Rifiuti, Ama ammette l'emergenza e smentisce il consigliere Diaco (M5s) che attaccava i giornalisti 

Dieci giorni fa il presidente della commissione Ambiente: "Non c'è nessuna emergenza, ogni giorno un giornalista si sveglia e decide di attaccarci"

Foto dal gruppo Facebook "Immondizia romana: documenta e denuncia la situazione delle strade"

"Ogni giorno un giornalista si sveglia e, forse spinto dai suoi editori, decide di attaccare la nostra amministrazione". La verità è che "non c'è nessuna emergenza rifiuti". E' il 21 giugno, e con una lunga dissertazione su Facebook, il Cinque Stelle Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente, dà la colpa alla stampa. Altro che montagne di sacchetti putridi accatastati sui marciapiedi della città senza esclusione di nessun quartiere. Altro che topi, blatte, gabbiani, crisi igienica che avanza ormai da un mese. Quello che accade, spiegava, "è semplice: basta fotografare le cose che non vanno, magari in un piccolo quadrante della città, per creare un "caso", generalizzato e creando inutile allarmismo". Così "il problema particolare diventa universale"

Poi, sempre il presidente della Commissione Ambiente, mostrava un video con operatori Ama in azione. "Le squadre hanno lavorato senza sosta per svuotare e pulire i cassonetti che si trovano in prossimità dei principali licei romani" scrive Diaco. E ancora: "La situazione della raccolta nei municipi è in progressivo miglioramento: Ama ci ha infatti assicurato che a breve tutto tornerà a regime. L'onestà intellettuale purtroppo non è di tutti". 

Diciamolo, se avesse avuto ragione sarebbe stato meglio, viste le condizioni pietose in cui versa la città. Nel frattempo invece, passati dieci giorni da quel post, la crisi, già evidente allora, è precipitata ai minimi storici. Il baratro romano è diventato un tema nazionale. E ieri, a smentire Diaco, ci hanno pensato i nuovi vertici di Ama chiamati a restituire un quadro fedele della situazione in commissione Trasparenza: "Dall'emergenza usciremo a Natale". Di rischio per la salute hanno avvisato i dirigenti delle Asl. I romani hanno protestato e ancora protestano. I cassonetti vanno a fuoco per mano di cittadini esasperati, chiari segnali di boicottaggio all'azione amministrativa per la sindaca Virginia Raggi che parla di "guerra dei rifiuti". E' intervenuto il ministro dell'Ambiente. In queste ore la caccia agli impianti è in corso e forse la Capitale verrà salvata dai Tmb del Lazio. Ma i problemi restano nell'ordinario, come detto dalla stessa Ama, che ha parlato di "carenze di risorse e mezzi"

La crisi però, attenzione, era per Diaco un'invenzione giornalistica, una forzatura per affossare il Campidoglio grillino. Già, perché "ogni giorno un giornalista si sveglia e, forse spinto dai suoi editori, decide di attaccare la nostra amministrazione". Questa è la narrazione. L'emergenza non è tale, la colpa è dei giornalisti. Magari fosse andata davvero così, non ci ritroveremo la Capitale d'Italia che muore tra i rifiuti. 

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