato un'assemblea generale di tutto il personale capitolino per il giorno 27 Aprile. La data è simbolica perchè verrà messo in pagamento ai dipendenti un contratto che non esiste e che se esistesse non potrebbe per legge essere uguale al precedente come distribuzione. Un pastrocchio amministrativo che dovrà riosolversi entro la prima decade di aprile per non trovarci di nuovo con le famose doppie buste paga nella migliore delle ipotesi. Una cosa è certa: a noi sembra che i debiti del comune li stiano facendo pagare solo agli stipendi più bassi del comune".

L'occupazione della Sala delle Bandiere è terminata intorno alle tre di notte: “L'amministrazione ha fissato l'apertura di un tavolo di confronto per martedì pomeriggio, nelle prossime ore arriverà la convocazione ufficiale” spiega Marco D'Emilia della Cgil Fp. “Speriamo si apra un confronto serrato che porti in breve tempo ad un contratto condiviso. L'atto unilaterale va assolutamente superato: la rendicontazione dell'anno appena trascorso mostra che i dipendenti capitolini, a seconda delle categorie, hanno perso dai 3 ai 7 mila euro a testa in un anno. È inaccettabile. Inoltre dovremo decidere come recuperare le decine di milioni di euro non erogati nel 2015 considerando che del fondo da 157 milioni di euro a disposizione ne sono stati spesi solo 121. Speriamo che da martedì inizi una discussione vera”.

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