Rifiuti, il commissario scongiura l'emergenza ma il sistema Roma resta "instabile"

Superato, per qualche mese, il nodo dell'utilizzo degli impianti di Malagrotta Roma può tirare un sospiro di sollievo. Sul tracciato restano però molte mine pronte ad esplodere

L'impianto di trattamento di Rocca Cencia (Immagine di repertorio - foto Ansa)

L'ordinanza della sindaca Raggi. E ancora, poche ore dopo, la nomina di un commissario per la gestione degli impianti di Malagrotta. Roma ha allontanato l'emergenza rifiuti che sarebbe scaturita dalla sospensione del trattamento di circa 1200 tonnellate giornaliere nei Tmb (impianti di Trattamento meccanico biologico) di proprietà di Colari ed E. Giovi. Ma continua a dover fare affidamento su un sistema di gestione dall'equilibrio "delicatissimo e instabile" come si legge nelle premesse del provvedimento firmato venerdì scorso da Virginia Raggi. Superato il nodo degli impianti del consorzio che fu di Manlio Cerroni, restano diverse le mine sul tracciato pronte ad esplodere. In primis la variabile delle tonnellate trattate fuori regione e all'estero senza la quale Roma cadrebbe nell'emergenza ma che non rappresentano una soluzione stabile per il sistema capitolino. E ancora. Il braccio di ferro tra Comune e Regione sull'impianto di Maccarese e sulla realizzazione della cosiddetta 'discarica di servizio'. 

Sul percorso che ha portato alla nomina del comissario Luigi Palumbo c'è stata "efficace azione interistituzionale" per usare le parole della nota congiunta Prefettura, Roma Capitale e Autorità Nazionale Anticorruzione. La macchina si è messa in moto mercoledì scorso con una riunione a cui erano presenti tutti gli attori coinvolti. E' stata la Regionem con una nota ufficiale, a sottolineare la necessità di "valutare l'adozione di ogni provvedimento utile" dando fondata concretezza all'ordinanza di Virginia Raggi che ha imposto ad Ama di continuare ad utilizzare gli impianti di Malagrotta per altri sei mesi nonostante la conferma da parte del Consiglio di Stato dell'interdittiva antimafia verso il consorzio Colari.

Poche ore dopo, la decisione di nominare un commissario per la gestione di tali impianti ha messo al sicuro la regolarità nel versamento dei pagamenti. Palumbo si occuperà infatti anche di mantenere le relazioni con gli inceneritori a cui inviare il cdr, il combustibile da rifiuto, prodotto a Malagrotta. Un passaggio, questo, che dopo la riduzione delle tonnellate accettate da impianti come quello di Colleferro nel Lazio o di Lomellina in Lombardia dovrebbe permettere di far funzionare al 100 per cento tali impianti. In ogni caso ci sono sei mesi di tempo per trovare alternative che Roma non è riuscita a trovare in oltre tre anni.

C'è un altro impianto che rischia di mettere in difficoltà la gestione dei rifiuti della Capitale: il 'compostaggio' di Maccarese. L'impianto tratta la parte 'umida' della raccolta differenziata ma per esigenze di Ama è diventato anche un sito di trasferenza per la selezione post conferimento dei rifiuti umidi che possono diventare compost e quelli che, pur umidi, sono destinati all'estero o al nord per essere trattati in maniera differente. Una sorta di indifferenziata, invisa dall'amministrazione locale e dagli abitanti per il traffico che comporta il suo trasferimento e per gli odori che emana. Dopo le proteste dei cittadini e