Salario accessorio, per Raggi un'eredità che scotta: Tronca sospende il saldo del 2015

Nel giorno del passaggio di consegne, la gestione commissariale ne comunica la sospensione. Stipendi più leggeri, quindi, per il mese di giugno. Protestano i sindacati: "Impegno non mantenuto"

Il saldo del salario di produttività del 2015 per i circa 24 mila dipendenti comunali è stato sospeso "in via cautelativa" per il mese di giugno. Scotta sempre di più l'eredità che il commissario straordinario Tronca ha lasciato alla neo sindaca Virginia Raggi in merito alla vertenza del contratto decentrato dei lavoratori capitolini. Ha la data di ieri, 23 giugno, giorno del passaggio di consegne in Campidoglio, una determina della gestione commissariale che comunica a tutti gli uffici coinvolti di aver dato mandato "agli uffici di questo Dipartimenti (Organizzazione e Risorse Umane, ndr) di sospendere, in via cautelativa, l'erogazione del saldo della produttività per l'anno 2015, previsto per il mese di giugno" si legge nel documento. Stipendi più leggeri, quindi, per il mese di giugno. Ad essere tagliato una parte di salario accessorio non erogato nel 2015 che avrebbe dovuto essere saldato. 

La decisione è stata presa il 17 giugno scorso, "ritenuta necessaria, tenuto conto delle interlocuzioni in corso con le istituzioni competenti e dell'istruttoria tuttora in atto per la defizione del piano volto al superamento dei rilievi ispettivi sugli anni pregressi". Un atto in linea con la decisione presa da Tronca a pochi giorni dal ballottaggio di interrompere la contrattazione con i sindacati in attesa dell'elezione del nuovo sindaco. 

Polemizzano i sindacati. "Nel giorno del passaggio di consegne dalla gestione commissariale al nuovo Sindaco, apprendiamo che un altro impegno preso dalla gestione commissariale non è stato mantenuto" denunciano in una nota Natale di Cola, Roberto Chierchia, Sandro Bernardini segretari generali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Roma e Lazio. "La sgradita sorpresa, in assenza di alcun tipo di comunicazione, si paleserà ai lavoratori con le prossime buste paga. Si taglia nuovamente il salario, stavolta contravvenendo alle stesse decisioni unilaterali comunicate dall’amministrazione". Per i sindacati "il fatto qualifica da un lato la gestione commissariale come responsabile di un ulteriore bluff a danno dei dipendenti, dall’altro fotografa impietosamente il livello di una dirigenza che al tavolo aveva garantito il saldo del salario di produttività 2015 con tanto di firma originale in calce a un documento ufficialmente consegnato alle organizzazioni sindacali in data 7 aprile 2016".

I sindacati, che parlano di "sberleffo e danno economico ai lavoratori", annunciano di voler incaricare "i loro studi legali per la messa in mora dell’Amministrazione". Infine l'appello alla nuova amministrazione: "Chiediamo alla nuova amministrazione capitolina di intervenire con la massima urgenza per ripristinare la legalità ed i diritti dei lavoratori ad avere in busta paga quanto indebitamente sottratto" concludono chiedendo al più presto l'apertura di un tavolo di confronto. 

Attacca anche l'Ugl Pl: "Questa improvvida scelta, comporterebbe di per se la possibilità dei lavoratori di disattendere a tutte quelle prestazioni lavorative "accessorie", quali notti, festivi e rientri pomeridiani, a questo punto evidentemente non retribuite" commenta Marco Milani, Coordinatore Romano UGL PL. "L'UGL PL, non ignorando come dette gravissime responsabità non possano essere ascritte ad un Sindaco appena eletto e alla valutazione politica di una giunta non ancora formata, con correttezza e responsabilità invita i lavoratori a mantenere elevato il proprio senso di responsabilità nei confronti dei servizi ai cittadini, esortando al contempo il sindaco di Roma Virginia Raggi a far assumere il carattere di priorità emergenziale, il tema del salario dei propri dipendenti, al fine di disinnescare l'ultimo "regalo" della vecchia politica, ai lavoratori ed ai cittadini della capitale". 

Attacca anche l'Unione sindacale di base: "Alcuni dirigenti apicali di Roma Capitale hanno assunto nei giorni scorsi provvedimenti che determinano importanti conseguenze sul personale capitolino, sui servizi e su gli utenti. Dopo essersi assegnati il premio di risultato per aver raggiunto gli obiettivi prefissati e dopo aver garantito con firma autografa il pagamento di una importante quota del salario accessorio, trattengono indebitamente dalle buste paga quanto garantito: una cifra che arriva fino a 1.000 euro a persona, relativa a voci arretrate dal 2015" si legge nella nota.

"Nel settore Scolastico-educativo i dirigenti si affrettano ad emanare circolari che produrranno soppressioni di sezioni nei nidi e nelle scuole d'infanzia, con riduzione di posti di lavoro e minor offerta pubblica per i genitori, e nei nidi impongono tempi di ambientamento inaccettabili per i piccolissimi, spingendo in questo modo le famiglie a rivolgersi al privato". E ancora: "Nel settore degli amministrativi e tecnici rimangono vigenti provvedimenti inutili e dannosi per il personale anagrafico, mentre si mortifica la dignità dei giardinieri parcheggiati senza strumenti nei Municipi. Nel settore della Polizia Locale non vengono invece messe in campo azioni per porre fine alle aberrazioni continue che hanno prodotto il più grande malcontento tra gli agenti e il più grande disservizio nelle periferie, sguarnite di vigilanza e controllo".

L'Usb si rivolge a Raggi e annuncia possibili manifestazioni: "Chiediamo un intervento urgente per l'immediato pagamento del salario accessorio, l'immediato ritiro dei provvedimenti nel settore scolastico-educativo e la rimozione di tutti quei dirigenti che hanno contribuito con la loro inefficacia allo sfascio dell'amministrazione. In caso contrario, l'Usb e'' pronta a mettere in campo già dai prossimi giorni le necessarie iniziative di mobilitazione".

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