Riscaldamenti con 15 giorni di ritardo. Scatta la protesta ed Ater ci ripensa

L'elevata morosità aveva portato Ater a ridurre il servizio

Termosifoni accesi per poche ore al giorno, dal primo dicembre anzichè da metà novembre. Una  brutta notizia, che ha impiegato poco a fare il giro dei lotti dell'Ater, dalla Garbatella a San Basilio. Le critiche degli inquilini verso l'azienda che gestisce 50mila alloggi popolari, sono state feroci. Nel tritacarne è finita anche la Regione Lazio che, alla fine, è intervenuta. Ed ha persuaso Ater a fare un passo indietro.

Le prime avvisaglie

L'ambiente, nonostante i termosifoni spenti, aveva iniziato a surriscaldarsi già la scorsa estate. Ad agosto sui cancelli dei vari condomini era comparsa una comunicazione. "A causa dell'alta morosità – si leggeva nel cartello appeso dall'ufficio riscaldamento dell'Ater di Roma – per la stagione invernale è prevista una riduzione delle ore di accensione".  Una scelta tranchant, che andava a colpire tutti. Ma che puntava soprattutto ad incentivare  "gli utenti morosi a regolarizzare, entro 45 giorni, le proprie posizioni debitorie": Un mese e mezzo per mettersi in regola con i pagamenti. "In caso contrario, si procederà al distacco di ogni singolo alloggio insolvente". Sembrava un provvedimento mirato, come voci interne all'azienda avevano confermato. Per questo la decisione di accendere in ritardo i riscaldamenti, in tutti i lotti, ha suscitato le proteste. 

La morosità e gli avvisi pubblici

"A San Saba e Testaccio la morosità è del 35%" commenta Yuri Trombetta, che rappresenta gli inquilini Ater dei due quartieri. Lì sono 850 famiglie che vivono negli immobili dell'ex IACP. "Abbiamo torvato in alcuni lotti un avviso di Ater, che comunicava la riduzione degli orari a tutti, in maniera indiscriminata. Ne faranno le spese tutti, anche quelli che pagano regolarmente. Per non parlare degli anziani che, in questi immobili, rappresentano una quota consistente". La morosità nei quartieri periferici si fa più elevata. Secondo le associazioni degli inquilini, a Spinaceto, Laurentino, Corviale, San Basilio, supera il 50%. Si parla di milioni di euro non incamerati dall'azienda le cui casse sono già state svuotate dalle cartelle esattoriali di Equitalia.

La protesta

A Garbatella, la protesta, è rimbalzata in maniera vibrante anche sui social network. "Come al solito, chi evade le regole non viene perseguito e l'azienda ignora impunemente i suoi doveri, facendosi schermo degli inadampienti" si legge sul gruppo facebook del quartiere. In molti hanno puntato il dito contro la Regione. L'ente governato da Zingaretti da tempo è impegnato nel difficile risanamento dell'azienda. Da lì è partito l'input, recepito dal Direttore Generale dell'Ater di Roma. Fare un passo indietro per garantire, soprattutto a chi paga, il servizio di riscaldamento.

Il passo indietro

Nel pomeriggio dell'8 novembre è così maturato il ripensamento. Tenuto conto delle numerose segnalazioni e lamentele pervenute, non solo dall'utenza ma anche dai vertici regionali  – fa sapere il direttore generale Franco Mazzetto – si dispone di anticipare l'accensione degli impianti al 16 novembre". Un giro di valzer, che la dice lunga sulle difficoltà che Ater di Roma sta incontrando. Con l'occasione, il d.g. dell'Azienda chiede di "predisporre un'apposita campagna informativa sulla possibilità di distacco degli utenti dagli impianti centralizzati". Servirà a fare cassa ma anche a lanciare un messaggio a chi è in regola con i pagamenti. 

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