Lombardi: "Il contratto è uguale per tutti. Se condannata, Raggi deve dimettersi"

La deputata romana, candidata alla presidenza della Regione a Otto e Mezzo

ANSA/ALESSANDRO DI MEOANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nel disgelo nel rapporto tra la sindaca Virginia Raggi e la 'rivale' politica candidata alla presidenza della Regione Roberta Lombardi emerge una certezza: "Come chiunque altro del M5S in caso di condanna penale di primo grado, la Raggi dovrebbe dimettersi se condannata". Lo ha detto ieri sera la deputata romana ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo su La 7 ribadendo una posizione che era già stata esplicitata dal candidato premier Luigi Di Maio. 

Non una questione personale. "Tutti noi candidati regionali abbiamo sottoscritto un contratto con Casaleggio e Grillo che ci impegna alle dimissioni in caso di condanna di primo grado" ha spiegato confermando come quanto richiesto ai candidati consiglieri comunali è stato chiesto anche per le prossime elezioni regionali. "E sono fiera di appartenere a una forza politica che vuole mantenere un così saldo rapporto tra l'eletto e l'elettore. Visto che la credibilità è il nostro patrimonio più grande è giusto che queste regole siano rispettate". 

E se i tempi richiedono di seppellire le armi, Lombardi non si tira indietro quando si tratta di ricostruire l'attrito iniziale con la prima cittadina. L'obiezione è seria: "Virginia inizialmente aveva comportamenti a mio avviso non coerenti con i valori dei 5 Stelle e ho ritenuto, forse con poca furbizia, di porre l'attenzione sugli atteggiamenti che non mi sembravano in linea. Salvo restando che quando ha seguito programma, sono stata la prima a riconoscerlo". 

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Non viene tralasciato nemmeno lo scontro in relazione alla figura di Marra, definito dalla stessa deputata il "virus che ha infettato il movimento". Lombardi spiega: "Possiamo dire che il virus presente nella giunta Raggi ora è in isolamento, la giunta sta lavorando". E ancora: "La Raggi è partita con alcuni momenti di difficoltà, che hanno causato un iniziale rallentamento. Ma ereditiamo una città con un ritardo pesantissimo su tantissimi fronti. E le ultime votazioni nei comuni limitrofi di Roma ci fanno pensare che ci sia ancora la fiducia degli elettori. Basta girare per la città per vedere che sono partiti tutti i cantieri. Anche io da romana vorrei vedere subito i risultati ma mi rendo conto, anche parlando con i colleghi, che stanno lavorando". 

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