Rifiuti, oltre al danno la beffa: "Io multato di 600 euro per aver buttato un cartone nel cassonetto"

A RomaToday il titolare di una farmacia di viale Regina Margherita. Federfarma Roma: "E' inammissibile"

I cartoni appoggiati fuori dalla farmacia

"Mi hanno multato di 600 euro, quel cartone non lo potevo rimettere dentro il negozio, ci aveva appena fatto i bisogni un cane. Era una questione igienica". Come si dice, oltre al danno la beffa. E pure salata. Emilio Manfredi è il titolare di una farmacia di viale Regina Margherita. Nel massimo picco dell'emergenza rifiuti, ora sulla lenta via di risoluzione, si è ritrovato come tanti colleghi esercenti ad aspettare invano che qualcuno passasse a ritirare la sua differenziata. Cartoni per lo più, le scatole con cui arrivano una volta al mese i carichi di medicine. 

"Per giorni e giorni non è venuto nessuno, da calendario sarebbero tre i passaggi a settimana previsti, ma niente - racconta a RomaToday - me li riportavo sempre all'interno, questa volta però ci aveva fatto la pipì un cane, per ovvie ragioni igieniche non ho potuto che appoggiarli al cassonetto bianco della carta". I vigili però l'hanno beccato proprio mentre buttava il rifiuto contaminato, e hanno provveduto subito a compilare il verbale. "Anche loro però erano imbarazzati" racconta ancora il farmacista. Che multare il titolare per un cartone appoggiato a uno dei centinaia di secchioni straripanti di immondizia in tutta Roma, appariva evidentemente come un paradosso. Ma tant'è. Seicento euro, la sanzione prevista per l'abbandono illecito di rifiuti, è arrivata. Come al peggiore degli "zozzoni" che sono soliti scaricare in strada chili e chili di calcinacci e materiali da cantiere. Emilio si è rivolto a un avvocato di Federfarma Roma, associazione di categoria. "Sicuramente farò ricorso. Avevo fatto anche le foto poco prima di lasciarlo a terra. Non sono stato l'unico a cui è successo, diversi colleghi hanno subito lo stesso trattamento". Già, una farmacista di via Ostiense ha dovuto sborsare 250 euro. Una scena molto simile, anche questa difficile da digerire viste le condizioni in cui versano ancora oggi molte strade della Capitale.

"È inammissibile che i farmacisti debbano pagare multe salate a causa dei disservizi di Ama e quindi del Comune" ha commentato il presidente di Federfarma Roma, Vittorio Contarina. "Il Comune sta facendo cassa con i suoi stessi disservizi e sulla pelle dei farmacisti". Negli ultimi giorni, a onor del vero, la raccolta è migliorata anche per i commercianti. "Sono passati a ritirare" racconta Emilio. Il quadro si sta normalizzando. Anche se quella della raccolta porta a porta delle utenze non domestiche fa storia a sé. Il modello partito a ridosso dello scorso Natale non è mai decollato, presentando fin da subito una serie di criticità su più livelli. Affidato a ditte private con un appalto da 150 milioni di euro si è rivelato un flop tra giri saltati, mappature sbagliate delle utenze, multe per occupazioni di suolo pubblico a bidoncini troppo grandi per essere tenuti dentro i locali, ma anche talvolta per il mancato rispetto degli orari di conferimento da parte degli stessi esercenti. 

"Ora però abbiamo verificato che funziona il portale dei prestatori dove Ama può controllare i passaggi effettuati dalle ditte direttamente on line con un sistema gps" informa Andrea Coia, presidente della commissione Commercio, interpellato da RomaToday. "Nell'ultimo mese con l'emergenza estesa a tutta la città anche i turni sulla differenziata dei negozianti e i monitoraggi di Ama però sono sballati. Ora il tutto sta piano piano ripartendo". Il portale che permette controlli più mirati, servirà anche per organizzare la scontistica da applicare ai negozianti più virtuosi, quelli che materialmente producono un maggior quantitativo di rifiuti. La famosa tariffa puntuale. Per quella però, una grossa novità che il M5s aveva promesso anche per le utenze domestiche, bisognerà aspettare, ammette Coia, "almeno il 2020"

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