"Rifiutiamoli": a Colleferro mille manifestanti dicono basta ad inceneritori e discariche

La comunità di Colleferro e della Valle del Sacco torna a chiedere la chiusura della discarica di Colle Fagiolara e degli inceneritori di Colle Sughero

Foto agenzia DIRE

Sono stati un migliaio i cittadini che sabato 7 luglio hanno sfidato il caldo per sfilare nelle strade di Colleferro. Ad un anno esatto dalla manifestazione dell'8 luglio 2017, associazioni, comitati, istituzioni locali e semplici cittadini hanno ribadito la loro posizione su discariche ed inceneritori.

La chiusura della discarica

Come un anno prima, anche il corteo del 2018 è stato annunciato con lo slogan "Rifiutiamoli". Il gioco di parole esprime con chiarezza quale siano le aspettative dei residenti sui due inceneritori di Colle Sughero e sulla discarica di Colle Fagiolara di cui si chiede, una volta per tutte, la chiusura. Ques'ultimo obiettivo era stato fissato anche dalla Regione Lazio, con una delibera che nel 2016  prevedeva di far cessare l'attività entro il 31 dicembre 2019. Il timore è che l'impegno assunto non sia poi rispettato. "Chiediamo che la chiusura diventi effettiva - hanno ribadito gli attivisti della Rete per la tutela della Valle del Sacco - e vogliamo  che vengano fissati modi, tempi e risorse necessarie".

La partecipazione

In piazza sono scesi i soci dei circoli locali di Legambiente, ANPI e ARCI. C'erano inoltre gli attivisti di Libera che hanno sfilato con la maglietta rossa per mostrare l'adesione alla campagna lanciata da Don Ciotti sui migranti morti in mare. Al corteo non hanno fatto mancare la propria adesione i sindaci di  Colleferro, Piglio, Paliano, Genazzano, Labico, Carpineto Romano, Serrone, Olevano Romano e Segni. 

Partecipazione e differenziata

Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro, ha fissato i punti chiave della protesta. Gli obiettivi della "comunità allargata" riguardano "lo smantellamento degli inceneritori, la chiusura definitiva della discarica nel 2019, la produzione di atti definitivi che ne fissino, oltre che la chiusura, la messa in sicurezza, con le conseguenti cifre necessarie per il post mortem". Parallelamente si chiede  "un'inversione di tendenza" che punti alla raccolta porta a porta ed al riciclaggio dei rifiuti solidi urbani. Mentre, per quanto riguarda l'impiantistica, il primo cittadino di Colleferro ha detto "no ad ogni scelta calata dall'alto". Al contrario si mira a coinvolgere anche in fase di progettazione "le associazioni e la comunità di base di questo nostro territorio".

L'inversione di tendenza

La manifestazione ha fatto tappa anche davanti al presidio di Colleferro Scalo. E' lì che dallo scorso novembre si è riunita l'assemblea permanente. Ed è sempre lì  che sono stati bloccati i camion che trasportavano i materiali per il revamping degli inceneritori. "Siamo stanchi di essere considerati la pattumiera del Lazio, di essere vittime della politica dell'emergenza"  hanno ribadito i manifestanti. Colleferro e la Valle del Sacco chiedono un'inversione di tendenza. La manifestazione di sabato 7 luglio, lo ha ribadito una volta di più.

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