Rifiuti, Ama fa il punto: "Siti sensibili ripuliti. Raccolta torna ordinaria entro il 20 luglio"

In commissione Ambiente numeri e tempi per la risoluzione dell'emergenza. E si lavora al "masterplan" dei centri di trasbordo

Immagine d'archivio

"La pulizia fuori da scuole e ospedale, dai siti sensibili, è terminata. La raccolta in città tornerà a regime ordinario dal 20 luglio". A fare il punto sullo stato dell'emergenza rifiuti e sul rispetto delle prescrizioni contenute nell'ordinanza regionale pensano Laura D'aprile, dirigente del dipartimento Ambiente, e Massimo Ranieri, consigliere del nuovo cda di Ama. Convocati in un'apposita seduta di commissione Ambiente, richiesta dai consiglieri di Fratelli d'Italia, forniscono i dati emersi dall'ultima riunione della Cabina di regia messa in piedi dal ministro Sergio Costa per far fronte alla crisi rifiuti romana. 

Gli operatori della municipalizzata sono a lavoro h24 da giorni, e D'Aprile assicura: entro una settimana la Capitale tornerà finalmente a respirare. L'ordinanza regionale dunque sembrerebbe funzionare. In strada sono arrivati 360 nuovi cassonetti, otto casse ragno per sollevare da terra i cumuli di sacchetti intorno ai secchioni, e negli ultimi quattro giorni Ama ha raccolto 13mila 500 tonnellate di indifferenziato. In totale, le disponibilità offerte dagli impianti di trattamento del Lazio, è pari a 19mila 100 tonnellate nella settimana dal 15 al 21 luglio, mille in più del fabbisogno ordinario che è di 18mila. "C'è però da sottolineare - spiega D'Aprile - che la Rida Ambiente (proprietaria del Tbm di Aprilia, ndr) ha comunicato una riduzione consistente dei quantitativi contrattualizzati. E' stato messo a verbale durante la cabina di regia la violazione di Rida rispetto all'ordinanza"

Da un quantitativo di 450 tonnellate accolte l'impianto di Rida passerà progressivamente a trattarne la metà. Anche stavolta, come già comunicato ad Ama dall'azienda a ordinanza appena emanata, la diminuzione sarebbe strettamente legata agli sbocchi mancanti nel termovalorizzatore di San Vittore nel Lazio, di Acea. Il cronoprogramma comunque va avanti, e le disponibilità garantite dalle altre strutture dovrebbero essere sufficienti a riportare alla normalità il ciclo romano. 

Centri di trasbordo: in arrivo il "masterplan"

In parallelo si lavora alla mappa dei centri di trasbordo, le aree da individuare per trasferire i rifiuti raccolti dai mezzi piccoli operativi in strada alle "macchine madri", che da qui partono per i conferimenti negli impianti. "Ci lavoriamo già dal 2018 - spiega D'Aprile - per individuarne alcune idonee, circa 6 su 26 analizzate, è stato portato avanti un serrato confronto con i cittadini e i presidenti di municipio". Lo scorso 8 luglio una prima mappatura è stata presentata da Ama ai minisindaci con una decina di spazi individuati. Si attende ora l'ufficializzazione di quello che è stato ribattezzato il "masterplan" dei centri di trasbordo. "Ama ce lo comunicherà lunedì - prosegue D'Aprile - verrà trasmesso ai municipi per le ultime osservazioni in tempi strettissimi, quattro, cinque giorni, e poi approvato da Roma Capitale".  

Cos'è il trasbordo

Quando chiuderà il sito di Ponte Malnome?

L'unico sito di trasbordo attivo al momento è quello di Saxa Rubra. A regime accoglierà 300 tonnellate al giorno di indifferenziata, ma ancora è sottoutilizzato. "Da mercoledì arriveranno le rampe per permettere di trasferire i rifiuti sui mezzi più grandi" annuncia Ranieri. Per poi chiarire anche sul sito di trasferenza di Ponte Malnome. Qui, a differenza degli spazi di trasbordo dove i sacchetti non toccano terra, i quantitativi di tal quale stazionano per 24 ore. Aperto per sopperire alla chiusura del Tmb Salario andato a fuoco lo scorso dicembre, doveva chiudere in 180 giorni, o almeno così era stato promesso al territorio. Resterà invece aperto, "fino a cessate esigenze". Ovvero fin quando non saranno operativi tutti i centri di trasbordo previsti nel masterplan. 

Rifiuti all'estero

Guardando poi oltre l'emergenza contingente, la strada è quella di portare i rifiuti indifferenziati all'estero. "E' una scelta conseguente all'indisponiblità degli impianti sul territorio nazionale, Emilia-Romagna e Lombardia - precisa D'Aprile - non avendo avuto un riscontro siamo stati costretti a ricorrere ad altri canali esteri, perchè il mercato nazionale è sovrasaturo". Per l'esportazione Ama dovrà fare delle gare d'appalto, ma nelle more dell'assegnazione finale è probabile che possa procedere con trattative private: "Stiamo contattando direttamente l'impianto di Stoccolma e Goeteborg. Tuttavia ci sono anche altre nazioni che probabilmente ci hanno dato disponibilità ma tempi non sono rapidi. Con ogni probabilità potremmo utilizzare qualche strumento normativo che in caso di criticità, come è oggi a Roma, si può derogare". 

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