Forlanini, la Regione scommette sul settore pubblico: il rilancio non passa per la dismissione

La Regione formalizza la futura destinazione del Forlanini

Nessuna dismissione. Per valorizzare i  170mila metri quadrati dell'ex Forlanini, si dovrà puntare sul pubblico, sia in un'ottica di proprietà che di fruizione. Lo ha messo nero su bianco la giunta Zingaretti con un atto che dovrebbe porre la parola fine alle voci circolate sulla futura vendita del complesso ospedaliero.

Le iniziali proteste

Chiuso da oltre due anni e mezzo, il destino dell'ex Forlanini aveva alimentato le preoccupazioni di comitati e cittadini. La protesta aveva seguito vari percorsi. Dall'azione legale, avvenuta tramite ricorso al Tar, si era passati alla mobilitazione di piazza. Anche il Campidoglio si era interessato della questione. Dall'Aula Giulio Cesare Stefano Fassina (Liberi e Uguali) aveva paventato il sospetto che la giunta Zingaretti stesse "autorizzando la dismissione a un prezzo fissato dall'Agenzia del Demanio a 70 milioni di euro". Uno scenario che, al netto della memoria appena approvata in Regione, sembra ormai scongiurato.

La strategia della Regione

“In questi mesi non siamo stati fermi – ha ricordato il governatore Zingaretti, nel sottolineare l'impengo nel mettere  "a disposizione gli spazi esterni e gli ambienti dell'ex ospedale per lo svolgimento di manifestazioni culturali e cinematografiche". Ma la Regione non ha puntato solo sulla fruizione. A giugno del 2017 è infatti partita una consultazione online. "E' stata partecipata da oltre duemila cittadini" che hanno così potuto indirizzare le scelte sul futuro dell'ex ospedale.   "Con questa memoria di Giunta abbiamo recepito tutte le indicazioni che sono arrivate dai cittadini perché crediamo sia fondamentale scrivere insieme e condividere il futuro di uno dei più importanti progetti di riqualificazione urbanistica degli ultimi decenni”. 

Le destinazioni

Dal sondaggio effettuato sul portale,  è emersa l’esigenza di dedicare parte degli spazi ad una pluralità di destinazioni: dalla pubblica amministrazione alla formazione, dall'ambito sociosanitario a quello socioculturale. "Così come avevo chiesto tempo fa con una mozione presentata in Consiglio regionale - ha commentato il consigliere Riccardo Agostini (Liberi e Uguali)  sarà destinato ad attività istituzionali e sociosanitarie". Un risultato che, ha spiegato Agostini, è stato il frutto  "dell'intesa con Liberi e Uguali". 

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Un tavolo aperto

Il processo di partecipazione non si è ancora concluso. Come ha fatto sapere la'assessore al bilancio Alessandra Sartore "ci sarà un coinvolgimento comunità locali e delle associazioni del territorio, anche mediante l’ istituzione di un tavolo di confronto aperto per monitorare lo stato di avanzamento del progetto e condividere finalità e destinazione dei servizi riservati alla cittadinanza".

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