Rifiuti romani nell'inceneritore di Parma, Pizzarotti: "Inefficienti ci chiedono sostegno"

Il sindaco del capoluogo emiliano commenta l'ipotesi

"Chi è più inefficiente chiede sostegno a chi è efficiente, ma questo è un alibi che non deve diventare un fatto sistematico". Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma, non le manda a dire. I rifiuti di Roma nell'inceneritore del capoluogo emiliano? L'ipotesi, più che probabile, dovrà passare il 28 dicembre per la ratifica della Giunta regionale e, in caso tocchi ufficialmente a Parma, dal suo Consiglio comunale. Ma l'ex 5 stelle approfitta per lanciare la sua stoccata agli ex compagni del Movimento. 

"Se tutte le città facessero come noi non ci sarebbe bisogno di queste richieste. Questo vale per Roma, per il Lazio e per l'Emilia Romagna". E ancora: "Avrei gradito una telefonata del sindaco Raggi, ma sappiamo bene che i rapporti umani non sono nelle corde di molti esponenti del Movimento". Insomma, l'occasione è d'oro per prendersi una piccola rivincita, sottolineando il corto circuito che si è creato nella Capitale: per scongiurare uno stato di continua emergenza, in attesa che il piano di incremento della differenziata (da portare entro il 2021 al 70 per cento) diventi realtà, l'immondizia romana verrà bruciata nel termovalorizzatore dei parmagiani, da sempre odiato dai grillini che hanno "scomunicato" Pizzarotti proprio per averlo tenuto in piedi. 

Un po' la legge del contrappasso, che fa gongolare il primo cittadino ex cinque stelle. "Parma non si sottrae al senso di responsabilità istituzionale, ma è bene chiarire un punto: in cinque anni la nostra città ha raggiunto l'80% di raccolta differenziata, divenendo uno dei modelli di eccellenza in Italia e in Europa" rimarca il sindaco. E "se tutte le città facessero come noi non ci sarebbe bisogno di queste richieste". Un commento è arrivato anche dal segretario del Pd Matteo Renzi: "Facile fare gli ambientalisti con i termovalorizzatori degli altri, no? E ironia della sorte vuole che l'aiuto venga da Parma dove la polemica contro il termovalorizzatore era stata una delle ragioni della vittoria a Cinque Stelle".

Intanto la Città eterna è ancora alle prese con un sistema di smaltimento che ha poco o nulla di eccellente. Con il Natale alle porte si agita ancora una volta lo spauracchio dell'emergenza rifiuti, ampiamente annunciato dalle condizioni delle strade nei giorni scorsi. Montagne di immondizia e cassonetti stracolmi puntellano vie e quartieri di centro e periferia. Le ragioni sono sempre le stesse: un parco mezzi Ama inadeguato (è stato fatto un bando di gara per il noleggio di nuovi camion ma è andato deserto), giri di raccolta che saltano, gli unici due impianti Tmb aziendali in sofferenza. Al quadro ormai noto si è aggiunto lo stop della Toscana che ha comunicato (a causa di un'inchiesta giudiziaria in corso) di non poter più ricevere a partire da gennaio le 200 tonnellate quotidiane di spazzatura romana, un cambio di rotta improvviso che ha obbligato la sindaca Raggi a rivolgersi altrove. 

Ama intanto sta vagliando la possibilità di chiedere aiuto ai privati per la raccolta dei municipi più critici - scelta che ha mandato su tutte le furie i sindacati, pronti a scioperare - e farà i salti mortali per coprire tutti i turni che interessano i giorni festivi. "Pulizia, spazzamento, raccolta differenziata e il regolare funzionamento del ciclo impiantistico a disposizione per la selezione e il trattamento dei rifiuti" saranno garantiti anche il 25 e il 26 dicembre, come specificato dall'azienda in un lungo comunicato stampa con elencate tutte le disposizioni in essere. Oltre al potenziamento della raccolta di imballaggi, saranno assicurati due turni di lavoro (mattina e sera) presso gli impianti Ama per il trattamento dei rifiuti indifferenziati: i TMB di via di Rocca Cencia e di via Salaria. Per quanto riguarda gli impianti di Cerroni, all'azienda "è stato assicurato il loro funzionamento". Sperando che sia sufficiente a passare il Natale, almeno quest'anno, senza "monnezza".

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