Caos rimozioni: il servizio entro un anno passerà ad Atac

L'annuncio nella riunione di oggi. Proteste dei lavoratori del consorzio Clt che da novembre 2015 non effettua più il servizio per la revoca dell'appalto da parte dell'ex comandante della polizia locale Raffaele Clemente

Foto Agenzia Dire

Nel giorno della protesta dei carroattrezzi sotto gli uffici comunali di via Capitan Bavastro, arriva la notizia della possibile internalizzazione del servizio in Atac. La notizia, fino a qualche giorno fa poco più di un'ipotesi, oggi assume i contorni del piano. A renderlo pubblico è l'agenzia di stampa Dire. 

Atac, ha fatto sapere il presidente Enrico Stefano, "ha dato la sua disponibilità" ed ha anche fatto sapere di essere pronta ad assumere 15 operatori blocca ruote e i 44 addetti vari che servono per far funzionare il servizio oltre ai 36 custodi che però saranno trovati con risorse interne. "Siamo contenti che il servizio possa ripartire con Atac, così si potrà anche procedere ad un efficientamento - ha detto ancora Stefano - purtroppo i tempi burocratici sono lunghi. Serve una soluzione ponte perchè non pensavamo che l'iter ci portasse a scavalcare l'anno, prima di partire. Non possiamo permetterci ancora un anno senza il servizio rimozione. Su questo lavoreremo con l'assessore per trovare una soluzione temporanea". 

All'incontro erano presenti alcuni lavoratori dell'ex consozio CLT che avevano svolto il servizio in passato. Fuori uno dei carroattrezzi gialli con affissi alcuni cartelli.  I lavoratori, da novembre 2015, sono fermi per la rimozione dell'appalto. Nel novembre 2015 l'allora comandante Raffaele Clemente aveva provveduto a "non convalidare l’aggiudicazione provvisoria prevista per il servizio di rimozione dei veicoli in sosta d’intralcio alla società Laziale Traffico CLT società consortile". Un provvedimento che "si è reso necessario perché due consorziate di CLT, aggiudicatarie in via provvisoria, sono risultate responsabili dall’Agenzia delle Entrate di violazioni fiscali accertate in via definitiva. Ciò ha reso obbligatorio il non procedere al perfezionamento del contratto".

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Con l'arrivo dei cinque stelle si pensava ad una soluzione del problema e invece così non è stato. "Otto mesi senza risposte, M5S ci state affamando. Ridateci la nostra dignità". "Facile non sbagliare quando non si ha il coraggio di fare", scrivono i lavoratori sui cartelli esposti durante la protesta. "I cittadini e i lavoratori vanno tutelati e non annientati". E ancora: "Meleo 8 mesi senza risposte, mentre tu sei al caldo noi siamo senza lavoro. Fate fare le rimozioni a chi è capace". Noi, spiegano, "siamo esseri umani e padri di famiglia che non chiedono altro che un lavoro per vivere dignitosamente".

"Da 8 mesi stiamo chiedendo alla sindaca Raggi di ripristinare il servizio rimozioni a Roma, un servizio importante per la viabilità delle nostra città. Nonostante non passi giorno che non ci siano pesanti ripercussioni negative sulla mobilità, l'atteggiamento di questa amministrazione è quello di non fare nulla", ha detto all'agenzia Dire il responsabile Trasporti del Pd Roma, Rocco Lamparelli. "Ad oggi, ha spiegato Lamparelli, "non c'è stata nessuna risposta certa di come risolvere questa situazione ne con quale tempistica. Tutte le ipotesi ventilate ad oggi, come il servizio fatto da Atac, si sono rivelate non percorribili. A quando una risposta? Quando i 60 lavoratori potranno tornare a lavorare? La Raggi va dai tassisti e non si occupa di questi lavoratori, e se il sistema che piace alla Raggi è come quello dei taxi, allora loro faranno lo stesso".

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Ma non c'è solo il problema dei lavoratori. La mancanza di un servizio di rimozione convenzionato e centralizzato complica e non poco il lavoro della polizia locale di Roma Capitale. Attualmente il servizio è affidato ai servizi di rimozioni privati, spesso non adeguatamente attrezzati. La conseguenza è il proliferare delle soste selvagge. Anche per questo la notizia del possibile affidamento ad Atac ha trovato il commento del sindacato Sulpl Roma che attraverso il suo segretario Stefano Giannini spiega: "Non capiamo se questa operazione è una sorta di reinternalizzazione del servizio oppure qualcosa di diverso. Ci auguriamo quindi che tutto proceda per il meglio con le carte bollate burocratiche nel corso di questo anno e non vorremmo trovarci come con la pulizia delle strade che Ama poi con una semplice lettera ha rispedito al mittente come competenza."

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