Trasporti, pullman privati per rinforzare il servizio: "Nessun sub appalto a Roma Tpl"

L'assessore ai Trasporti Pietro Calabrese spiega la gestione del servizio. Restano dubbi sull'effettiva aderenza dei mezzi utilizzati al contratto di servizio

Foto muoversiaroma.it

Settanta bus modello Gran Turismo stanno integrando la rete del trasporto pubblico locale, potenziata come da programma nella fase di ripartenza post coronavirus. Sei linee express che partono dalle stazioni periferiche delle metro A e B e dal X municipio e, seguendone le direttrici, arrivano al centro città. "Grazie a questi mezzi garantiremo un potenziamento determinante sul servizio metro negli orari più critici" ha esultato la sindaca Raggi.

Niente di strano nè di nuovo: di ricorrere a bus di privati per incrementare la rete di superficie in via emergenziale si era parlato più volte ai tavoli tecnici, dove il piano trasporti per il dopo covid è stato pensato e definito. Se non fosse per il soggetto incaricato del noleggio: l'operatore privato Roma Tpl. 

Gestore delle linee di periferia, ha un contratto con Roma Capitale in scadenza il prossimo ottobre ed è alla terza proroga nelle more di una nuova gara d'appalto mai arrivata ma sempre promessa dal Movimento Cinque Stelle. "Un esempio di privato fallimentare, che non paga in tempo gli stipendi, che costringe i lavoratori allo sciopero" lo definiva la sindaca Raggi in campagna elettorale. Con l'assessora Linda Meleo che nel 2017 minacciava la revoca anticipata del contratto con l'operatore. Nessuna revoca invece, quel contratto è stato rinnovato per altri tre anni, e del bando per il nuovo appalto ancora non c'è traccia, con un primo tentativo bocciato prima dal Tar poi dal Consiglio di Stato. 

Insomma, un disastro totale che ha posto su più fronti l'interrogativo: perché affidare il servizio, e quindi i fondi per metterlo in piedi, a un privato messo da sempre in croce dall'amministrazione, giudicato inaffidabile e più volte condannato per il pessimo trattamento riservato ai lavoratori?

"Capiamo la situazione d'emergenza ma nei fatti si continua a dare linfa ai privati nel settore dei trasporti" commenta Michele Frullo, rappresentante dell'Unione sindacale di base. "Un privato sempre mancante nei confronti dei suoi dipendenti ma sempre in prima linea quando si tratta di avere maggiori introiti". Sul caso anche la consigliera Ilaria Piccolo del Partito democratico: "Un solo privato concorrerà al salvataggio del trasporto romano". Ponendo poi la questione: "Ottobre 2020 si avvicina e a quattro mesi dalla scadenza del contratto, quest'ultima decisione sembra spalancare le porte alla quarta proroga per Roma Tpl". 

"Non c'è nessun sub appalto a Roma Tpl" precisa l'assessore ai Trasporti Pietro Calabrese. "La scelta di far esercire queste linee da Roma Tpl non comporta alcun costo aggiuntivo per l'amministrazione capitolina, trattandosi di stanziamenti derivanti dal recupero di penalità già trattenute in passato". Una soluzione che, prosegue Calabrese, "ci consente di mettere in campo una soluzione immediata". Questione anche di tempistiche quindi. Nonostante una lettera, che RomaToday ha potuto visionare, inviata il 20 aprile dal Comune ai principali operatori di bus turistici sul territorio (tra cui Anav, Cna Trasporti, Federnoleggio nazionale) per capire chi fosse disponibile a fornire il prima possibile mezzi aggiuntivi per la rete romana, si è optato per l'unico privato con un contratto in essere. Per evitare di dover passare da affidamenti diretti, o da gare troppo lunghe e incompatibili con le esigenze. Tutto in regola quindi? 

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Un dubbio rimane, i veicoli scelti, rientrano nella tipologia permessa dal contratto di servizio? Leggendo il capitolato speciale si parla di "autobus urbani/suburbani classe I" con posti a sedere non superiore al 40% del totale, e soprattutto con il pianale completamente ribassato. Senza gradini. Caratteristiche che non corrispondono a quelle dei bus noleggiati.  

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