Roma Capitale anche delle voragini: solo nel 2019 cento casi registrati

Il numero di voragini che si sono aperta a Roma, nell’ultimo anno, sono state cinque volte di più di quelle accertate a Napoli. Nisio (ISPRA): “Le zone più a rischio si trovano a Roma est”

Una voragine a Villa Fiorelli. Foto d'archivio

A Roma si apre una voragine ogni tre giorni e mezzo. E’ questo il dato emerso dal convegno “Cavità spontanee nascoste o scomparse sotto il tessuto urbano”. L’appuntamento, svoltosi a Villa Celimontana il 22 gennaio, ha contribuito a mettere a fuoco un problema spesso sottovalutato.

Cento voragini in un anno

"Roma è la capitale delle voragini, nel 2019 abbiamo registrato 100 eventi” ha spiegato Stefania Nisio, geologica dell’ISPRA, l’ente che con la Sigea e Società geografica italiana, ha organizzato l’appuntamento nel palazzetto Matteotti. Il fenomeno è in diminuzione ma il trend continua ad essere particolarmente significativo.

Il record della Capitale

È andata meglio rispetto all'anno passato, quando era stato registrato un record di 175 – ha ricordato Nisio – ma i valori sono ancora molto alti. Se facciamo un confronto con la città di Napoli, anch'essa interessata dal fenomeno, abbiamo quest'anno un rapporto che è di 100 voragini a 20".  Con il capoluogo Campano, l’area urbana di Roma e quella di Guidonia Bagni di Tivoli. Saranno interessate da uno studio universitario. L’obiettivo è quello di mettere a sistema le buone pratiche per la sistematzione delle cavità naturali.

Un fenomeno sottovalutato

“La presenza di ipogei di origine antropica in aree urbane – ha spiegato Maurizio Lanzini, Presidente della SIGEA Lazio – determina condizioni di rischio per le persone e per le infrastrutture di superfici a seguito di fenomeni di subsidenza e di voragine”. Un rischio che, “rispetto a quelli  determinati da frane, alluvioni e terremoti, è spesso sottovalutato e oggetto di pochi studi”.

Le zone più colpite

La carenza di studi fa da contraltare all’elevato numero di voragini che, ogni anno, si registrano a Roma. "Le zone più a rischio sono sempre quelle di Roma est – ha ricordato la geologa Nisio – ed in particolare le zone Prenestino, Tiburtino, Tuscolano, Quadraro e Appio Latino”. Il Municipio più colpito continua ad essere il più popoloso di Roma: il settimo. Lo è al punto tale che, l'ente di prossimità, ha lanciato un apposito protocollo che poi è stato implementato anche da altri quadranti cittadini. Nel territorio del VII Municipio, tra la Tuscolana e l’Appia Nuova, negli ultimi tre anni sono infatti state segnalate decine di voragini. Altre volte, grazie alle ispezioni effettuate, sono stati individuati vaste reticoli caveali. Il caso più eclatante è quello registrato in via del Mandrione. La strada, che corre parallela all’acquedotto Felice, resta chiusa: dal 2017 è a rischio voragine.

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