Rifiuti, il ministero M5s bacchetta Raggi: "Ci dica come intende risolvere la crisi"

Con una nota del 26 giugno si chiede al Campidoglio di chiarire il quadro attuale e futuro. Mentre Ama lavora a nuovi accordi per il conferimento del tal quale che resta in strada

Via della Marranella, Tor Pignattara. 1 luglio 2019

I rimproveri sono arrivati anche dal ministero "amico": il Campidoglio dia spiegazioni sul "grave stallo dell'attività di raccolta dei rifiuti". E' scritto nero su bianco in una nota inviata a palazzo Senatorio il 26 giugno, firmata dal dott. Mariano Grillo, a capo della direzione generale del dicastero guidato da Sergio Costa, ministro in quota M5s. "Si chiede di voler fornire un quadro esaustivo dell'attualità" è scritto nella lettera, ma soprattutto di comunicare come si intende risolverla, quali azioni "si intende intraprendere e le tempistiche delle stesse, al fine di garantire ai cittadini l'ordinario servizio di raccolta"

Già, perché la crisi per le strade di Roma va avanti quasi da un mese con uno scenario al quale la città si sta tristemente abituando: cassonetti più simili a piccole discariche a cielo aperto che a postazioni di raccolta e separazione di immondizia di una città civile ed efficiente. La carenza impiantistica,  il 50% dei camion Ama che rimangono guasti in rimessa e le circa 1000 tonnellate di immondizia indifferenziata su 4mila che la Capitale non riesce a smaltire che restano bloccate nei cassonetti o sui compattatori compongono il quadro dell'emergenza. 

Così, mentre la sindaca grida al complotto e alla "guerra dei rifiuti", il nuovo cda di Ama prova a mettere a punto un piano di salvataggio. Per il momento l'unico accordo pronto a concludersi è quello con la ditta Hera di Bologna, per lo smaltimento di 300 tonnellate di immondizia che verranno prima trattate nel tritovagliatore mobile di Ostia. Quello che i Cinque Stelle hanno sempre promesso di non attivare ma che poi, di fronte all'emergenza, entra puntualmente in funzione. 

Le segnalazioni al nostro giornale

Gli accordi sono in via di definizione e nel caso specifico, trattando il materiale "in casa" e trasferendolo fuori dal Lazio solo per lo smaltimento finale, non serve passare per la Regione. Ma potrebbe non bastare. Ama starebbe cercando comunque di interloquire con Rida, Saf e Viterbo ecologia che trattano una parte dei rifiuti romani in Tmb del Lazio, ma che già hanno chiuso le porte a ulteriori quantitativi, perché mancano gli sbocchi in discarica. E comunque, fanno sapere dalla Regione, non sono arrivate richieste da parte di Ama, né per i Tmb né per il conferimento di rifiuti da trattare e smaltire fuori dai confini del Lazio. Nè in Abruzzo, tra le ipotesi, né all'estero. L'azienda pensa di riuscire a superare l'estate, considerando che da settembre rientreranno in funzione a pieno ritmo i due impianti di Malagrotta. E che, con i romani in vacanza, il calo di produzione di rifiuti è fisiologico. 

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