Da Torre Maura a Casalotti, la destra alza le barricate ma i rom non ci sono: la rivolta è solo psicosi

Nessun rom previsto nel quartiere del Municipio XIII ma Casapound non rinuncia alla manifestazione: "Ci ribelliamo". In presidio "contro l'odio razziale" anche gli antifascisti

Da Torre Maura a Casal Bruciato, fino a Casalotti annunciata come la prossima tappa della rivolta contro l'arrivo dei rom nel quartiere. Le periferie di Roma sono una polveriera. Il bersaglio sempre lo stesso: i rom. Poco importa se siano circa 70 da collocare, in seguito ad un regolare bando, in una ex clinica di via dei Codirossoni o una famiglia legittima assegnataria di una casa popolare in via Cipriano Facchinetti: la ribellione è servita così come l'immediato arrivo di megafoni e bandiere di destra ed estrema destra pronte a soffiare sul fuoco del disagio di territori già sull'orlo di una crisi. 

Da Torre Maura a Casalotti: periferie in rivolta

Così il grido di "prima gli italiani" in quartieri senza servizi, spesso lasciati al degrado, dove disoccupazione e precarietà la fanno da padroni nel deserto delle politiche sociali, è un richiamo per tanti. Il "diverso" il capro espiatorio, anche se lontano. Solo immaginario. 

Così mentre il presidio di Casal Bruciato rimane vuoto, a Casalotti, prossima periferia "calda" della Capitale, la destra è "pronta ad alzare le barricate" contro i rom che però li non sono mai arrivati. Forse nemmeno previsti: solo un'ipotesi remota quella di collocarli nel centro di via Verzuolo. 

Tanto è bastato però per chiamare alla rivolta. Prima il presidio della Lega, poi le rimostranze di Fratelli d'Italia, oggi 10 aprile il sit in di Casapound al quale si opporranno le forze "democratiche e antifasciste". A Casalotti la bomba è scoppiata, sebbene probabilmente destinata a rivelarsi solo una bolla di sapone. 

Proteste a Casal Bruciato: "Da CasaPound teatrino per fini politici. Noi diamo seguito ai diritti delle persone" 

A Casalotti "pronti alle barricate contro i rom"

"Dopo il centro Enea, dopo via Verzuolo, dopo l'accampamento abusivo de 'La Monachina', i 5 Stelle vogliono trasformare il XIII municipio di Roma in un ricettacolo di delinquenza senza porre in essere politiche di inclusione sociale e di integrazione" - ha tuonato Daniele Giannini della Lega. "Pare che il trasferimento dei rom qui sia scongiurato ma - ha sottolineato a RomaToday - siamo nelle mani di un'amministrazione che ha dimostrato di navigare a vista. Non ci fidiamo". "Il quadrante di Casalotti è già saturo" - hanno fatto notare alla Sindaca Andrea De Priamo capogruppo di FdI in Campidoglio e Marco Giovagnorio, consigliere in XIII. 

"Casalotti si ribella e dice no ai rom" - lo slogan di Casapound decisa a non lasciare la piazza. "Noi siamo contro la 'discriminazione'. Non ci va bene che per i rom si spendano milioni di euro di soldi pubblici, che ci sia una corsia preferenziale per le case popolari, che a loro sia dedicato un ufficio del Comune di Roma e che invece per gli italiani non ci sia mai nulla. Noi diamo centinaia di pacchi alimentari ogni mese alle famiglie italiane in difficoltà, c è chi non ha un lavoro, chi non ha una casa e dorme in macchina, chi vive in case fatiscenti. È ora di finirla con questa discriminazione anti- italiana" - scrive su Facebook Simone Montagna, esponente di Cpi su quel territorio. 

La destra alza le barricate: gli antifascisti rispondo con sit-in solidale

E a Casalotti nel pomeriggio, in contemporanea alla manifestazione di Casapound, arriverà anche il “presidio antifascista contro l’odio razziale. Per un quartiere solidale” organizzato dalle sedi Anpi, Cgil, Partito Democratico, Demos Democrazia Solidale, Partito Comunista Italiano, Possibile, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana.

Una mobilitazione "per impedire che a Casalotti si svolga il macabro teatrino di saluti fascisti, di intimidazioni, odio razziale e di violenza” - ha sottolineato l'Anpi di Montespaccato.

Un sit in per dire no alla replica della "vile manifestazione di Torre Maura" che rischia di scatenare "ancora una volta l’odio e la rabbia dei cittadini verso una minoranza come se ciò risolvesse i problemi di un quartiere. Nonostante la mancanza di fonti ufficiali questi personaggi hanno ugualmente deciso di aizzare ancora una volta la folla” - lo sfogo di Aurelio in Comune. 

Così Roma si prepara ad un nuovo pomeriggio di tensioni o paventate tali, con l'ennesima periferia in subbuglio. Nella nuova passerella dei "fascisti del terzo millennio" braccia tese verso il nulla: in quel di Casalotti la protesta è contro i rom che non ci sono. 
 

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