Rifiuti, pioggia di ricorsi dei cittadini che rivogliono indietro la Tari. FdI: "Raggi sospenda pagamenti"

Codice e Codacons stanno raccogliendo le segnalazioni, ma anche il comitato Tutti per Roma insieme a Cittadinanza attiva Lazio e singoli cittadini

Immagine d'archivio

Se per settimane Roma è stata costretta a convivere con tonnellate di rifiuti abbandonati in strada e odori nauseabondi, che almeno Ama la risarcisca in qualche modo. E' il pensiero dei tanti romani che proprio nel picco dell'emergenza immondizia si sono visti recapitare a casa la cartella per il pagamento della tassa sull'immondizia, la più alta d'Italia. E che ora sono pronti a chiedere al Comune di riaverla indietro. Tra singoli utenti per loro conto o assistiti da un legale, comitati di quartieri, associazioni civiche o dei consumatori, sono centinaia i ricorsi che stanno arrivando in questi giorni alla Commissione provinciale tributaria.     

"È importante fotografare la situazione dei cassonetti – spiega l'avvocato di Codici Marcello Padovani – basta anche uno scatto a settimana per dimostrare che la raccolta rifiuti non viene svolta in maniera regolare ed efficace, tenendo conto che Ama non deve solo svuotare i bidoni, ma raccogliere anche i sacchetti abbandonati in terra. Stiamo raccogliendo tante segnalazioni, invitiamo i cittadini a continuare ad inviarcele così da poterle inserire nell'azione che abbiamo avviato per chiedere la riduzione della Tari. La legge prevede uno sconto che può arrivare fino all'80%". Già, il Decreto Legislativo 507/1993 e le successive sentenze della Cassazione stabiliscono infatti che "la Tari è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento"

"Io multato di 600 per un cartone nel cassonetto"

Anche Tutti Per Roma, il comitato civico che ha chiesto in più occasioni con manifestazioni sotto il Campidoglio le dimissioni della sindaca Virginia Raggi ha deciso di intraprendere due azioni legali contro Ama in collaborazione con Cittadinanzattiva Lazio. La prima, la "group action", riguarda appunto la richiesta di restituzione della Tari. La seconda invece ha valore penale. E' una querela-denuncia rivolta sempre alla municipalizzata dei rifiuti, "per il danno all’ambiente, alla salute, alla salubrità dei luoghi e dei siti della città abitata, alla viabilità e al parcheggio ostacolati dai rifiuti in strada, e alla dignità di ogni cittadino romano per il disagio provocato dall’impossibilità di cestinare i rifiuti, dovuta a quelli presenti in strada". Ama dovrebbe ricevere una maxi multa "per la sua condotta omissiva nel gestire la raccolta e per grave e dannoso disservizio. L’azione penale ha forme e connotati diversi da quella civile, in quanto si riferisce a fatti/reato dissimili dall’ inadempimento contrattuale già oggetto dell’azione civile, sebbene perpetrati dal medesimo soggetto Ama".

La maxi inchiesta della Procura sul caos rifiuti

Sul tema intervengono anche dalle opposizioni. Il gruppo di Fratelli d'Italia ha in tasca una proposta di delibera per chiedere direttamente alla sindaca la sospensione del pagamento della tassa rifiuti. "I romani hanno ragione da vendere visto che la spesa della Tari è tra le più alte d'Italia" commenta il capogruppo di FdI in Campidoglio Andrea De Priamo. "Mentre l'emergenza rifiuti continua a causare grandissimi disagi in città segno che le riunioni e gli accordi tra la sindaca grillina e la Regione Lazio a trazione Pd non hanno prodotto effetti concreti positivi, Fratelli d'Italia attende che la maggioranza 5 Stelle calendarizzi la richiesta di Consiglio straordinario fatta da noi e su cui aleggia una nuvola di silenzio".

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