Rifiuti, Raggi "piange" ma non scioglie i nodi impianti e Roma è nel caos

Attesa per oggi la nuova ordinanza regionale anti emergenza che avrà validità fino al 14 ottobre

"Roma spende 200 milioni di euro l'anno per portare fuori i rifiuti, soldi dei cittadini romani". L'assessore Massimiliano Valeriani replica alla sindaca Raggi. Nel weekend la prima cittadina sulla questione immondizia si è sfogata e ha detto, senza mezzi termini: "Sono stata lasciata sola". Un "pianto" che ora la Regione rispedisce al mittente. Con un'intervista al Corriere della Sera Valeriani ha ribadito punto per punto quanto già detto in più occasioni: dall'ordinanza anti emergenza del 5 luglio, alla Cabina di Regia con il ministro dell'Ambiente ai continui tavoli tecnici per le soluzioni a medio termine, l'appoggio al Comune di Roma sul tema c'è stato eccome. "E' stato il sindaco più affiancato e sostenuto" ha detto di Virginia Raggi. Il punto è un altro, più profondo e anche questo conosciuto. 

Il nodo discarica

La Capitale si appoggia a un solo impianto sul suo territorio, il tmb di Rocca Cencia di proprietà di Ama che tratta circa 750 tonnellate al giorno di indifferenziato. Le restanti 2 mila 250 prodotte finiscono fuori città, in impianti privati del Lazio e, o fuori regione. Roma non è autonoma nella gestione del ciclo rifiuti. E dal 31 dicembre chiuderà la discarica di Colleferro, senza possibilità di proroga. Per questo è chiamata, secondo quanto indicato dal piano rifiuti regionale, a dotarsi di un sito di stoccaggio temporaneo, o discarica di servizio, che dir si voglia. Sul punto la Regione ha chiesto un tavolo a Ministero e Comune. Comune che però non solo non vuole impianti né discariche sul territorio, ma che ancora non ha presentato le osservazioni al piano rifiuti attese alla Pisana entro venerdì. 

La nuova ordinanza

Insomma, lo scontro tra i due enti si riaccende, dopo un periodo di distensione forse frutto del nuovo clima collaborativo tra M5s e Pd a palazzo Chigi. Nelle prossime ore arriverà dalla Pisana la nuova ordinanza, una proroga della precedente emanata il 5 luglio. Conterrà prescrizioni rivolte agli operatori privati per la ricezione dei rifiuti romani, e ad Ama sul fronte della raccolta. Resterà in vigore fino al 14 ottobre, quando ripartiranno i due impianti Tmb di Malagrotta. A quel punto, almeno fino a fine anno quando si dovrà fare i conti con la chiusura della discarica di Colleferro, non ci dovrebbero essere problemi nei conferimenti. I due impianti di Cerroni riceveranno, al giorno, mille tonnellate, circa altre 1200 verranno ripartite negli impianti privati sparsi sul territorio regionale, 500 tonnellate tra i Tmb di Abruzzo e Marche (gli accordi stanno per entrare in vigore). 

Lo scontro con Ama sul bilancio

C'è però l'altra grana, l'altro fronte di scontro in corso tra Ama e Campidoglio sul bilancio 2017. Il Consiglio di amministrazione nominato solo lo scorso giugno è a rischio dimissioni, dopo l'aut aut sulla famosa partita dei 18 milioni di euro dei servizi cimiteriali. Per oggi è prevista l'Assemblea dei soci, che con ogni probabilità andrà deserta. Il direttore generale Franco Giampaoletti è stato chiaro: così com'è, con la post dei 18 milioni che Ama continua a richiedere come crediti, non va. E Roma Capitale, così com'è, non lo approverà. Un muro che ha irritato non poco i nuovi vertici. 

Sul piede di guerra per lo stallo, l'ennesimo in corso, opposizioni e sindacati. "Raggi se si sente sola venga in consiglio al più presto" scrive in una nota il gruppo capitolino del Pd, che ha richiesto una seduta di Consiglio straordinaria sul tema. "Spieghi innanzitutto quali sono le vere intenzioni dell'amministrazione su Ama, chiarisca perchè il bilancio 2017 della società non può essere approvato e come si intende affrontare l'emergenza rifiuti. Basta pietosi piagnistei il comune deve agire in fretta, e se non è in grado intervenga il Governo".

Per il 15 ottobre le sigle sindacali, p Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio, annunciano un'Assemblea cittadina dei lavoratori, "per denunciare il costante peggioramento delle condizioni di lavoro e del servizio. Tre anni di incertezze, propaganda, discontinuità e rincorsa delle emergenze finanziarie e operative hanno portato a una crisi senza precedenti". 

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