La differenziata non decolla, arriva l'ordinanza di Raggi: nei cassonetti solo rifiuti in sacchetti trasparenti

La nuova misura nel dispositivo firmato dalla sindaca. Insieme ai divieti diretti ai "pendolari" dei rifiuti

Immagine d'archivio

Stop ai pendolari dei rifiuti e, nei cassonetti, solo e soltanto sacchetti trasparenti. Sono le due misure contenute nell'ordinanza firmata questa mattina dalla sindaca Virginia Raggi. Obiettivo: migliorare il funzionamento generale della raccolta sul territorio, incrementando quel 46% di differenziata ancora lontanissimo dagli obiettivi necessari per raggiungere l'autonomia del ciclo. E allora si comincia con una guerra senza quartiere a chi porta "monnezza" da fuori Roma.

"In alcune aree del territorio si è registrato un anomalo incremento nel conferimento di rifiuti urbani nei cassonetti stradali ubicati nelle zone periferiche - si legge nel testo dell'ordinanza - confinanti con altri comuni che a seguito dell'attivazione del porta a porta hanno rimosso le postazioni stradali". 

Cosa accade? Che chi deve fare i conti con modelli di raccolta a domicilio, magari spazientito dall'attesa dei ritiri, carica tutto nel bagagliaio dell'auto e approfitta dei secchioni "altrui". Talvolta cambia proprio Comune. E se poi a Roma ci lavora, liberarsi della zavorra diventa ancora più facile. 

Da qui il nuovo divieto fissato nel dispositivo emergenziale, con validità 6 mesi, "per tutti coloro che non sono residenti nel territorio di Roma Capitale di conferire nel circuito di raccolta rifiuti urbani prodotti nel territorio di altri Comuni". Pena le stesse sanzioni vigenti per l'abbandono dei rifiuti, da 25 a 500 euro. Sono i nuovi "zozzoni", provenienti da fuori città. Un fenomeno quello delle "migrazioni" dei rifiuti che in realtà interessa anche i singoli municipi della Capitale. È frequente dove parte - e non decolla - il porta a porta. Nei quartieri confinanti i secchioni si riempiono di immondizia. Vedi la zona di Spinaceto, Ostia e Ponte di Nona. Certo applicare divieti simili all'interno del confine comunale, diventa problematico. 

Per migliorare però in generale la raccolta, ecco che arriva un'altra novità: per i prossimi sei mesi saranno vietati i sacchetti che non sono trasparenti. Il contenuto dei conferimenti dovrà essere visibile. L'intento è soprattutto quello di aiutare gli operatori Ama in fase di raccolta dai secchioni: se nel cassonetto dell'indifferenziata spunta una busta piena di sola carta sarà possibile porre rimedio ricollocandola al posto giusto. È poi anche un deterrente: contribuisce, è scritto nell'ordinanza, "a una maggiore responsabilizzazione dei cittadini alla corretta effettuazione della raccolta differenziata". E può aiutare anche con i controlli nel porta a porta. 

Le reazioni. Polemiche dai sindaci della provincia

Un paradosso per l'opposizione di centrosinistra che la sindaca punti il dito contro quella Provincia che da anni accoglie i rifiuti provenienti dalla Capitale, e che la stessa Raggi, prima cittadina anche della Città metropolitana, amministra. "Complimenti, ha finalmente trovato i responsabili dello schifo in cui la sua Amministrazione ha ridotto la Capitale" attacca in una nota il segretario del Pd Lazio, senatore Bruno Astorre. "Il reato, secondo la sindaca della Città metropolitana, sarebbe gettare alcuni sacchetti di immondizia nei cassonetti di Roma. Singolare denuncia, con offesa incorporata, da parte della sindaca che detiene il record mondiale di export di rifiuti - conclude Astorre - nelle province del Lazio e nel resto del pianeta". 

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