Rivolta Torre Maura: nonostante il bando regolare, in Campidoglio è caccia al colpevole per i trasferimenti

L'amministrazione cerca un capro espiatorio. A rischio la responsabile dell'ufficio rom. Irritazione e preoccupazione nel VI municipio. La ricostruzione della vicenda

Gestione inqualificabile dei trasferimenti. Così viene definita in Campidoglio la vicenda che ha portato alla rivolta di Torre Maura. Ad irritare Virginia Raggi e l'amministrazione territoriale sarebbe stata, secondo quanto filtra da fonti non ufficiali, la mancata comunicazione e condivisione con i territori dei nuovi arrivi. In realtà, dietro le quinte, è forte la preoccupazione per la tenuta del municipio VI (qui raggiunte nel 2016 percentuali sopra il 70%, ndr) che, roccaforte grillina, giorno dopo giorno sta vedendo venir meno il consenso per i cinquestelle. Non casuali sono state le uscite di Paola Taverna, senatrice del territorio, e di alcuni consiglieri, tutti fermi nel condannare le violenze, ma altrettanto risoluti nel dire che a Torre Maura non è razzismo

Una vicenda, quella di via dei Codirossoni, che mette in un angolo l'amministrazione, stretta tra il dover condannare le violenze e il non cedere il consenso a gruppi di estrema destra, senza scontentare però l'anima sinistra della giunta, irritata per le immagini delle proteste razziste. Da qui la decisione di trasferire nuovamente i rom in strutture top secret, giustificata ieri da Raggi con motivi di sicurezza (quindi non per lisciare il pelo a chi protestava).

Ma perché i rom sono finiti a Torre Maura? Se lo chiedono in tanti in particolare tra gli amministratori dell'ente di prossimità, adirati per il mancato coinvolgimento. Come abbiamo spiegato ieri alla base c'è un bando di maggio 2018 con il quale il Campidoglio voleva sanare l'affidamento diretto del centro di via Toraldo. L'iter, lungo e corretto in ogni sua fase, ha portato qualche mese fa all'assegnazione del bando ad una cooperativa che aveva proposto la struttura di via dei Codirossoni. Qui, in questa ex clinica, era presente un centro d'accoglienza e chi è stato chiamato a giudicare le offerte pervenute l'ha valutata idonea per accogliere i 60 rom del centro di assistenza abitativa di via Toraldo, a Torre Angela. 

Tutto lineare, tutto regolare, come da input di questa amministrazione. Così martedì c'è stato il trasferimento, senza nessun preavviso. Scortati dalla polizia, quindi tutt'altro che in segreto, sono giunti a Torre Maura in 60. 

Chi ha deciso? Raggi vuole capire proprio questo.  Secondo quanto si apprende, la decisione del trasferimento dei nuclei familiari nel centro accoglienza sarebbe avvenuta meramente sulla base di un iter amministrativo senza alcun input politico a livello municipale ne' tantomeno comunale e senza il coinvolgimento di altri enti o istituzioni competenti. La prima cittadina, riferiscono fonti del Campidoglio, ha richiesto agli uffici una relazione approfondita e puntuale di quanto accaduto. Sul banco degli imputati Michela Micheli, responsabile (ad interim) dell’Ufficio Speciale Rom, Sinti e Caminanti che rischierebbe il trasferimento, nonostante la totale correttezza della procedura portata avanti.

Il capro espitatorio, il colpevole perfetto, per un iter in realtà altrettanto impeccabile. Resta da capire, filtra da alcune fonti non ufficiali del Campidoglio, come mai in fase di valutazione non si sia ragionato sulle difficoltà di un territorio, il VI, già oberato da numerosi centri d'accoglienza. E gli approfondimenti interni punteranno proprio a dipanare questo dubbio. 

Intanto sarà inviata oggi in procura l'informativa della Digos di Roma sui fatti accaduti martedì pomeriggio. Gli investigatori, che da ieri stanno esaminando alcuni filmati, sono al lavoro per individuare i responsabili dei danneggiamenti e delle violenze. Durante la protesta tre cassonetti sono stati usati come barricate e poi sono stati dati alle fiamme ed è stata bloccata la consegna dei pasti all'interno della struttura. Sempre martedì in tarda serata è stata bruciata un'auto in uso alla cooperativa che gestisce il centro d'accoglienza. Anche ieri nel corso dei trasferimenti dei rom si sono registrati diversi momenti di tensione.
 

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