Roma lercia, muri di immondizia per le strade: gli operatori Ama raccolgono rifiuti a mano

Da Cinecittà all'Aurelio cumuli di spazzatura per le vie della città, i sindacati: "Nulla scompare senza uomini, mezzi e impianti"

Buste stracolme e scatoloni che invadono i marciapiedi, montagne di sacchetti dell'immondizia che sovrastano le pattumiere rendendole il più delle volte irraggiungibili: a Roma è ancora emergenza rifiuti con le strade della Capitale sommerse dalla spazzatura da nord a sud. 

Le strade di Roma invase dai rifiuti

E' così dall'Appio Claudio all'Aurelio, passando per Prati e Balduina fino ad arrivare alla Cassia, a Labaro sulla Flaminia e pure nelle zone di Montesacro e Fidene. Non mancano all'appello La Rustica e Cinecittà. 

Centinaia le segnalazioni inoltrate dai cittadini stufi di dover convivere con muri di immondizia sotto le finestre o di doversi districare in slalom sui marciapiedi. A preoccupare i residenti delle zone più colpite dal disservizio anche i cattivi odori sprigionati dalla spazzatura stantia e l'arrivo di ratti e randagi. 

Un muro di immondizia sulla Cassia

Hanno dovuto aspettare ben dieci giorni gli abitanti della Cerquetta per essere liberati da un gigantesco cumulo di immondizia sulla strada: una montagna insormontabile che per oltre una settimana ha costretto gli utenti a conferire altrove o, loro malgrado, a contribuire alla crescita di quella discarica a cielo aperto. 

Sconforto e rabbia all'ombra degli studios di Cinecittà dove le pattumiere sono rimaste isolate, circondate dall'immondizia: per giorni impossibili da raggiungere. 

Non va meglio nelle zone del porta a porta dove raccolta a rilento e mancati passaggi lasciano i cortili condominiali invasi dai sacchetti e i viottoli disseminati di buste in terra o appese alle ringhiere. 

Montesacro protesta: "Bollette Ama in Campidoglio"

Condizioni inaccettabili tanto che a Montesacro il minisindaco di sinistra Giovanni Caudo ha minacciato di portare le bollette della Tari direttamente in Campidoglio: una "beffa" alla quale ribellarsi "in una città - ha fatto notare il presidente del Municipio III - con i cassonetti sempre strapieni, un degrado visivo e olfattivo e soprattutto una condizione ambientale sempre più inqualificabile". 

I lavoratori di Ama raccolgono i rifiuti a mano

Dal centro alle periferie dunque raccolta in tilt e primi segni dell'emergenza ad affacciarsi minacciosi sulle strade di Roma, ormai tanto invase dalla spazzatura da costringere gli operatori di Ama a raccogliere i rifiuti con le mani e depositarli, non senza fatica, negli "squaletti". Il tutto in attesa di un varco libero nei TMB al collasso. 

"Continuiamo a ripetere che senza mezzi, uomini e impianti i cumuli non scompariranno. Ma se Ama avesse più casse ragno in giro per le zone si potrebbe intanto evitare un servizio così usurante e degradate. Per altro si recupererebbero forze da dirottare su altri servizi, perché raccogliere la monnezza con le mani - ha scritto Alessandro Russo, sindacalista Ama della CGIL - non comporta solo sforzi muscolo-scheletrici dannosi ma rende la raccolta lenta e inefficiente". 
 

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