Accordo M5s-Pd, parla Roberta Lombardi pioniera dell'asse giallorosso: "Auspico stagione di confronto, anche in Comune"

Intervista alla capogruppo M5s alla Pisana, grillina storica, a capo dell'ala filodem in regione Lazio

Roberta Lombardi (foto Ansa)

Che guardasse con favore a un asse M5s-Pd non è certo una novità. Roberta Lombardi, grillina storica, capogruppo del Movimento in Regione Lazio, può tranquillamente intestarsi il ruolo di madrina dell'abbraccio con i democratici. Pioniera silenziosa del dialogo con la sinistra, dal 4 marzo 2018 data delle elezioni regionali nel Lazio, non ha fatto mancare l'appoggio dei Cinque Stelle alla maggioranza "zoppa" di Nicola Zingaretti.

"I numeri in aula hanno aperto la possibilità di un confronto su temi specifici" commenta a RomaToday all'indomani del giuramento dei nuovi ministri giallorossi. Ora nel Lazio l'unione a palazzo Chigi potrebbe portare un ulteriore salto in avanti: due assessorati ceduti ai grillini. Se entrerebbe in giunta? Non lo esclude ma ci va cauta. "Al momento parlarne è prematuro, non ci sono le condizioni". E a Virginia Raggi, con la quale si sa non è mai corso buon sangue, lancia un messaggio fra le righe: "Confronto anche in Comune sì, è auspicabile". 

M5s e Pd al governo. In tempi non sospetti il Lazio ha fatto da laboratorio alle prime prove di dialogo giallorosso. Possiamo definirla la pioniera del nuovo asse?

Più che io la pioniera è stata pionieristica tutta la situazione direi. È il quadro che si è creato dopo le elezioni regionali, con una maggioranza Pd di misura, ad aver dato il via a un approccio diverso nei confronti dell'opposizione M5s, che si è sempre occupata di temi e non di poltrone e nomine come invece il centrodestra in Consiglio regionale. La predisposizione al dialogo è nata a seguito di una situazione certamente peculiare che ha spinto alla conoscenza e al confronto. Venivo comunque da un'opposizione durissima al Pd. Senza questo risultato elettorale ripeto, non ci sarebbe stato questo dialogo, né conoscenza né confronto. 

Qui però si tratta di fare un salto in più. Si parla di due assessori della giunta Zingaretti da cedere al Movimento Cinque Stelle. Entrerebbe in giunta?

Si, sto seguendo sui giornali della trattativa: leggo tutti i giorni di nuovi sviluppi e sfumature, tanto che mi sto chiedendo con chi la stanno facendo questa fantomatica trattativa! Al di là della battuta, sono stata la prima a spendersi per l'asse parlamentare con il Pd, certo in Regione ci sono delle differenze. In questo momento vorrei vedere a livello nazionale cosa accade. 

Non lo esclude insomma. 

Mi sembra prematuro parlarne adesso, non ci sono le condizioni. 

I punti di contatto tra voi e Zingaretti in cosa si sono concretizzati? 

Temi ambientali, difesa territorio con i piani di assetto dei parchi, tra cui l'Appia antica e il Divino Amore, la proposta di legge per la bonifica delle aree inquinate (la legge sulle aree a rischio), il Testo unico sul commercio. Sui rifiuti abbiamo insistito molto con l'assessore Valeriani per l'inserimento del principio delle cinque R (riduzione, riuso, riciclo, raccolta, recupero, ndr) il nostro cavallo di battaglia, alla base di ogni applicazione di modelli di economia circolare. 

Se mi cita i rifiuti però non posso non ricordarle lo scontro avvelenato tra Zingaretti e Raggi proprio sul piano che lei cita. Zingaretti impone una discarica di servizio, la sindaca grillina dice no. 

Se quando ci siamo insediati alla guida di Roma ci fosse stato un piano rifiuti avremmo potuto iniziare fin da subito a lavorare per la chiusura del ciclo. Questo sta avvenendo adesso per un ritardo che oggettivamente non è imputabile al Cinque Stelle. Ora con il nuovo accordo a livello nazionale e una modalità di lavoro collegiale, nessuno ha più alibi. 

Aperta e chiusa parentesi: lei è d'accordo con la realizzazione di una discarica di servizio sul territorio romano? 

Io sono per l'applicazione delle cinque R, la discarica è l'ultima spiaggia. Prima bisogna lavorare a tutte le altre operazioni di riutilizzo e riciclo e si può fare. 

Torniamo al nazionale e al nuovo accordo di governo. A palazzo Chigi quali pensa possano essere i grandi temi di convergenza? 

Anche qui i temi ambientali, ma anche diritti sociali, il lavoro e la previdenza per i giovani, e sicuramente la questione casa e le politiche abitative.

Il suo collega Davide Barillari si è espresso molto duramente sull'accordo di governo. Ha detto testuale che si farà "portavoce di tutte le persone deluse e disilluse dal M5S che credono ancora nei nostri valori: intransigenza, determinazione, rispetto delle promesse e coerenza". Siete diventati incoerenti?

La coerenza invece è il punto centrale, io sto dal 2007 nel Movimento Cinque Stelle, prima ancora che si chiamasse così, nasco e morirò politicamente cinque stelle. Si è sempre detto non siamo né di destra né di sinistra sposiamo idee e soluzioni, senza etichette. Dobbiamo essere coerenti su questo. 

Lo stesso asse dovrebbe essere applicato anche al comune di Roma? 

Io vorrei che si aprisse una stagione diversa della politica, che si passasse dalla contrapposizione al confronto. Le maggioranze hanno il dovere di ascoltare senza pregiudizi le opposizioni, e le opposizioni non devono fare la guerra a tutti i costi ma lavorare sui temi veri. 

Quindi è auspicabile almeno un confronto...Oggi Raggi incontrerà il capogruppo del Pd. 

Si lo è, lo è a tutti i livelli istituzionali. 

Chiudiamo su Roma. Marcello De Vito potrebbe tornare a guidare l'aula Giulio Cesare. Un commento alla sentenza della Corte di Cassazione e alla difficile situazione che si va profilando con il possibile rientro in Campidoglio del presidente del consiglio comunale? 

Penso che la situazione meriti molta attenzione e delicatezza. Parlarne a caldo non mi sembra che contribuisca al bene di Marcello né a quello della sua famiglia. In questa fase sicuramente non spetta a me dire cosa devono fare in Campidoglio su questo.

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