Rifiuti, Raggi ha una nuova scusa: "Non c'è ancora l'ordinanza della Regione". Zingaretti: "Sindaca arrogante"

Continua la polemica tra i due attori in campo nella questione rifiuti. Al centro l'ordinanza annunciata ieri dalla Pisana

Virginia Raggi e Nicola Zingaretti (Foto Ansa)

Raggi scaglia la prima pietra: "Sono le 15.30 del 4 Luglio e siamo ancora in attesa che la Regione Lazio firmi un'ordinanza", "è evidente che i rifiuti in terra non sono una (loro, ndr) priorità". Zingaretti replica a distanza di qualche ora: "Mi domando se Raggi non provi un po’ di vergogna per la sua arroganza". La tensione sale e il ring con al centro la crisi rifiuti di Roma si infiamma ancora con l'ennesima puntata del braccio di ferro, ormai perenne, tra Comune a trazione M5s e Regione Lazio a guida Pd. 

Comincia il Campidoglio. Ieri la Regione, su richiesta di Raggi e sollecitata del ministro dell'Ambiente Sergio Costa, ha annunciato l'arrivo di un'ordinanza per obbligare da una parte gli impianti di trattamento e smaltimento ad accogliere i rifiuti di Roma fino alla loro massima capienza, dall'altra Ama a un piano stroardinario di raccolta e pulizia. A 24 ore dall'annuncio però, il documento non è ancora arrivato. E la sindaca, conscia di avere per le mani una città ingestibile sommersa dai rifiuti, ne approfitta e incalza. 

"L'ordinanza consente ad Ama di trovare degli impianti dove portare i rifiuti. In altri termini i camion di Ama girano per la città, raccolgono i rifiuti che riescono a portare da qualche parte e il grosso rimane in terra perché materialmente non sappiamo dove portarli" dice Raggi. "Questa situazione è così dall'inizio di giugno quando si è rotto un impianto ed è andato in manutenzione un altro, la Regione poteva intervenire un mese fa, ha invece dovuto attendere il sollecito del ministro Costa e oggi ancora non emette questa ordinanza". Poi conclude: "Siamo in attesa. È evidente che i rifiuti in terra non sono una priorità per la Regione Lazio".

Ma la replica non tarda ad arrivare. Prima dall'assessore regionale Massimiliano Valeriani. "Gli impianti che stanno salvando da mesi la città di Roma dall'emergenza rifiuti sono sempre gli stessi e si trovano fuori dalla Capitale: Aprilia, Frosinone, Castelforte, Pomezia e Viterbo" ricorda l'esponente della giunta Zingaretti. "La sindaca dimostra ancora una volta la sua totale mancanza di collaborazione istituzionale e di rispetto verso intere comunità del Lazio, che stanno aiutando da tempo Roma a dispetto dei disastri portarti avanti dalla giunta capitolina. Stia tranquilla la sindaca, l'ordinanza che attende con impazienza indicherà dettagliatamente quelle misure che la sua amministrazione avrebbe dovuto fare da mesi e che non ha mai realizzato".

Seguono nel tardo pomeriggio le dichiarazioni di Nicola Zingaretti. Che dà i tempi: "Domani, attivando i poteri sostitutivi con un'ordinanza, cominciamo a rimettere le cose a posto". Non abbassa i toni comunque, e alla sindaca grillina non le manda a dire. "Mi domando se Raggi non provi un po’ di vergogna per la sua arroganza. Ha ridotto la città più bella del mondo in un disastro e su ogni problema fa lo scaricabarile non assumendosi mai le sue responsabilità. Sta spargendo i rifiuti di Roma in tutto il Lazio, in molte Regioni italiane e addirittura in diversi Paesi europei. Ovviamente con i soldi dei cittadini romani. Invece di dire grazie per la collaborazione degli abitanti e dei Sindaci dei Comuni e chiedere scusa, accusa e straparla". 

Una risposta avvelenata che tradisce un clima per nulla sereno tra le forze politiche in campo, chiamate proprio ieri dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa a cercare, e trovare, la quadra per risolvere la crisi che sta trasformando Roma in una discarica a cielo aperto. 

"Sono riuscito a vedere Virginia Raggi e Nicola Zingaretti per pianificare qualcosa che vada oltre, cioè che ognuno faccia il suo ma ci spenda anche qualcosa in più" ha ricordato ai giornalisti a margine della presentazione del rapporto Legambiente 'Ecomafia 2019. "L'ordinanza ha proprio questo senso, di poter dire: apriamo tutti gli impianti fino al massimo della loro capacità, ovviamente del Lazio, ma strutturiamo anche una pianificazione del materiale, cioè dei rifiuti, che possono andare in questi impianti. Quindi vuol dire anche dall'altra parte, e questa è l'altra richiesta che io ho fatto e che ho ottenuto, un piano straordinario di raccolta dei rifiuti qui a Roma da parte dell'Ama tramite applicazioni previste dal testo unico degli enti locali, per far lavorare in triplo turno giornaliero e la domenica". Un compito da una parte, un compito dall'altra. Ce ne sarebbe un po' per tutti. 

(Aggiornato alle 19)

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