Rifiuti, i nuovi vertici di Ama ammettono il disastro: "Situazione d'emergenza, ne usciremo entro Natale"

In commissione Trasparenza il neoamministratore delegato Paolo Longoni e il consigliere Massimo Ranieri danno il quadro della crisi. Entro agosto, la promessa, l'ok al bilancio 2017

Immagine d'archivio (Ansa)

Se la sindaca stenta ad ammetterlo, i nuovi vertici Ama si presentano a Roma facendo subito un bel bagno di realtà: la crisi rifiuti è reale, il quadro è d'emergenza e i tempi sono lunghi: "Ne usciremo entro Natale". E' quanto emerso dalla seduta fiume della commissione Trasparenza di questa mattina. Convocati per fare il punto sia sui conti della municipalizzata dei rifiuti che, in generale, sul disastro della raccolta che la Capitale sta sopportando da quasi un mese, i membri del Consiglio di Amministrazione di Ama hanno restituito, carte e prime impressioni alla mano, un racconto disastroso. 

"Abbiamo trovato una situazione di emergenza del servizio, organizzativa e finanziaria" dice senza girarci intorno il neo amministratore delegato di Ama Paolo Longoni, "perchè la società ha problemi di risorse che devono essere risolti". E rieccola la lista nera di quello che non funziona. Si parte dalla ben nota carenza impiantistica: Roma non sa dove portare l'indifferenziato. Produce 18mila 200 tonnellate a settimana di indifferenziato, e i contratti in corso oltre al Tmb di rocca Cencia al tritovagliatore di Ostia dovrebbero garantire una copertura per 19mila 168 tonnellate, ma l'effettivo erogato corrisponde a 15mila 590 tonnellate la settimana.

La caccia agli impianti

Tradotto, 300 tonnellate al giorno restano fuori, per strada, a marcire sotto il sole. Questo perché gli impianti privati che trattano i rifiuti della Capitale hanno ridotto i quantitativi, in mancanza di sbocchi per cdr e scarti che dovrebbero essere smaltiti nel termovalorizzatore di San Vittore nel Lazio (di Acea) e nella discarica di Colleferro. Insomma, la caccia è agli impianti che accolgano al più presto l'immondizia che si accumula ogni giorno sui marciapiedi. 

La regione Lazio ha chiesto ai suddetti operatori di ampliare i quantitativi, anche perché nel frattempo dovrebbero essersi liberati gli spazi necessari nel termovalorizzatore di Acea. Un rebus ancora da risolvere. "Il tritovagliatore di Ostia sta lavorando 40 tonnellate al giorno, vorremmo portarlo a 300 ma non abbiamo sbocchi - spiega ancora il consigliere del Cda Massimo Ranieri - abbiamo contattato alcune ditte che ancora devono risponderci e stiamo contattando intermediari di rifiuti per portarli oltre confine ma in via ordinaria dovremmo fare una gara". Questo al capitolo impianti. Poi ci sono le carenze di tutti i giorni, che pesano moltissimo sulla filiera. 

Carenza di mezzi e personale

"Abbiamo una situazione critica sui mezzi, lavoriamo con il 55% dei mezzi" ha detto Ranieri. "Abbiamo solo la metà dei csl per svuotare i cassonetti, c'è una gara in corso, partita nel 2017, che sta arrivando ad aggiudicazione definitiva: i primi mezzi arriveranno da settembre e fino a dicembre". E "c'è anche una carenza di personale perchè molti hanno delle prescrizioni per lavorare". E altrettanti "hanno 60 anni, non è facile stare in strada oltre una certa età". 

"Piano industriale a inizio autunno"

Niente di nuovo comunque nella disamina fatta in Commissione, se non il messaggio chiaro che arriva dai nuovi consiglieri al timone di una nave a serio rischio naufragio: "Intendiamo applicare la cultura della concretezza". Tradotto: è tutto o quasi da rifare. E non è più il tempo da libri dei sogni. "Entro autunno riscriveremo il piano industriale". Altra falla importante da colmare. "Quello che ho visto scrive di numeri che non corrispondono alla realtà, obiettivi che non sono stati raggiunti. Il nostro dev'essere un piano che dica cosa, quando e con quali risorse. Se non saremo capaci, ognuno di noi tornerà a fare quello che faceva prima". Concretezza quindi, nessun volo pindarico e "basta con le battaglie ideologiche". Il riferimento, una mezza strigliata, va ai politici presenti al tavolo, e al braccio di ferro continuo tra Comune e Regione. 

"Bilancio 2017 entro agosto"

Il prossimo appuntamento comunque resta la necessaria e imprescindibile approvazione del bilancio 2017. "Contiamo di approvare il progetto contabile entro dieci giorni - assicura l'ad Longoni - quindi ci saranno i 30 giorni concessi agli organi di controllo per il loro giudizio pertanto la per metà di agosto contiamo di portare in assemblea dei soci il bilancio 2017". Quello 2018 invece deve aspettare. "Non può essere predisposto fino a quando mancherà la certezza dei saldi dell'anno precedente, approvato il bilancio 2017 il 2018 sarà facilmente predisponibile".

Entrando nel dettaglio della manovra, "stiamo cercando di fare la migliore valutazione dei crediti iscritti in bilancio per la Tari, ce ne sono alcuni ante 2010". Poi "dobbiamo fare un importante raccordo sui crediti vantati verso il Comune nel contratto di servizio relativi al 2014, perchè c'è una perdita di valore sul fondo immobiliare relativo al Centro Carni. L'esperto indipendente della Sgr sta valutando il valore del compendio che sembra patisca una notevole svalutazione rispetto al valore originario. Se arriverà dovrà essere recepita nel bilancio".

E ancora: "Ci sono alcuni contenziosi civili che dovranno essere recepiti". La partita da 18 milioni di euro di crediti cimiteriali su cui si è giocata la bocciatura di febbraio da parte del Campidoglio, che ha comportato a catena al cacciata di massa del vecchio Cda e l'addio dell'ex assessore Pinuccia Montanari, che fine ha fatto? "Sono una piccola parte problema. Fosse solo quello, il bilancio lo avrei portato oggi". 
 

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