Rifiuti, raccolta al collasso. Cresce la pressione verso il commissariamento

Il Governo, smentendo una notizia stampa, non esclude l'ipotesi. Intanto si lavora per rendere operativa al 100% l'impianto di Rida ad Aprilia

Il commissariamento per uscire dalla crisi dei rifiuti, per dare pieni poteri per risolvere l'emergenza in cui Roma è piombata dopo l'incendio di martedì all'impianto Tmb Salario. Da più parti si moltiplicano le pressioni affinchè il ministro dell'Ambiente Sergio Costa nomini un commissario per supportare la Capitale. Lo avrebbe chiesto la Sindaca, per scardinare le resistenze delle Regioni. Lo chiedono i municipi, ormai incapaci di reggere oltre alle pressioni dei cittadini esasperati. E sembra oggettivamente richiederlo anche la situazione, nelle strade diventata ormai difficile con sacchetti accumulati attorno ai cassonetti. La Cgil ieri ha chiesto che venga dichiarata l'emergenza con le conseguenti ordinanze necessarie ad arginarla. 

Che la situazione si sarebbe fatta difficile era stato chiaro da subito. Ora però tocca fare i conti con la realtà. Ed ecco che anche il Governo, smentendo una notizia apparsa sui giornali, non esclude l'ipotesi. "Si smentisce la circostanza che il ministro dell'Ambiente Sergio Costa avrebbe rifiutato la nomina di un commissario di governo per la gestione dei rifiuti nella Capitale, così come sarebbe stato richiesto dal sindaco Virginia Raggi". La smentita non contiene chiarimenti su come si procederà. Di certo, per ora, c'è la cabina di regia e il fitto dialogo con la Regione che ieri sembra aver sbloccato lo sbocco degli scarti della lavorazione del Tmb di Rida Ambiente. 

Dall'incontro di ieri con i sindacati è emerso che il sistema rifiuti di Roma, pur tra le evidenti mille difficoltà, è in grado di reggere fino a domenica. Per ora l'Ama ha trovato gli impianti dove piazzare le quantità che fino a martedì. Almeno fino a ieri le quote di rifiuti destinate a Rida erano bloccate per le difficoltà a collocare gli scarti. Secondo quanto si apprende ieri sera la situazione sarebbe stata sbloccata. Rassicurazioni in tal senso sarebbero arrivate dall'assessore regionale Valeriani alla sindaca Virginia Raggi. 

Ad alleviare l'emergenza il proprio tritovagliatore mobile, attualmente posizionato nello stabilimento di via dei Romagnoli a Ostia. Secondo quanto si apprende però lavorerà a ritmo ridotto, ovvero non per tutte le 300 tonnellate per le quali è omologato. Questo per non scatenare le proteste sul territorio e nonostante la regione spinga in senso contrario. 

C'è poi la questione del sito di trasferenza, in questa situazione sempre più necessario. E' l'Agenzia Dire a rivelare che Ama sta puntando con decisione a utilizzare lo stabilimento di Ponte Malnome proprio a questo scopo. Un altro sito dove 'parcheggiare' i rifiuti raccolti, in attesa di inviarli agli impianti fuori città, è fondamentale per Ama per cercare di mantenere gli equilibri (seppur precari) esistenti prima del rogo del suo impianto di trattamento e in particolare per evitare di aumentare la pressione sul Tmb di Rocca Cencia, dove i camion Ama di tutta Roma in questo momento stanno scaricando.

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