Autodemolitori, il Comune: "A breve piano per li trasferimento". Ma attacca la Regione: "Faccia la sua parte"

Ancora rimpalli e battibecchi tra i due enti per l'iter di chiusura e delocalizzazione dei rottamatori

Rottamatori nel parco di Centocelle

Sugli autodemolitori ci pensi la Regione a sbrogliare la matassa. Parafrasato dal burocratese, è il messaggio lanciato dal Campidoglio alla Pisana, contenuto in tre pagine firmate dall'assessore all'Ambiente capitolino Pinuccia Montanari. Una nota procotollata del 2 ottobre inviata per richiamare all'ordine l'ente regionale su competenze e responsabilità in materia. Come fare con i circa 100 rottamatori che si occupano di smaltire le auto dei romani, ai quali il Comune ha negato la proroga alle concessioni, imponendo lo stop delle attività, senza prima approntare un adeguato piano di trasferimento degli impianti fuori dal centro abitato?

E' la delocalizzazione il nodo vero, il passo imprescindibile per regolarizzare davvero un settore andato avanti per decenni a suon di permessi precari rinnovati di anno in anno. "Stiamo per sottoporre alla Regione Lazio una proposta di aree idonee" ha dichiarato il consigliere M5s Pietro Calabrese. Ma nel frattempo, non avendo il Comune prorogato i permessi come avveniva da decenni, gli impianti non possono lavorare. La filiera dello smaltimento delle auto è bloccata. 

Alcuni hanno presentato un progetto per l'adeguamento ambientale e stanno aspettando i pareri tecnici delle Conferenze dei servizi, ad altri è stato richiesto un piano di dismissione, vedi i 20 del parco di Centocelle, che il Tar ha bloccato. Se qualcuno resta aperto, questa la versione degli operatori, è solo per la compra vendita dei pezzi di ricambio. Un caos quello vissuto da settimane dagli autodemolitori romani. E ora il Campidoglio scarica una parte di responsabilità sulla Regione, a cui spetterebbe dare eventuali permessi in via straordinaria alle attività nelle more di quelli definitivi, che arriveranno dal Comune ma non prima di aver ottemperato al trasferimento. In pratica, l'amministrazione Zingaretti si dovrebbe occupare di gestire questa fase transitoria, dando, si legge nella lettera di Montanari, "un indirizzo in merito alla natura e ai contenuti dei provvedimenti da adottare per consentire la prosecuzione delle attività".

Ma la replica arriva a stretto giro, per voce del consigliere Pd capitolino Marco Palumbo: "Sulla vicenda degli autodemolitori la Regione, grazie all'iniziativa dell'assessore Valeriani, è già corsa in soccorso del Campidoglio mettendo in campo un vero atto di indirizzo. Non si capisce quindi a che pro l'assessora Montanari si ostina ancora a tirare in ballo la Regione Lazio e il presidente Zingaretti sui procedimenti autorizzativi". Un botta e risposta che non trova tregua. "Il Pd dovrebbe sapere che un atto di indirizzo non ha alcun valore se non approvato con delibera" ribatte Calabrese. "La nota inviata ad agosto è uguale alle altre note stile Sibilla Cumana che la Regione ha inviato in questi mesi, sperando che nessuno le leggesse. È l’ennesima comunicazione inutile che non individua né forma né contenuto degli atti amministrativi da adottare nel transitorio". 

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