Atac, l'affondo del direttore scelto da Raggi: "Stefano mi ha parlato di nomi da promuovere"

Prima l'intervista di Rota, poi la critica del presidente della commissione mobilità. Quindi tra i commenti spunta lo stesso Rota che attacca duramente il M5s

Da facebook a facebook. Un anno fa Paola Muraro, allora assessora all'ambiente del M5s, con un blitz alla sede Ama, metteva alla berlina Daniele Fortini, di fatto costringendolo alle dimissioni da presidente di Ama. Un anno dopo il contrappasso per l'amministrazione Raggi. Sempre sui social, il direttore generale di Atac, Bruno Rota, sembra quasi firmare il suo addio alla municipalizzata. Lo fa rispondendo in maniera durissima ad un post del presidente della commissione mobilità, Enrico Stefano che sul proprio profilo facebook aveva a sua volta criticato l'intervista rilasciata a Rota stessa. Schiaffi virtuali che pongono più di un dubbio sulla tenuta futura del rapporto. Ma prima dello schiaffo di Rota, ricostruiamo quanto successo. 

L'intervista del direttore generale Bruno Rota al Corriere della Sera

"Schiacciata dai debiti, servono decisioni subito". Già dal titolo l'intervista rilasciata a Federico Fubini del Corriere della Sera ha assunto i caratteri della strigliata. Duri i concetti espressi da Rota all'interno: "Un’azienda assai pesantemente compromessa e minata, in ogni possibilità di rilancio organizzativo e industriale, da 1.350 milioni di debito sedimentato nel tempo. Se non ha capacità di far fronte agli impegni finanziari, ha l’obbligo di legge di evidenziare questa situazione. I modi per affrontare questo debito spaventoso sono nell’ordinamento italiano, si tratta di percorrerli con trasparenza, coraggio e rapidità. Per adottarli restano un paio di settimane".

E ancora: "L’effetto combinato dell’anzianità del parco mezzi e l’impossibilità di fare interventi di manutenzione, dato che non si trovano fornitori disposti a darci credito, fa sì che non si riesca a far fronte alle esigenze di normale funzionamento. Questo mese abbiamo pagato gli stipendi ricorrendo a misure eccezionali e chiedendo un impegno straordinario al Comune di Roma, che però non è ripetibile all’infinito".


Quindi il monito al M5s: "Avere il coraggio di affrontare la drammatica dimensione del debito che si trascina da tempo. Occorrono misure serie e immediate. Bisogna ripristinare un sistema di controllo sulle regole che pur ci sono ma che da tempo nessuno rispetta, per cui ognuno fa ciò che gli pare. Il tema centrale oggi non è ridurre il numero dei dipendenti. Chi lo sostiene ora fa solo del terrorismo psicologico. Anzi i dipendenti in un certo senso mancano, visti i tassi di assenteismo consolidati nel tempo. Il tema è far lavorare di più e meglio quelli che ci sono. Oggi con questi tassi di assenteismo si fa fatica a coprire i turni". 

Intervista per una via d'uscita onorevole?

Già Federico Fubini chiedeva a Rota se l'intervista non fosse una via d'uscita onorevole.  E l'ex dg di Atm Milano non si tira indietro: "Sono una persona seria con un percorso lavorativo lungo e senza macchie. E anche con qualche risultato, non solo all'Atm. Conosco bene il trasporto pubblico locale. E non ho alcuna intenzione di mettere a rischio i risultati di una via di lavoro serio qui all'Atac, un'azienda delicata che muove persone, bus, treni. Non un'impresa che fabbrica costumi da bagno, con tutto il rispetto". 

Enrico Stefano su facebook: "Poteva rimuovere i dirigenti responsabili del disastro"

Il presidente della commissione mobilità del M5s su facebook, piccato per le dure critiche nel frattempo piovute dalle opposizioni, nel postare l'intervista di Rota, ha vergato una dura critica al direttore generale: "Apprendiamo dai giornali che il DG di Atac Bruno Rota denuncia una situazione disastrata dell'azienda. Ne siamo più che consapevoli, e abbiamo scelto un DG tramite procedura ad evidenza pubblica proprio per affrontarla. Il mero elenco dei problemi non è sufficiente ed è necessario aggredirli e provare a risolverli. Magari in questi primi tre mesi poteva cominciare a dare dei segnali, ad esempio rimuovendo i dirigenti responsabili di questo disastro o quelli completamente inutili, come lo abbiamo invitato a fare più volte. O avviando le procedure per rendere più moderno ed efficiente il sistema di bigliettazione e aumentare così la liquidità di cui l'azienda ha tremendamente bisogno. A differenza della vecchia politica che ha portato Atac nel baratro, e che oggi ancora si permette di proferire parola, abbiamo dato a lui come al suo predecessore, carta bianca per risanare l'azienda e prendere le decisioni più giuste, garantendogli sempre il massimo sostegno. Una occasione unica per agire, che ci domandiamo se voglia cogliere o meno".

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Il "blitz" di Rota tra i commenti di Stefano

Quel che nessuno si aspettava è stata l'uscita a commento del post di Stefano da parte di Rota. Un fake? Lo hanno pensato in tanti. Tutte le agenzia però hanno ripreso il litigio. "So del vivo interesse del consigliere Stefano alle soluzioni della società Conduent Italia che si occupa di bigliettazione e che mi ha invitato ad incontrare più volte. Più che di dirigenti da cacciare, lui e non solo lui, mi hanno parlato di giovani da promuovere. Velocemente. Nomi noti. Sempre i soliti. Suggerisco a Stefano, nel suo interesse, di lasciarmi in pace e di rispettare chi ha lavorato. Onestamente. Sempre i soliti".


Il Partito democratico all'attacco

E il Pd, a seguito delle dichiarazioni di Rota, chiede le dimissioni di Stefano: "A seguito delle dichiarazioni del direttore generale di Atac, dottor Rota sul presidente Enrico Stefano, che gettano un'ombra pesante su questa amministrazione, chiediamo le immediate dimissioni del Presidente della commissione mobilita' da tutti gli incarichi istituzionali". 

"Se corrispondesse al vero quanto dichiarato dal direttore generale di Atac ci troveremmo davanti ad una delle peggiori pagine della storia dell'amministrazione capitolina- proseguono i consiglieri dem- E' assolutamente inaccettabile apprendere che mentre l'azienda di trasporto pubblico comunale si dibatte tra difficolta' conclamate, anziche' lavorare a soluzioni operative il vicepresidente dell'Assemblea capitolina si e' prodigato nel chiedere promozioni per alcuni dipendenti e per favorire la societa' 'Conduent Italia' che e' specializzata in bigliettazioni".

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