Rifiuti, Raggi a Conte e Zingaretti: "Riattiviamo Cabina di regia". A lavoro per bilancio Ama e piano assunzionale

Oggi il tavolo con i sindacati. Ama sta preparando un documento per quantificare gli sbocchi necessari per i rifiuti di Roma nei prossimi mesi

Immagine d'archivio

Riattivare la Cabina di regia nazionale, con Regione e Ministero, per avere comunque uno strumento d'appoggio con cui affrontare eventuali crisi in autunno, poi il punto sul bilancio Ama che dovrebbe arrivare a dama la prossima settimana dopo oltre un anno di attesa e l'annuncio di un piano assunzionale anche questo promesso a stretto giro. È il sunto di quanto emerso oggi dal tavolo tra sindacati, azienda dei rifiuti e Campidoglio

"Non possiamo cullarci sugli allori" ha detto Virginia Raggi presente a a parte dell'incontro. Perché se è vero come è vero che i risultati dell'ordinanza regionale e della messa in moto della macchina che ha ripulito Roma dal caos di giugno-luglio ci sono stati, dall'altra lo è altrettanto che non mancano campanelli d'allarme per la stagione autunnale. Quando i romani torneranno dalle vacanze estive, com'è fisiologico, la quantità di rifiuti prodotta aumenterà. Gli impianti Tmb di Malagrotta però continueranno a essere parzialmente chiusi per manutenzione, l'ordinanza che obbliga quelli del Lazio ad accogliere al massimo delle loro capacità l'immondizia romana sarà scaduta e l'Abruzzo, stando agli annunci del governatore Marco Marsilio (FdI), non prenderà le 10mila tonnellate in più richieste da Ama. Stavolta insomma, tocca farsi trovare pronti. 

"L'amministrazione - si legge nel verbale dell'incontro che RomaToday ha visionato - ha comunicato di aver inviato al ministro dell'Ambiente e al presidente della Regione Lazio una nota con la richiesta di riavvio della cabina di regia al fine di consolidare le attività già svolte e programmare adeguatamente quelle dei mesi prossimi". A questo proposito la presidente di Ama Laura Melara ha comunicato che la prossima settimana arriverà un documento con le ipotesi di flussi in entrata e in uscita necessari per mantenere l'equilibrio del ciclo. Quante tonnellate devono andare dove. Di quanti sbocchi ha bisogno Roma. 

Altro capitolo affrontato al tavolo di oggi è il bilancio. Chiuderà in rosso, quello 2017, e in ritardo di oltre un+ anno. L'azienda però, ha rassicurato Melara, è in piedi e solida. "Sarà portato all'approvazione del Cda nel corso della prossima settimana e che l'aspetto rilevante delle risultanze è quello relativo agli indici economici, patrimoniali e finanziari che risultano essere tutti positivi, al di là del risultato d'esercizio". Ultimo punto ma non per importanza, l'annuncio di un nuovo piano assunzionale. Anche questo pronto, è la promessa, a essere approvato a stretto giro. Nuovi operatori in strada per accelerare su quella raccolta differenziata che stenta a decollare. "Sarà portato in consiglio di amministrazione entro brevissimo tempo - è scritto ancora nel resoconto del tavolo - previo il relativo confronto con le organizzazioni sindacali. Sono inoltre in corso le dovute interlocuzioni per rendere operativo il piano dopo l'approvazione in Cda". 

Soddisfatti su questo punto i sindacati. "Il fatto che nello stesso Cda verranno approvati il bilancio e il piano assunzionale significa che l'azienda sta andando avanti e si chiude una pagina", ha spiegato il segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola. "La sensazione che abbiamo dal fatto che Ama assuma è che c'è la volontà effettivamente di rilanciare l'azienda, altrimenti non farebbero tante assunzioni, e anche l'amministrazione comunale ha dato rassicurazioni di procedere in questo senso", ha aggiunto il segretario della Fit Cisl del Lazio, Marino Masucci. Di che cifre parliamo? Si conta di potere arrivare a 400 unità, considerando il turn over del 2018 e del 2019. 

Intanto è attesa per domani l'approvazione del piano rifiuti regionale. Il testo verrà votato in giunta e, come anticipato con la diffusione delle linee guida, obbligherà nei fatti la Capitale a dotarsi di una discarica di servizio o impianto di smaltimento sul suo territorio. Un tema che scotta date le posizioni fortemente contrarie dell'amministrazione grillina a nuove cave dove conferire gli scarti e ugualmente a nuovi termovalorizzatori. Date però le basse percentuali di raccolta differenziata, al 46%, dotarsi di impianti propri è l'unica via per rendere Roma autonoma nella gestione del ciclo. 
 


 

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