Treno dei rifiuti, oggi al Tmb Salario. Caudo scrive alla sindaca: "Di che rifiuti si tratta?"

Il minisindaco: "E' urgente e necessario agire per garantire la tutela della salute pubblica"

Il presidente Caudo nel corso di un sopralluogo all'impianto (foto Facebook Giovanni Caudo)

Di che tipo di rifiuti si tratta? In che condizioni sono dopo una sosta prolungata al caldo estivo? Perché il Tmb di Malagrotta non li ha voluti? "Vogliamo saperlo. Viene prima la salute dei cittadini". Sul treno di rifiuti fermo da mesi alla stazione ferroviaria Roma Smistamento che proprio oggi inizierà il suo trasferimento nell’impianto di trattamento meccanico biologico al Salario, il presidente del III municipio Giovanni Caudo scrive alla sindaca Virginia Raggi informando circa l'operazione anche l'assessore ai Rifiuti regionale, Massimiliano Valeriani, la Asl Roma1, l'Arpa Lazio (Agenzia per la protezione ambientale) e il prefetto di Roma. Caudo, che proprio ieri ha partecipato al sit-in dei residenti per chiedere la chiusura dell'impianto, ha spiegato su Facebook: “Il 13 agosto ho scritto alla sindaca per richiamare la sua attenzione sul rischio per la salute pubblica che potrebbe venire dalla movimentazione dei rifiuti”.

Al centro dell’attenzione le circa 700 tonnellate di rifiuti contenute in un treno, fermo da oltre due mesi nella stazione alle porte di Roma. Sarebbe dovuto partire l’11 giugno scorso alla volta dell’impianto della tedesca Enki srl, vincitrice del bando per la gestione dei treni di rifiuti ma il convoglio non è mai partito. Nei giorni scorsi Ama ha comunicato che lo smaltimento sarebbe iniziato oggi presso il Tmb Salario. Poi ha spiegato: “La ripresa in carico dei rifiuti presenti sul convoglio non aumenterà le quantità di materiali in ingresso all’impianto Tmb di via Salaria. Ama ha infatti concordato che altrettanti quantitativi di rifiuti saranno inviati a trattamento presso l’impianto Tmb di proprietà Colari, in aggiunta a quelli previsti settimanalmente dal contratto vigente”. Una precisazione scaturita dal fatto che la struttura è finita nel mirino proprio nei giorni scorsi per alcune immagini diffuse dalla Cgil che mostravano mezzi Ama costretti a scaricare i rifiuti all’esterno in quanto le vasche interne erano piene.

Anche l’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari ha dato le sue rassicurazioni: “Abbiamo seguito e stiamo seguendo con attenzione la questione del treno che doveva trasportare in Germania circa 700 tonnellate di rifiuti. Ci siamo assicurati che tutte le procedure venissero svolte nel rispetto delle norme e dei regolamenti europei” ha spiegato su Facebook. “È stato necessario adempiere a tutte le complesse procedure burocratiche affinché le operazioni venissero eseguite in sicurezza e nel rispetto delle norme”.

Il presidente Caudo però vuole vederci chiaro e nella lettera scrive: “E’ urgente e necessario agire per garantire la tutela della salute pubblica e attuare il principio dell’azione ambientale (art.3-ter DL 3 aprile 2006, n.152). Le chiedo (alla sindaca Raggi, ndr) pertanto di adoperarsi con urgenza affinché: prima della movimentazione dei rifiuti e dell’eventuale conferimento nel Tmb Salaria, si accerti la consistenza e la tipizzazione dei rifiuti in quanto questi possono avere subito delle variazioni conseguenti alla sosta prolungata e all’esposizione alle particolari condizioni climatiche”.

Il minisindaco chiede quindi che “la movimentazione dei rifiuti avvenga solo dopo che gli accertamenti effettuati abbiano escluso qualsiasi rischio per la salute dei cittadini e di contro si rispetti invece il principio di precauzione da eventuali rischi di natura ambientale”. Per la movimentazione dei rifiuti, quindi, Caudo chiede la convocazione “della protezione civile di Roma Capitale sul posto”.

Il presidente Caudo, contattato telefonicamente da Romatoday, ha fatto sapere che seguirà le operazioni da vicino. Il treno è stato spostato sulla banchina a Villa Spada e due camion Ama porteranno il contenuto dei container al Tmb. “Al momento del trasferimento sarò presente al Tmb. Secondo le informazioni in mio possesso dovrebbe esserci anche un addetto dell’Arpa”. La lettera indirizzata alla sindaca, però, non ha ricevuto alcuna risposta. 

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