Roma Tpl, stipendi entro fine mese. Meleo accusa l'azienda: "Promesse non mantenute"

In Campidoglio l'incontro tra il Comune, i sindacati e l'azienda. L'assessora: "Non siamo più disposti ad andare avanti in questo modo"

Dovrebbero arrivare la prossima settimana, entro la fine del mese di aprile, gli stipendi di marzo dei dipendenti di Roma Tpl, in ritardo ormai da oltre 20 giorni. E' quanto emerso ieri sera al termine dell'ennesimo incontro d'emergenza sulla vicenda del consorzio privato di aziende che gestisce le linee bus periferiche della città. Nella sala del Carroccio in Campidoglio l'assessora alla Mobilità e il presidente dell'omonima commissione, Linda Meleo ed Enrico Stefàno, i rappresentanti aziendali e quelli sindacali. Il quadro è teso: dopo una Pasqua senza retribuzione (solo ieri e solo agli autisti è arrivato un acconto dall'importo massimo di 650 euro) i lavoratori hanno deciso di bloccare il deposito di Maglianella lasciando interi quartieri con un servizio a singhiozzo.

Un film già visto. Anche per il mese di marzo le irregolarità in merito al cosiddetto Durc, il documento che attesta la situazione contributiva, hanno bloccato i trasferimenti dal Comune all'azienda e, a catena, ai lavoratori. Per arrivare ad una soluzione, ha spiegato l'assessore Meleo, il Comune ha fatto sapere che pagherà all'azienda l'ammontare per sanare la situazione contributiva così da poter sbloccare l'erogazione degli stipendi. "Non possiamo voltare le spalle ai lavoratori e alle loro famiglie" ha scritto l'assessore in una nota. La burocrazia ha i suoi tempi e le retribuzioni (il saldo di marzo per chi ha ricevuto un acconto, lo stipendio di marzo per tutti gli altri, e lo stipendio di aprile) dovrebbero entrare nelle tasche dei lavoratori intorno al 27 aprile. Tra una settimana.  

E per il futuro? Il Comune, ha spiegato l'assessora, sarebbe pronto a procedere con il pagamento diretto degli stipendi. "Ancora una volta il consorzio Roma Tpl non ha mantenuto le promesse fatte" le parole di Meleo in una nota. "Voglio essere chiara: non siamo più disposti ad andare avanti in questo modo. Pertanto tra le ipotesi che stiamo valutando ci sono il pagamento diretto degli stipendi ai lavoratori, il commissariamento e addirittura la risoluzione del contratto". Ipotesi che erano già state prospettate a novembre ma che di fronte agli accordi raggiunti con l'azienda l'amministrazione aveva deciso di sospendere. "A fine novembre il consorzio si era impegnato non solo a pagare puntualmente le buste paga dei suoi dipendenti ma soprattutto a sanare tutte le irregolarità nella compagine societaria. Ma da allora le promesse sono state disattese: Roma Tpl non ha pagato gli stipendi e neanche risolto le altre problematiche. Non siamo disposti ad attendere ulteriormente e ad accettare il protrarsi di una situazione diventata insostenibile".

Sul tavolo restano tutte le altre questioni poste puntualmente dai sindacati, dai mancati versamenti al Fondo previdenziale Priamo a quelli per le cessioni del quinto e della cosiddetta indennità Erg.

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