Rifiuti, finito il lockdown tornano le criticità: cassonetti già pieni e difficoltà sul porta a porta

Criticità sulla raccolta specialmente in periferia. Mentre prosegue in regione Lazio l'iter per l'approvazione del progetto della discarica a Monte Carnevale

Per dirla con la sindaca Raggi, "Roma non è mai stata così pulita come nella fase 1", quando la città produceva meno rifiuti, con negozi e uffici chiusi per la pandemia di coronavirus in corso. Oggi però, con l'avvio della fase 2 e la ripartenza delle attività produttive, il "sogno" di una città libera da topi e gabbiani che svolazzano intorno alla sporcizia, sembra svanito. 

I giri dei camion Ama cominciano già a rallentare, complice anche il ritorno del traffico sulle strade, i cassonetti stradali stanno tornando a riempirsi di sacchetti non raccolti, specie in periferia. Ci arrivano segnalazioni dalla zona di Villaggio Breda, Anagnina, Santa Maria del Soccorso, Nuovo Salario. E se da una parte il Campidoglio punta il dito contro gli "zozzoni", o cittadini incivili che abbandonano elettrodomestici e divani sui marciapiedi, i problemi strutturali, quelli del periodo pre covid, tornano a galla.

"Sono numerose le denunce che stanno arrivando in questi giorni circa la presenza di rifiuti in strada: tonnellate di spazzatura abbandonata sui marciapiedi e che non viene raccolta" tuonano dal Codacons, addirittura minacciando un esposto in Procura. L'amministratore unico di Ama Stefano Zaghis replica piccato: "Apprendo con stupore di un esposto, i nostri operatori sono a lavoro al massimo degli sforzi per tenere la città pulita". 

Già, ma sono sempre pochi rispetto alle necessità, così come insufficienti sono ancora i mezzi a disposizione per effettuare una raccolta capillare. E poi c'è il caos con il modello del porta a porta in alcuni quartieri di Roma (IV e X municipio, dove in questi giorni si stanno registrando diverse criticità), fallito al punto da spingere Zaghis a smantellarlo, tornando indietro ai secchioni stradali. Una scelta che ha scatenato le polemiche dell'opposizione ma anche degli stessi grillini e della delegata ai rifiuti Valeria Allegro. "Una vergogna - commentano da Legambiente - siamo allibiti, così facendo si torna indietro di anni, alla faccia del decoro della città e della salute dei cittadini romani e del Lazio intero". 

In tutto questo è ancora da risolvere il nodo della discarica di servizio a Monte Carnevale, ribattezzata la Malagrotta bis (perché distante pochi chilometri dalla cava che ha tenuto per anni in piedi la gestione dei rifiuti a Roma). Il sito scelto dal Campidoglio, lo ricordiamo, ha spaccato il Movimento romano nelle settimane pre coronavirus, con un gruppo di dissidenti contrari alla realizzazione del sito (e pareri contrari degli stessi uffici tecnici) in pressing sulla sindaca Raggi perché valutasse un'area alternativa. A nulla sono valse le proteste, messe in atto dagli stessi cittadini infuriati della Valle Galeria. Dalla sindaca nessun passo indietro. 

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Un primo progetto per la futura cava di smaltimento è stato presentato dalla New Green Roma srl, proprietaria dell'area, a marzo (l'iter valutato in Regione tra i procedimenti urgenti non si è fermato durante il covid). I primi di giugno la direzione tecnica regionale si esprimerà sull'assoggettamento o meno del progetto alla Via (Valutazione d'impatto ambientale). Seguirà la Conferenza dei Servizi per l'eventuale rilascio delle autorizzazioni finali.

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