Niente riscaldamenti nelle case del Comune: i soldi per le manutenzioni non bastano, le periferie battono i denti

Romatoday ha interpellato la ditta che ha l'appalto per la manutenzione. L'assessora Meleo: "Gli investimenti stanno aumentando"

Caldaie rotte da sostituire, componenti da cambiare, infiltrazioni d’acqua che mandano fuori uso gli impianti, perdite nelle tubature. Da Ostia a Villa Gordiani sono decine gli interventi necessari a far funzionare i riscaldamenti nelle case popolari di proprietà di Roma Capitale. Centinaia di famiglie sono al freddo già da qualche settimana. Con un’incognita: i soldi a disposizione potrebbero non bastare e interi palazzi rischiano di passare al gelo tutto l’inverno. Per capire cosa sta accadendo negli appartamenti comunali Romatoday ha parlato con il responsabile della commessa di Roma Capitale della società Antas, vincitrice dell’appalto per la manutenzione dei riscaldamenti nelle case comunali.

L’azienda ha vinto il primo appalto nel 2017 e il 13 novembre scorso, due giorni prima della data in cui è prevista l’accensione dei riscaldamenti, ha ricevuto la seconda proroga. Scadrà il 31 ottobre 2020. Il tutto in attesa che il dipartimento Simu porti a termine la nuova gara d’appalto della durata di cinque anni. Intanto bisogna fare i conti con i 180 impianti presenti negli immobili popolari di proprietà comunale compromessi da anni e anni di scarsa manutenzione ordinaria e straordinaria tanto che nessuno di questi è a norma dal punto di vista delle certificazioni previste per legge. Addirittura ci sono appartamenti che sono rimasti senza termosifoni: “Per anni quelli bucati non sono stati cambiati. Nei giorni scorsi una casa abitata da un anziano ne è rimasta sprovvista”.

Ad oggi, però, come racconta il responsabile della ditta incaricata di effettuare le manutenzioni, i 415mila euro stanziati per il 2019 sono terminati. “Per gli interventi urgenti messi in campo in questi giorni si sta attingendo da un ulteriore bottino da 60mila euro” che, questa la stima dei tecnici, “potrebbe non bastare per risolvere tutti i guasti”. Non è una sorpresa. Secondo quanto raccontato a Romatoday Antas ha segnalato che 18 caldaie erano guaste già nell’agosto scorso ma a causa dell’assenza dei fondi non è stato autorizzato alcun intervento. Il via libera è arrivato solo nelle scorse settimane. “Entro il 20 dicembre, con tempi strettissimi, dovremmo terminare tutte le sostituzioni”. Di queste 18 caldaie tre sono in palazzine private prese in affitto da Roma Capitale e quindi la competenza non è del dipartimento Simu. Altre 12 sono state o verranno sostituite mentre alle ultime tre verranno effettuati interventi di riparazione provvisoria “nella speranza che il funzionamento regga fino alla fine dell’inverno”.

Non solo le caldaie. Per esempio a Villa Gordiani il problema risiede nelle tubature che presentano numerose perdite. “Si tratta di guasti non visibili ad occhio nudo. Per risolverli è necessario scavare o intervenire sui muri fino a che non si trova la parte danneggiata. Ma queste tubature sono ridotte molto male e più scaviamo più troviamo dei buchi”. In alcuni casi è la scarsa manutenzione degli edifici ad aver causato il blocco degli impianti. “Ci sono locali caldaia con infiltrazioni di acqua piovana finita sul bruciatore o sul quadro elettrico. Anche in questo caso i riscaldamenti si sono fermati”. Le pre-accensioni sono state effettuate: “Si tratta di una messa in esercizio non a regime”. Non sempre il sistema salta alla prima accensione. “In ogni caso, anche in questo contesto, abbiamo segnalato subito al dipartimento i casi più urgenti”.

Contattata da Romatoday, l’assessora ai Lavori Pubblici Linda Meleo sottolinea che i finanziamenti destinati alla manutenzione straordinaria di tali impianti sono in crescita: “Dal 2020, per i prossimi 5 anni, stanzieremo 1 milione e 200 mila euro. Un incremento importante se si pensa che i soldi destinati a questo scopo nel 2018 erano 70.000 euro, nel 2019 abbiamo già stanziato 410mila euro e dal 2020 aumenteranno ancora. Investimenti che non erano mai stati fatti prima. Oltre a nuovi fondi, ogni anno cambieremo 20 caldaie, scelte tra quelle più vecchie o non funzionanti. Abbiamo ordinato i nuovi bruciatori che stanno arrivando in questi giorni. Abbiamo chiesto al bilancio ulteriori 16 milioni di euro per tre anni”.

Intanto nelle case popolari di proprietà del Comune oltre al freddo cresce anche la rabbia. Ieri a Torre Maura i residenti sono scesi in strada armati di striscioni e fischietti. La settimana scorsa era accaduto a Casal Bruciato. Romatoday ha raccolto le denunce di inquilini anche da Spinaceto, Ostia, Centocelle, Trullo e Villa Gordiani. Il caos dei riscaldamenti, secondo quanto apprende RomaToday, è finito in Procura a seguito di una denuncia presentata presso il comando del nucleo Sicurezza Pubblica Emergenziale di Ponte di Nona relativamente alla Casa dei Nonni di via Crocco. Le indagini, avviate dall'ispettore Marco Milani, hanno portato alla stesura di un'informativa consegnata a piazzale Clodio.

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In quel caso gli inquilini hanno denunciato una perdita di gas seguita all’accensione dei riscaldamenti. Sono stati chiamati i vigili del fuoco e l’Italgas ha chiuso il contatore. “Si trattava di un'odore di bruciato che arrivata dalla terrazza. In ogni caso nei giorni seguenti”, fanno sapere da Antas, “abbiamo effettuato le prove di tenuta dei tubi, con le procedure previste per legge. Presentata la documentazione, i sigilli sono stati tolti e oggi i riscaldamenti funzionano. Verifiche simili agli impianti le abbiamo dovute effettuare anche a Ostia. Lì però i sigilli ci sono ancora”. E i riscaldamenti restano spenti. 

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