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Rifiuti, Legambiente: "Sì alla differenziata. In arrivo aumento delle tariffe?"

Legambiente, in occasione del tavolo sull'emergenza rifiuti che si terrà domani, afferma: "La vera sfida è quella della differenziata. Il commissariamento è stata una vera iattura"

Redazione 11 marzo 2012
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Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini vuole vederci chiaro e lo farà in occasione del tavolo durante il quale insieme al Comune, alla Provincia di Roma e alla Regione, discuterà e cercherà di affrontare i problemi legati all'emergenza rifiuti nel Lazio. Intanto Legambiente fa sapere quelle che potrebbero essere le soluzioni per risolvere l'emergenza: puntare sulla raccolta differenziata, e quindi adottare strategie per potenziarla, e azzerare il commissariamento. Poi, lancia l'allarme su un nuovo possibile aumento della tassa sui rifiuti. "Al ministro Clini chiediamo di co-finanziare un programma straordinario per differenziata, riduzione e riuso a Roma e nel Lazio, azzerando il commissariamento per restituire responsabilità alle amministrazioni locali, è l'unica vera via d'uscita per sventare l'emergenza rifiuti", afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.

"Siamo molto preoccupati come il ministro, ma era tutto già scritto, i problemi a Corcolle e Riano erano noti, la contrarietà di chi gestisce quei vincoli anche". La vera sfida, secondo Legambiente, è quella della differenziata: "La situazione assurda nella quale ci troviamo determina scelte obbligatorie, un po' come successe a Milano diversi anni fa quando la discarica chiuse e in pochi mesi si arrivò a triplicare i rifiuti differenziati". Ma oggi, sostiene l'associazione, si può fare di più: "Le raccolte domiciliari porta a porta possono far arrivare in tre mesi la Capitale al 65% di rifiuti da riciclare".

LA SITUAZIONE A ROMA - Secondo Legambiente le politiche di Alemanno sulla gestione dei rifiuti non sono state efficaci: "Il problema più serio - dice Parlati - è proprio a Roma, dove in questi anni l'Ama e il sindaco Alemanno hanno messo in campo strampalate raccolte miste che non hanno funzionato affatto, con continui aumenti della tariffa per i cittadini, senza alcun risultato concreto. Se Alemanno, Polverini, Zingaretti vogliono davvero chiudere Malagrotta senza aprirne una nuova, l'unica strada è quella di mettere in campo strategie, azioni attuabili e finanziamenti in questa direzione, altrimenti ci attende lo stesso percorso di Napoli, con barricate e rifiuti per strada.”

AUMENTI DELLA TARIFFA SUI RIFIUTI - La direttrice di Legambiente Lazio, Cristina Avenali, sottolinea come le tariffe potrebbero ancora aumentare senza alcun effetto positivo sulla differenziata: “A Roma in questi anni il sindaco Alemanno ha solo fatto danni nella gestione dei rifiuti, con continui aumenti della tariffa che i cittadini versano, fino a ben 630 milioni di euro, che potrebbero ancora aumentare di 20 milioni col prossimo bilancio, senza nessun passo avanti sulla differenziata - afferma Avenali -. Il Comune non ha saputo scegliere un luogo adatto per il dopo Malagrotta e ha determinato questa situazione, nella quale ora il rischio è quello di continuare con il monopolio esistente, scegliendo di dare il via libera alla nuova buca di Monti dell'Ortaccio, accanto a Malagrotta".

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NO AL COMMISSARIAMENTO - Per Avenali il commissariamento non è stata la giusta soluzione. "Bisogna smettere la corsa solitaria e irresponsabile verso il baratro, il commissariamento è stata una vera iattura come nei dieci anni passati, ora è il momento di una politica pubblica seria e rigorosa, non è rincorrendo le possibili localizzazioni per discariche che si può rendere moderna la gestione, serve un grande coinvolgimento dei cittadini, l'esatto contrario del commissariamento. Dopo l'incontro con il Ministro Clini, il Comune, la Provincia e la Regione mettano sul tavolo investimenti e si facciano promotori subito di un grande confronto pubblico con le parti sociali, le associazioni, i comitati, le imprese per costruire un percorso certo su riciclaggio, riuso e riduzione”.

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4 Commenti

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  • Avatar anonimo di cosimo

    cosimo a Tel Aviv con il sistema Arrow bio la raccolta la fanno a valle (cioè separazione meccanica NELL'IMPIANTO) e ci ricavano gas e terriccio inodore e il processo è inodore perché fatto in acqua. Altri impianti di questo sistema sono installati nella mitica Los Angeles e San Francisco pres ad esempio per gli altri livelli. L'impianto costa un decimo rispetto ad un inceneritore. Alemanno andò in Israele qualche anno fa e dichiarò che con un paio di medi impianti di Arrowbio si poteva arrivare al 35% 40% in pochissimo tempo. A Civitavecchia il Sindaco da una vita dice di volerne installare uno ma fino ad ora dopo diversi anni non si è visto niente. Qual'è il problema? Non vogliamo far guadagnare gli israeliani? Loro con questo sistema oltre a trattare i rifiuti "freschi" si stanno "rosicchiando" pian piano la loro "Malagrotta" accumulata negli  50 anni passati

    il 12 marzo del 2012
  • Avatar anonimo di Lorenzo

    Lorenzo Non c'è bisogno di estendere ovunque il porta a porta domiciliare, sia perchè in una città metropoliatana di 3 milioni di abitanti, esclusi uffici e attività commerciali, richiederebbe un dispendio economico e di personale non indifferente e che non ci possiamo permettere, sia perchè basterebbe un pò di volonta e senso civico da parte della cittadinanza e dei commercianti affinchè facciano tutti la raccolta differenziata in modo corretto ( ovvero gettando i rifiuti riciclabili nelle campane stradali giuste, perchè purtroppo la gente continua a buttare nel cassone bianco della carta lattine di alluminio e bottigliette di plastica, nel cassone blu del multimateriale ci infilano barattoli di pomodoro tutti insudiciati, le medicine scadute vanno riposte nei contenitori situati in tutte le farmacie e le pile scariche in quelli gialli e così via! )!
    Oltre alla buona volontà dei cittadini e dei commercianti, la Regione, il Comune e l'Ama devono finanziare la realizzazione di almeno un altro impianto di compostaggio per l'umido e l'organico e altri due impianti di trattamento a valle del multimateriale ( plastica, vetro e alluminio ) perchè attualmente sono INSUFFICIENTI!
    Infine bisogna ridurre lo spreco di rifiuti, per esempio evitando di usare piatti e bicchieri di plastica e multare chi sporca la città!

    il 12 marzo del 2012
  • Avatar di Alessandro Moriconi

    Alessandro Moriconi Concordo totalmente con Carlo servono impianti di trattamento e lavorazione dei rifiuti...una differenziata vera, capillare e soprattutto omogenea per tutta la città. I maggiori costi potranno essere sicuramente coperti dalla vendita di vetro,carta,metalli, ecc. ecc. ci sono privati che mandano avanti aziende con il solo trattamento degli scarti dell'edilizia...I FAMOSI CALCINACCI...
    Un lavoro serio sulla riduzione degli imballaggi e il ripristino del vuoto a rendere . Si può fare:!!! altro che aumento della tariffa...

    il 12 marzo del 2012
  • Avatar di Carl Von Clausewitz

    Carl Von Clausewitz Sarebbe opportuno, invece di cercare mega discariche, avviare un programma di raccolta differenziata serio e predisporre 5 o 6 impianti di lavorazione e trattamento in varie zone di Roma. Ad esempio, ogni Municipio potrebbe provvedere ad installare un gruppo di stabilimenti per il trattamento di vetro, carta, metallo, inerti da costruzione, pneumatici e rifiuti organici. I Municipi impossibilitati a installare tali impianti (Centro Storico) potrebbero utilizzare uno o più impianti, pagando un surplus per i servizi. Si parla tanto di Federalismo, cominciamo anche dal trattamento dei rifiuti

    l'11 marzo del 2012